TESTO FINALE DELLA CONTRO-CONFERENZA SULLE DROGHE

la Contro-conferenza autoconvocata dalla società civile, tenutasi a Roma dal 6 all’8 novembre 2025, propone una serie di obiettivi di riforme strutturali di leggi e politiche in materia di droghe

gli organizzatori mettono in evidenza quello che definiscono il fallimento del paradigma della guerra alle droghe

data di pubblicazione:

15 Novembre 2025

Il testo finale della contro-conferenza sulle droghe, organizzata da varie associazioni e reti, sottolinea la necessità di un approccio alternativo alla questione droghe. Fra i principali punti del documento, la Riforma del sistema dei servizi pubblico-privato e il potenziamento delle politiche di riduzione del danno.

“I miliardi investiti in politiche proibizioniste, in Italia e nel mondo, non hanno ridotto o contenuto il fenomeno, mentre continuano a non proteggere la salute e la sicurezza delle persone che le usano e della società in generale.

La ‘guerra alla droga’ ha prodotto danni alla giustizia sociale, alla coesione dei territori, al sistema della giustizia e al rispetto dei diritti umani e delle libertà personali.

La Conferenza nazionale sulle droghe, prevista dalla Legge 309/90, ha l’obiettivo di valutare l’applicazione della legge stessa e le politiche correlate per predisporre una strategia nazionale aggiornata ai mutamenti del fenomeno della produzione, uso e commercio degli stupefacenti proibiti. Per legge deve garantire partecipazione, trasparenza, pluralità, quanto indipendenza scientifica, nonché coinvolgere portatori di interesse sociali e professionali a partire da chi usa le droghe.

La Conferenza nazionale ha ignorato qualsiasi riferimento agli sviluppi internazionali in seno al sistema delle Nazioni unite, censurando che la Commissione Droghe dell’ONU a marzo 2025, ha adottato una Risoluzione per la valutazione e revisione della ‘guerra alla droga’.

L’Italia, che ha ha votato a favore di quella Risoluzione all’ONU, deve ora partecipare alla revisione delle sue politiche partendo da una onesta valutazione dei danni prodotti dalla Legge 309/90.

In linea con quanto adottato dall’ONU nel marzo scorso, e sulla base di anni di iniziative pubbliche, politiche, referendarie e di pressione sul Parlamento, la Contro-conferenza autoconvocata dalla società civile, tenutasi a Roma dal 6 all’8 novembre 2025, propone una serie di obiettivi di riforme strutturali di leggi e politiche in materia di droghe e invita partecipanti, associazioni, istituzioni – e le persone di buona volontà – a unirsi a quanto verrà lanciato per dare seguito militante a quanto articolato.

La Contro-conferenza auspica che chi ha partecipato alla mobilitazione di questi tre giorni, si unisca al Movimento per una riforma dal basso delle leggi e politiche proibizioniste in materia di droghe. Insieme ci impegneremo a promuovere e sostenere il cambiamento, dal Parlamento alle Città, anche con iniziative di disobbedienza civile per tutelare spazi di libertà e contrastare la repressione.

Proposte di Iniziative necessarie verso una riforma strutturale della Legge sulle droghe 309/90:

Abolire sanzioni amministrative per il consumo e rivedere le pene per spaccio secondo il principio costituzionale di proporzionalità.

Prevedere linee guida nazionali per una strategia sulle misure alternative alla detenzione in una logica di decarcerizzazione e deistituzionalizzazione.

Abrogare le misure mirate a penalizzare e discriminare le persone che usano e/o con precedenti penali droga correlati, quali daspo e zone rosse.

Abrogare tutte le norme proibizioniste e punitive del Governo Meloni: Decreto Rave, Decreto Caivano, nuove norme del codice della strada, Decreto sicurezza.

Istituire un Dipartimento per la Tutela della Salute delle Persone che Usano Droghe, rivedere competenze e finalità del Dipartimento per le Politiche Anti-droga, a partire dalla denominazione, e prevedere Comunità terapeutiche residenziali e semiresidenziali che operino in modo integrato con altri attori delle comunità locali.

Mettere in mora decisioni del Governo circa l’adempimento del rispetto dei diritti umani nelle politiche nazionali sulle droghe e predisporre contenziosi strategici per attivare i meccanismi nazionali e internazionali competenti in materia di diritti civili, politici, economici, sociali e culturali.

Stabilire sedi e processi inclusivi nei percorsi di definizione delle politiche delle droghe a livello nazionale, regionale e locale, secondo i principi di trasparenza, incisività, non discriminazione, garantendo la partecipazione attiva delle persone che usano droghe.

Prendere parte alle iniziative della European Drug Policy Alliance rivolte al Parlamento Europeo a favore di riforme di politiche europee in materia di droghe, partendo dalla denuncia della posizione italiana in ambito globale.

Riduzione del danno / Limitazione dei rischi (RdD/LdR).

Predisporre un piano straordinario per la copertura economica universale dei LEA della RdD/LdR tramite storno, di almeno il 10%, di quanto investite nella riduzione dell’offerta.

Includere nei LEA tutte le misure di RdD/LdR validate a livello europeo e internazionale, a partire da stanze del consumo e drug checking.

Prevedere un piano straordinario per la salute e la sicurezza delle persone più giovani, per il superamento di approcci da tolleranza zero, adozione di un’educazione laica sulle droghe, messa in sicurezza dei contesti di uso attraverso interventi mirati di RdD/LdR.

Promuovere politiche locali per Piani di gestione sociale dei fenomeni urbani droga correlati in contesti segnati dall’impatto delle scene di consumo e spaccio, suscitando opportunità di dialogo, mediazione dei conflitti e gestione partecipata nel solco dell’approccio di RdD/LdR.

Ridefinire l’accesso al sistema dei servizi sociali, abitativi, di inserimento lavorativo, attraverso il superamento dei criteri di selettività e meritevolezza sulla base di comportamenti quali l’uso di sostanze.

Promuovere l’accesso a terapie a base di piante, sostanze e molecole contenute nelle tabelle nazionali e internazionali, semplificando burocrazia e informando sull’impiego palliativo, compassionevole e innovativo di molecole psicoattive.

Riforma del sistema dei servizi pubblico-privato e ruolo strategico dei Comuni.

Promuovere un Nuovo Accordo Stato-Regioni per la “Riorganizzazione del sistema dei servizi per la Tutela della Salute delle Persone che Usano Droghe,” da inserire nella strategia centrata sulla regolazione sociale del fenomeno alternativa al modello repressivo e stigmatizzante penale e patologico.

Promuovere una gestione integrata con il Terzo Settore e la cooperazione sociale, riconoscendo al Terzo settore una funzione pubblica integrativa e non alternativa garantendo retribuzioni adeguate e stabili alle persone che lavorano nel sistema dei servizi.

Promuovere ricerche qualitative come strumento di conoscenza dei fenomeni e loro mutamenti.

Promuovere il ruolo dei Comuni e delle politiche di welfare, per ampliare spazi di socializzazione e inclusione.

Sviluppare modelli di regolazione legale dei mercati

Rilanciare proposte per la regolamentazione legale della produzione, uso e commercio di quanto oggi illecito, a partire dalla cannabis, da presentare come leggi d’iniziativa popolare e/o come quesiti referendari da accompagnare con la promozione di un gruppo interparlamentare.

La Controconferenza è convocata da: A Buon Diritto, ARCI, Antigone, Associazione Luca Coscioni, CGIL, CNCA, Comunità di San Benedetto al Porto, Forum Droghe, Gruppo Abele, ItaNPUD, ITARDD, L’Altro Diritto, La Società della Ragione, L’Isola di Arran, LILA, Meglio Legale e Tutela Pazienti Cannabis Medica.

(Il documento completo è in revisione editoriale, sarà pubblicato appena possibile)”

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