forti critiche alla distribuzione sperimentale di pipe per il crack

secondo la destra, sarebbe più utile concentrare gli interventi sulla cura e la promozione di strumenti di contrasto alle dipendenze

le critiche sottolineano come la sperimentazione rischi di agevolare i consumi e non intervenga sulle radici del problema

data di pubblicazione:

4 Settembre 2025

La distribuzione sperimentale del Comune di Bologna di pipe per il crack, in ottica di riduzione del danno, è oggetto anche di forti critiche. Di seguito, da un articolo di Adnkronos, le dichiarazioni di alcuni parlamentari di centrodestra, che sottolineano come la misura possa essere vista come una istigazione al consumo e allo spaccio di droga.

“Il Comune di Bologna distribuirà pipe per il crack, una sperimentazione per “la riduzione del danno” legato al consumo della sostanza a base di cocaina. Stando a quanto riporta La Repubblica, a partire dalle prossime settimane il Comune guidato dal sindaco Matteo Lepore distribuirà gratuitamente pipe in alluminio per inalare la sostanza. Il costo della misura si aggirerebbe intorno ai 3500 euro per un totale di 300 pipe acquistate.

Per l’assessora Matilde Madrid si tratta di una politica volta a “intercettare queste persone” visto che “l’utilizzo di strumenti adeguati consente di ridurre il consumo e le patologie secondarie come sanguinamenti, tracheiti, infezioni derivate dall’utilizzo di materiali improvvisati e condivisi”. A distribuire le pipe gratuite saranno gli operatori di strada di Asp, ma si potranno richiedere anche negli spazi dell’organizzazione di servizi sociali Fuori binario in via Carracci.

“Follia Lepore. Il Comune di Bologna, la Giunta Lepore, ha deciso che con i soldi pubblici dei bolognesi pagherà le pipe del crack per tenere così i tossicodipendenti nella gabbia della droga, una scelta che incentiva l’assunzione di cocaina ed eroina. Infatti, il Comune di Bologna ha fatto sapere che a breve inizierà a distribuire pipe in alluminio per inalare cristalli di cocaina. Siamo di fronte al ‘Comune spacciatore’”, dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Marco Lisei.

Fratelli d’Italia denuncerà questa incitazione al consumo e allo spaccio di droghe. Presenterò una interrogazione parlamentare nel merito e stiamo anche valutando di denunciare Lepore e la Giunta del Comune di Bologna per istigazione a delinquere. Dopo la promozione della cannabis in più occasioni da parte della sinistra bolognese e le ripetute battaglie per la legalizzazione delle droghe, la sinistra adesso ha deciso di fare il passo successivo e di agevolarne addirittura direttamente il consumo. Follia pura”, conclude.

“Quello che sta facendo il Comune di Bologna con la distribuzione di pipe per inalare il crack è mero nostalgismo, gruppettaro e fallimentare. Il lassismo con cui la droga è stata approcciata in questi decenni di torpore ha portato a un’esplosione incontrollata del suo consumo. Una piaga drammatica di fronte alla quale le forze dell’ordine arrancano, proprio per la difficoltà nel perseguire un fenomeno che certa cultura progressista vorrebbe perfino legalizzare”, dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

“Sembra di essere tornati alle sperimentazioni degli anni ’90 quando la sinistra, preparando il terreno alla società fluida e ansiosa di gestire generazioni di zombie, non volle debellare la tossicodipendenza proponendo metadone libero e stanze del buco in alternativa alle comunità terapeutiche e alla loro missione di ricostruire la personalità e lo spirito di un essere umano afflitto dal germe della devianza”.

Nuove droghe, vecchi strumenti, vecchissimi arnesi della sinistra oggi ci riprovano con l’aggiornamento della ‘riduzione del danno’… ti forniscono il kit per non avere troppo disturbo. Un danno che invece di combattere, così, favoriscono. La droga va combattuta, senza se e senza ma, soprattutto da uno Stato che si definisca libero e democratico. Non c’è libertà nella dipendenza, la sinistra comprenda questo concetto una volta per tutte”, conclude.

“La scelta del Comune di Bologna, guidato dalla sinistra, di distribuire pipe gratis per il crack ai tossicodipendenti rappresenta un punto di non ritorno. Pd e compagni chiariscono, una volta per tutte, che non hanno alcuna intenzione di combattere la diffusione della droga e di fermare gli spacciatori”, afferma Silvia Sardone, vicesegretario della Lega.

“Dopo le numerose campagne per legalizzare la cannabis – aggiunge – ora hanno avuto questa ideona che favorisce il consumo. Un disastro, soprattutto per chi è già in difficoltà. Persone che avrebbero bisogno di aiuto per uscire dalla dipendenza e invece sono supportate nel consumare cocaina e altre droghe. La sinistra ancora una volta sta dalla parte sbagliata. Perché non usare quei soldi per campagne di sensibilizzazione? Perché non sostenere davvero chi vuole liberarsi da questo incubo?”

La scelta del comune di Bologna di acquistare e distribuire gratuitamente 300 pipe per inalare il crack “è una misura spot che serve ai comuni per fare bella figura o per far vedere che sono sensibili ai problemi dei tossicomani, ma servono a poco. Anzi: servono a scandalizzare i benpensanti, a fare clamore, a finire sui giornali. Ma non servono ai tossici. È perfettamente inutile distribuire le pipe se poi a valle non hai la possibilità di curare la gente, di incontrarla quotidianamente e di ridurre globalmente il danno dell’assunzione“, dice all’Adnkronos il fondatore di Villa Maraini-Cri, Massimo Barra.

Ai tossici – spiega Barra – serve la cura. E la cura è una cosa seri4a, che va fatta giorno dopo giorno, con le porte aperte, in posti che siano accoglienti. Sono critico verso gli interventi spot: o c’è una strategia complessiva di riduzione del danno, o sennò è meglio non farli”.

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