Una recente ricerca italiana sul virus HIV-1

secondo un esperto di OMS, si tratta di «uno dei lavori più importanti mai pubblicati sul rapporto tra HIV e sistema STAT»

le alterazioni mediate dall'HIV-1 nella segnalazione STAT contribuiscono all'attivazione immunitaria cronica

data di pubblicazione:

1 Novembre 2025

Una recente ricerca italiana sul virus HIV-1 ha ottenuto un importante riconoscimento da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Per i ricercatori autori dello studio, le alterazioni mediate dall’HIV-1 nella segnalazione STAT contribuiscono all’attivazione immunitaria cronica.

Nelle conclusioni, gli autori scrivono che: “In conclusione, la manipolazione dell’HIV-1 della rete di segnalazione STAT esemplifica una strategia virale sofisticata per sovvertire l’immunità dell’ospite. Il targeting terapeutico di questo percorso offre una strada promettente, ma una comprensione più profonda dei ruoli specifici dell’isoformia e delle dinamiche specifiche del tipo di cellula sarà essenziale per sfruttare in modo sicuro ed efficace la modulazione JAK / STAT nelle strategie di infezione e cura dell’HIV-1.”

“«Uno dei lavori più importanti mai pubblicati sul rapporto tra HIV e sistema STAT»: con queste parole l’esperto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, professore Eduard V. Karamov, consulente anche della Commissione Europea su progetti sull’AIDS e la tubercolosi, ha commentato il nuovo studio dell’Unità operativa di Malattie infettive del Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo pubblicato sulla rivista “International Journal of Molecular Sciences”.

La ricerca, firmata dal dottor Manlio Tolomeo e dal professore Antonio Cascio, svela nuovi meccanismi con cui l’HIV-1 riesce a sabotare le difese immunitarie del nostro organismo aprendo nuove prospettive terapeutiche contro l’AIDS. «In estrema sintesi- affermano Cascio e Tolomeo- lo studio analizza come l’HIV-1 alteri la via di segnalazione STAT (Signal Transducer and Activator of Transcription), meccanismo chiave che regola i geni della risposta immunitaria».

L’analisi dei due esperti palermitani mostra come il virus HIV-1 riesca a “sabotare” questo sistema di difesa dell’organismo, aggravando lo stato di depressione immunitaria e come farmaci usati per altre patologie possano essere riposizionati per il trattamento dell’infezione da HIV.

Un risultato che conferma come a Palermo e in Sicilia si produca ricerca di eccellenza capace di attirare l’attenzione della comunità scientifica internazionale.

La Direttrice generale del Policlinico Maria Grazia Furnari commenta: «Esprimo le mie più sincere congratulazioni al Dottore Tolomeo e al Professore Cascio per il prestigioso riconoscimento. Sono orgogliosa di avere professionisti così talentuosi e appassionati all’interno della nostra struttura che conferma la sua missione di promuovere la ricerca, l’innovazione e l’assistenza di alta qualità».

«Le scoperte e gli sviluppi frutto del lavoro dei nostri specialisti non solo migliorano la vita dei pazienti che affrontano l’HIV/AIDS, ma pongono il nostro Policlinico al centro del dibattito scientifico e sanitario a livello internazionale rafforzandone ulteriormente la reputazione come centro d’eccellenza nella ricerca e nella cura dei pazienti» conclude la dg.”

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