i disturbi dello spettro feto-alcolico

I bambini con FAS possono presentare significative difficoltà cognitive e comportamentali, come deficit di funzionalità esecutiva e motoria, disturbi di apprendimento

nonostante le chiare evidenze scientifiche, in Italia il consumo di alcol da parte delle donne durante la gravidanza rimane eccessivo

data di pubblicazione:

16 Settembre 2025

In un articolo pubblicato su Sanità Informazione, si affronta il tema dei disturbi dello spettro feto-alcolico, che ogni anno in Italia riguardano circa 2.500 casi.

“I disturbi dello spettro feto-alcolico sono la prima causa di disabilità intellettiva nei bambini dei paesi ad alto tenore economico. Ogni anno nel mondo nascono circa 120.000 i neonati destinati a sviluppare questi disturbi, con quasi 2.500 casi in Italia. Lo ricorda la Società italiana di neonatologia, in vista della Giornata internazionale di sensibilizzazione sui Disturbi dello Spettro Feto-Alcolico (Fetal Alcohol Spectrum Disorders, FASD), evento che mira a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle disabilità e sui problemi derivanti dall’esposizione all’alcol in utero, promossa in Italia anche dalla Società italiana di neonatologia.

Il termine FASD racchiude una vasta gamma di anomalie fisiche e neurocomportamentali che possono manifestarsi nei bambini esposti all’alcol durante la gravidanza e l’allattamento. Tra le forme più gravi spicca la Sindrome Feto Alcolica (Fetal Alcohol Syndrome, FAS), caratterizzata da malformazioni facciali, microcefalia, deficit di crescita e ritardi neuro psicomotori.

I bambini con FAS possono presentare significative difficoltà cognitive e comportamentali, come deficit di funzionalità esecutiva e motoria, di elaborazione/integrazione delle informazioni, discrepanze tra abilità verbali e non verbali, disturbi di apprendimento, dell’attenzione ed iperattività, che, se non diagnosticate e trattate precocemente, possono portare a conseguenze negative durante l’adolescenza e l’età adulta, quali scarso rendimento scolastico o lavorativo, mancanza di autonomia e difficoltà nelle relazioni sociali.

La prevalenza della FAS a livello mondiale oscilla tra lo 0,5 e i 3 casi ogni 1.000 nati vivi, mentre l’intero spettro dei disturbi correlati riguarda circa l’1% della popolazione globale. Questi dati evidenziano come la FASD sia la prima causa di disabilità intellettiva nei bambini dei paesi ad alto tenore economico, che, come sottolineato dalla Sin, è totalmente prevenibile mediante l’astensione dal consumo di alcol in gravidanza.

“Nonostante queste evidenze, molte future madri continuano a consumare bevande alcoliche, convinte che un consumo ‘moderato’ di vino, birra, aperitivi, amari o superalcolici non possa nuocere al feto”, afferma Luigi Memo, segretario del Gruppo di Studio di Genetica Clinica Neonatale della Sin.

L’Europa è al primo posto nel consumo di alcol, il doppio rispetto alla media mondiale. In particolare, in Italia, un’indagine del 2020 ha rivelato che il 66% delle donne in età fertile ha assunto alcol, con tassi di consumo di alcol e di binge drinking in costante aumento tra i giovani e con l’aggravante che la grande percentuale delle gravidanze non è pianificata, aspetto che può portare ad esporre involontariamente il feto a sostanze alcoliche.

Inoltre, dalla raccolta dati 2022 del Sistema di Sorveglianza Bambini 0-2 anni è emerso che il 15% delle gestanti ha assunto alcol durante la gravidanza, con una maggiore diffusione tra le madri del Centro-Nord. Il consumo di alcol in allattamento risulta ancora più esteso, con tassi attorno al 18% in alcune regioni, in particolare Toscana ed Emilia-Romagna.

Per avere un quadro più preciso sul consumo di alcol in gravidanza e sull’incidenza e la prevalenza della FAS/FASD in Italia, il ministero della Salute ha recentemente rifinanziato all’Istituto Superiore di Sanità (ISS) un progetto biennale sulla salute materno-infantile, nel quale è previsto il monitoraggio del consumo di  alcol in gravidanza tra le donne di età compresa tra i 18 e i 24 anni. Al progetto, diretto da Adele Minutillo del Centro Nazionale Dipendenze e Doping, parteciperanno strutture di Neonatologia e Ostetricia in diverse regioni italiane.

“È necessario combattere l’accondiscendenza culturale verso il consumo di bevande alcoliche, anche da parte dei professionisti sanitari”, conclude Massimo Agosti, presidente della Sin.”

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