nel 2024 più di 8.000 accessi in pronto soccorso per motivi correlati all’uso di sostanze

quasi la metà dei pazienti (47%) è arrivata in Pronto Soccorso per psicosi indotta da sostanze

Negli ultimi anni, la tendenza degli accessi al Pronto soccorso per problemi legati all'uso di droghe, è in aumento

data di pubblicazione:

9 Novembre 2025

Circa una persona su dieci, fra le più di 8.000 che nel 2024 hanno avuto accesso in Pronto soccorso per motivi correlati all’uso di sostanze, è stata poi ricoverata. Si tratta di uno dei principali dati presentati da Fondazione Gimbe al convegno FederSerd, come riporta Ansa.

“Nel 2024, negli ospedali italiani 8.378 persone sono arrivate in Pronto Soccorso a causa di patologie direttamente collegate all’uso di droga.

Il 10% di loro era minorenne. È uno dei dati contenuti in un’analisi della Fondazione Gimbe presentata nel corso del XIV Congresso Nazionale Federserd in corso a Milano. Secondo l’indagine, elaborata a partire dai dati della Relazione annuale della Presidenza del Consiglio al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze e del Rapporto Oised-Crea (2024), quasi la metà dei pazienti (47%) è arrivata in Pronto Soccorso per psicosi indotta da sostanze. In 904 casi (11%) si è reso necessario un ricovero ospedaliero: il 37% dei pazienti è stato trasferito in un reparto di psichiatria, il 17% in terapia intensiva e il 4% in pediatria.15

Complessivamente, nel 2023 sono stati 7.382 i ricoveri ospedalieri con diagnosi principale correlata all’uso di droghe: si tratta di 9,3 ricoveri ogni 10 mila abitanti. Il trend è in netta crescita rispetto al 2012, quando il tasso era di 6 per 10 mila abitanti. Forti le differenze territoriali, con il 69% dei ricoveri che si concentra al Nord.

Sono state invece 134.443 le persone assistite dai SerD (Servizi per le Dipendenze), che si occupano di prevenzione, terapia e riabilitazione sia per le persone con disturbi legati all’assunzione di sostanze psicoattive sia per coloro che manifestano altri comportamenti di dipendenza, come il gioco d’azzardo.

 “Considerato che il 14% degli utenti ha meno di 30 anni ed esiste un bisogno sommerso ancora difficile da intercettare, è indispensabile investire in nuove modalità di presa in carico, interventi di prossimità e percorsi interdisciplinari integrati con i servizi per l’età evolutiva”, ha affermato il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta.”

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