fumo e rischio di infarto cardiaco

Le donne fumatrici hanno un rischio di infarto cardiaco 6 volte maggiore rispetto alle non fumatrici

non solo il fumo diretto, ma anche il fumo passivo aumenta in modo significativo l’incidenza di malattie cardiovascolari e cancro al polmone

data di pubblicazione:

9 Giugno 2025

Il fumo di sigaretta rappresenta il maggiore fattore di rischio di infarto cardiaco nei giovani, sotto i 50 anni, e nelle donne. Questo il punto centrale sollevato da Domenico Gabrielli, Direttore Cardiologia dell’ospedale San Camillo di Roma, in un’intervista rilasciata a Quotidiano della Sanità.

“Nel corso del 56° Congresso Nazionale di Cardiologia dell’Anmco, Domenico Gabrielli – Presidente Fondazione per il Tuo cuore e Direttore Cardiologia dell’ospedale San Camillo di Roma – ha spiegato: “Tra i maggiori fattori di rischio delle malattie cardiovascolari quest’anno nel corso del Congresso parleremo anche di fumo. Il fumo di sigaretta è infatti il più importante fattore di rischio di infarto cardiaco nei giovani, sotto i 50 anni, e nelle donne.

Le donne fumatrici hanno un rischio di infarto cardiaco 6 volte maggiore rispetto alle non fumatrici e le donne che fumano ed usano contraccettivi orali hanno un rischio di infarto cardiaco o di ictus 5 volte più alto rispetto alle donne non fumatrici che usano contraccettivi orali.

“Il fumo di sigaretta – ha aggiunto – aumenta il rischio di aterosclerosi e di infarto cardiaco: può danneggiare le cellule che rivestono internamente i vasi arteriosi favorendo la formazione delle placche aterosclerotiche, che a livello coronarico possono diventare causa di infarto cardiaco; può favorire l’aggregazione piastrinica, inducendo la formazione di trombi; aumentando il monossido di carbonio nel sangue, riduce la disponibilità di ossigeno per il cuore e per altri tessuti vitali; la nicotina, come già detto, aumenta la frequenza del battito cardiaco e la pressione arteriosa.

Vi sono altri fattori che, come il fumo, fanno aumentare il rischio di aterosclerosi coronarica e infarto cardiaco: l’ipertensione, il diabete, gli alti valori di colesterolo nel sangue, l’obesità e uno stile di vita sedentario. Se un fumatore ha uno o più fattori di rischio, la probabilità di malattia o di morte per aterosclerosi coronarica o infarto cardiaco si moltiplica“.

Anche i fumatori di pipa o di sigari hanno un aumentato rischio di morte per infarto cardiaco e ictus cerebrale; tuttavia l’incremento di rischio è minore rispetto ai fumatori di sigarette, probabilmente per la minore quantità di fumo inalato. “Non vanno assolta neanche le sigarette elettroniche che determinano il vamping con nicotina, glicerina e glicole, non sono innocue e a lungo termine possono provocare danni anche al cuore, sebbene gli studi concordino su come queste sostanze siano meno dannose di quelle prodotte dalla combustione diretta della sigaretta.

Infatti, gli effetti della nicotina emessa dalle sigarette elettroniche, secondo una rilevazione condotta da ricercatori svedesi su un gruppo di ragazzi, ha dimostrato un ispessimento della parete delle arterie (fattore di rischio per l’infarto del miocardio e per l’ictus cerebrale) e un incremento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. Il tutto già nei primi trenta minuti successivi alla svapata”.

Il fumo passivo – conclude Gabrielli – rappresenta invece il principale inquinante negli ambienti chiusi, in quanto comporta l’inalazione di agenti nocivi per l’organismo, derivanti dalla combustione lenta del tabacco contenuto in una sigaretta, in un sigaro o in una pipa e dall’aspirazione del fumo espirato dal fumatore, diluito con l’aria dell’ambiente; tali agenti nocivi, proprio come avviene per il fumatore attivo, incidono sulla salute delle persone: l’incidenza di malattie cardiovascolari e cancro al polmone aumenta rispettivamente del 25-30% e del 20-30% per i non fumatori esposti a fumo passivo.

I rischi maggiori conseguenti all’esposizione al fumo passivo riguardano i bambini, dal momento che il loro organismo è ancora in via di sviluppo e, per tale motivo, più suscettibile agli effetti avversi derivanti dall’inalazione del fumo. L’Oms stima che circa 700 milioni di bambini, ossia almeno la metà dei bambini nel mondo, respirino aria contenente fumo di tabacco, in particolare a casa.”

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