2° Rapporto sul fumo di sigaretta e i prodotti senza combustione in Italia

il 55,7% ha pensato di smettere di fumare, il 13,9% non ci ha mai provato ed il 41,8% lo ha fatto ma poi ha ricominciato

La maggioranza di intervistati percepisce i prodotti senza combustione come potenzialmente meno dannosi per la salute rispetto alle sigarette tradizionali

data di pubblicazione:

18 Maggio 2025

Dal «2° Rapporto sul fumo di sigaretta e i prodotti senza combustione in Italia. Gli italiani e il fumo» emergono dati ambivalenti sui prodotti alternativi senza combustione. In particolare, è il passaparola la fonte principale di notizie per questa tipologia di prodotti.

“Oltre la metà degli intervistati (adulti fumatori e utilizzatori di prodotti smoke free) che conoscono o utilizzano i prodotti alternativi senza combustione ha indicato come fonte prevalente quella informale e autogestita, rappresentata dal passaparola con amici e conoscenti che già utilizzano questi prodotti (56,1%). Seguono con ampio distacco internet (18,9%) e i rivenditori (17,4%). Appena lo 0,6% cita il medico curante, nonostante un terzo degli intervistati (33,1%) lo consideri una delle fonti di informazione più autorevoli sui rischi connessi al fumo, la seconda dopo i documenti ufficiali delle istituzioni sanitarie (39,4%).

È quanto emerge dal «2° Rapporto sul fumo di sigaretta e i prodotti senza combustione in Italia. Gli italiani e il fumo» realizzato dal Censis con il contributo di Philip Morris Italia su un campione di circa 1.200 fumatori di cui 600 utilizzatori di prodotti senza combustione (smoke free) dai 18 anni in su, allo scopo di analizzare le opinioni degli utilizzatori sulle diverse tipologie di prodotto.

La maggior parte degli intervistati (57,6%) percepisce i prodotti senza combustione come potenzialmente meno dannosi per la salute rispetto alle sigarette tradizionali. Le percentuali sono elevate anche tra coloro che ritengono che i prodotti senza combustione comportino meno problemi rispetto alle sigarette sia dal punto di vista estetico (61,8%) che fisico, con meno tosse e più fiato (56,4%). Allo stesso tempo rimane alta la consapevolezza, presente nel 79,5% degli intervistati, che questi prodotti diano comunque dipendenza.

Sull’intenzione di smettere di fumare, il 55,7% ci ha quantomeno pensato, il 13,9% non ci ha mai provato ed il 41,8% lo ha fatto ma poi ha ricominciato. Tra quelli che ci hanno provato senza riuscirci, 8 su 10 hanno tentato più di una volta e hanno ripreso entro 12 mesi. La metà degli intervistati pensa che, se volesse smettere di fumare, lo farebbe in autonomia, mentre il 16,4% pensa di fare ricorso a prodotti che rilasciano nicotina (es., cerotti, gomme da masticare), e solo il 14,8% si rivolgerebbe ad un Centro Antifumo.”

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