Droghe e scenari del consumo

l'attenzione dei media si concentra quasi esclusivamente sulle conseguenze del consumo di droghe illegali

Rogoredo rappresenta uno dei tanti altri luoghi simili in tutta Italia, dove si è creato un “limen urbano”: uno spazio di confine dove si attua una segregazione socio-spaziale dei consumatori. In questi luoghi, il controllo del territorio da parte delle organizzazioni criminali è capillare

data di pubblicazione:

11 Febbraio 2026

Il “boschetto” di Rogoredo è solo una parte dello scenario relativo al consumo di droga. Uno spazio della città di Milano che viene chiamato in causa solamente quando succedono episodi drammatici. E’ da questo “spazio di confine” che parte la riflessione di Roberto C. Gatti, sul sito di droga.net., sulla situazione dei consumi di droghe illecite e lecite a livello globale e su come si potrebbe affrontare.

Per Gatti Rogoredo rappresenta uno dei “(…) tanti altri luoghi simili in tutta Italia, dove si è creato un limen urbano”: uno spazio di confine dove si attua una segregazione socio-spaziale dei consumatori. In questi luoghi, il controllo del territorio da parte delle organizzazioni criminali è capillare. Qualcosa da tenere sotto osservazione ma anche da tollerare parzialmente.

Si circoscrive il degrado in aree periferiche, lontano dai centri nevralgici della socialità produttiva e le si dota di progetti che intervengono per cercare di limitare i danni, soprattutto per i consumatori di droghe in condizioni difficili ma, di fatto, non cambiano scenari che, nel tempo, raggiungono un devastante equilibrio. Romperlo o disorganizzarlo, come forse si stava tentando di fare nell’imminenza delle Olimpiadi Milano – Cortina, può provocare reazioni imprevedibili”.

Una situazione, quella di Rogoredo, che distoglie l’attenzione anche da altri flussi di sostanze, come quello della cocaina, che stanno inondando grandi parti della società civile dei paesi europei, indebolendola. Un flusso “(…)  che sta procurando risorse infinite alla criminalità rispondendo ad una domanda di alterazione che pare inarrestabile. Questo ci mette anche in una condizione di debolezza rispetto ad uno scenario internazionale che si raffigura come un campo di battaglia geopolitico”.

Il traffico di droghe o precursori di droghe, con le sue tragiche conseguenze in termini di decessi (si pensi al Fentanyl negli USA), sta sempre di più rappresentando un pretesto per finanziare ed autorizzare azioni diplomatiche e militari altrimenti non possibili. 

Di fronte ad un mercato della droga globale, che sempre di più sta virando verso le sostanze sintetiche, proposte in mix tra loro o con altre droghe di origine naturale, secondo Gatti bisogna “(…) uscire dalla logica dell’emergenza per spostarci verso migliori capacità di intelligence e di analisi, anche previsionale, utili per programmare per tempo il nostro modo di intervenire, anche nel campo della programmazione di prevenzione, cura e assistenza”. 

Prevenzione, cura e assistenza non solo verso le droghe illegali, che sono sempre al centro dell’attenzione mediatica, ma anche verso altre sostanze, come tabacco e alcol. Di fatto, queste ultime, droghe a pieno titolo che causano la morte di migliaia di cittadini e con costi sociali di decine di miliardi. 

“Nonostante questo divario enorme nell’impatto sanitario, il focus istituzionale e del Sistema di Intervento socio sanitario rimane sbilanciato sul contrasto alle sostanze illecite, seppur con qualche tentativo di allargarlo a tutte le dipendenze patologiche”. 

Di fronte a questi numeri e scenari va quindi ripensato, dal punto di vista legislativo e della programmazione, l’approccio verso il consumo di droghe, beninteso se l’obbiettivo finale è quello della tutela della salute e della qualità della vita dei cittadini. 

 

 

 

 

 

 

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