LA PREVENZIONE NON HA ETA'

data di pubblicazione:

23 Febbraio 2012

Al crescere dell’età non bisogna abbassare la guardia: il senso di sicurezza dato dall’esperienza e la mancanza di percezione del rischio sono tra le cause della diffusione, delle infezioni sessualmente trasmesse (Ist) tra gli adulti ultracinquantenni, registrata negli ultimi anni. Secondo quanto osservato dalla sorveglianza Iss sulle infezioni da Hiv/Aids e sulle Ist portata avanti dal Centro operativo Aids (Coa), le Ist stanno infatti aumentando proprio nella fascia di età compresa tra i 45 e i 65 anni, dove si registra un incremento dell’incidenza anche di 10 volte.

Sulla sifilide, per esempio, tra il 2001 e il 2009 la sorveglianza delle Ist ha registrato nel nostro Paese un aumento di 10 volte delle infezioni per gli over 45, che costituiscono ormai un quarto dei casi totali. In questa fascia d’età, i più colpiti sono gli uomini, perché la patologia colpisce principalmente gli omosessuali. Tra i giovani, invece, i casi di sifilide sono aumentati di 2 o 3 volte al massimo. I dati relativi al periodo 2004-2009 su gonorrea e condilomi mostrano un raddoppio del numero di casi tra gli adulti ultra 45enni, mentre la clamidia rimane diffusa soprattutto tra i giovanissimi. La sorveglianza Coa mostra inoltre che nel ventennio 1990-2010 i nuovi casi di Hiv tra gli over 50 sono aumentati del 25% mentre nelle altre fasce di età l’incidenza è diminuita di 4 volte.

Ma perché gli adulti ultracinquantenni sono così a rischio? Molti sono i fattori che concorrono alla diffusione delle Ist in questa fascia d’età. Tra questi:
• l’allungamento della vita media
• l’aumento dei divorzi e quindi dei nuovi fidanzamenti
• il senso di sicurezza dato dall’età e dall’esperienza
• l’introduzione dei farmaci che combattono le disfunzioni erettili e allungando i tempi della vita sessuale delle persone
• i frequenti rapporti di molti uomini maturi con le prostitute, serbatoio significativo per le infezioni di questo tipo
• il non sottoporsi regolarmente al test per l’Hiv/Aids (problema che può generare anche una sottostima dei casi)
• la minor informazione sulle Ist rispetto ai giovani dovuta alla poca considerazione di questa fascia di popolazione nei messaggi di prevenzione ed educazione
• l’essere meno propensi a parlare della propria vita sessuale con il medico
• la minor attenzione dei medici alla vita sessuale dei pazienti adulti
• il rischio di confondere i sintomi dell’infezione da Hiv/Aids con altri disturbi dell’età.
Appare evidente dunque che è giunto il momento di fare campagne di informazione dedicate anche agli adulti. Bisogna continuare a educare i giovani perché queste malattie, se non curate, possono dare problemi di fertilità ma è importante che anche gli adulti e gli anziani si proteggano per una vita sessuale consapevole e senza rischi.

Barbara Suligoi – Centro operativo Aids (Coa), Iss

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