Dis-armati: un’indagine sulla violenza giovanile

Save the Children

Gli allarmismi, il clamore mediatico e trovare la risposta solo nella punizione non servono ad affrontare i recenti episodi di violenza minorile e giovanile.

data di pubblicazione:

3 Aprile 2026

Save the Children invita a mettere in luce la problematica del disagio diffuso tra gli adolescenti con il report “(Dis)armati. Un’indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà” e ad analizzarne le cause e le conseguenze.

La ricerca si focalizza innanzitutto sulla “geografia della violenza”: negli ultimi anni si nota un cambiamento a livello di intensità e di modalità negli atti di violenza agiti dagli adolescenti, complice anche l’eco mediatica prodotta dai social media. Le azioni sono più visibili, amplificate, aumentano le rapine, risse e lesioni personali con un’efferatezza apparentemente insensata. Dall’altro lato possiamo notare un aumento delle fragilità emotive diffuse tra i giovani e un senso di svuotamento affettivo sempre più impattante. 

Il mondo adulto, di fronte a questa panoramica, sembra analizzare gli episodi di violenza con una lente puntata sulla sicurezza e ordine pubblico. La risposta si costruisce sulle punizioni e misure repressive ma il fenomeno continua a crescere. C’è la necessità di comprendere le motivazioni alla base dei comportamenti violenti e costruire una rete di supporto stabile e continuativa tra famiglie, scuole e istituzioni.
Giorgia D’Errico, direttrice relazioni Istituzionali di Save the Children, afferma: “è fondamentale investire stabilmente nell’educativa di strada e di comunità, e garantire spazi pubblici dove i giovani possano incontrarsi, esprimersi e partecipare in modo positivo. La via educativa è cruciale anche per accompagnare i giovani in percorsi di responsabilizzazione rispetto alle proprie azioni perché comprendano le conseguenze dei loro comportamenti.”

Si nota infatti come la violenza di strada non è più legata eslcusivamente alle aree di marginalità estrema ma coinvolge anche giovani di famiglie e ambienti socialmente integrati, senza distinzione di provenienza, classi sociali diverse, italiani e stranieri.

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