interventi rapidi per il contrasto al consumo dannoso di alcol

Gli "acquisti rapidi" consistono in un insieme di interventi costo-efficaci basati su evidenze con impatti misurabili sulla salute pubblica entro cinque anni.

data di pubblicazione:

2 Maggio 2025

Quick buys, o “acquisti rapidi”. Si tratta di interventi efficaci e di immediata adozione e implementazione per il contrasto al consumo dannoso di alcol. L’OMS, in vista del raggiungimento, nel 2030, degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite ha pubblicato un documento per l’adozione di approcci che possano portare, nel breve periodo, a risultati positivi e tangibili nell’ambito della salute pubblica.

Il documento, intitolato “Quick buys for prevention and control of noncommunicable diseases” e pubblicato su Lancet Regional Health – Europe, vuole essere una guida per i decisori politici al fine di allineare gli interventi di carattere sanitario con i cicli politici a breve termine.

I quick buys consistono in un insieme di interventi costo-efficaci basati su evidenze con impatti misurabili sulla salute pubblica entro cinque anni.

“In particolare sono stati esaminati 49 interventi costo-efficaci, valutando gli effetti di ciascuno rispetto agli obiettivi sostenibili concordati dai Paesi. Dei 49 interventi, 25 sono stati qualificati come “acquisti rapidi” (che potrebbero cioè mostrare effetti misurabili entro 5 anni) e includono quelli relativi a: tabacco (n=5), alcol (n=4), dieta non salutare (n=3), inattività fisica (n=1), malattie cardiovascolari (n=3), diabete (n=4), malattie respiratorie croniche (n=1) e cancro (n=4)”.

Per quanto concerne gli obiettivi di sviluppo sostenibile relativi all’alcol, di seguito sono riportati i 5 interventi proposti dagli esperti come quick buys:

  1. aumentare le accise sulle bevande alcoliche
  2. promuovere e far rispettare i divieti o le restrizioni sull’esposizione alla pubblicità degli alcolici (su tutti i media)
  3. promuovere e far rispettare le restrizioni sulla disponibilità fisica delle bevande alcoliche al dettaglio (riducendo gli orari di vendita)
  4. promuovere e far rispettare le leggi sulla guida in stato di ebbrezza e i limiti di alcolemia (concentrazione di alcol nel sangue) tramite posti di blocco per la sobrietà
  5. fornire un breve intervento psicosociale per le persone con un uso rischioso e dannoso di alcol.

I primi tre interventi, di natura economica, hanno tutti effetti immediati sul consumo pro-capite di alcol nei consumatori di età pari o superiore a 15 anni. 

L’ultimo intervento è incentrato sull’aumento della consapevolezza e sul supporto al cambiamento, attraverso un approccio cognitivo-comportamentale e motivazionale. Anche questo tipo di interventi soddisfano i criteri di costo-efficacia, rigorosamente definiti, con impatti rilevabili nell’arco di 12 mesi dall’inizio.

Quello proposto su alcol e guida, secondo l’analisi dei dati disponibili, non dimostra “(…) un effetto sul consumo pro capite di alcol, sebbene siano pubblicate revisioni sistematiche che riscontrano effetti di riduzione degli incidenti automobilistici e sui decessi alcol-correlati a seguito dell’emanazione di leggi sulla guida in stato di ebbrezza e di implementazione dei posti di blocco di recupero della sobrietà”.

L’auspicio è che questo documento possa anche “(…) contrastare la disinformazione che influenza i dibattiti pubblici, sfatando le fake news ampiamente diffuse dai media tradizionali e dai social network che danneggiano il diritto di sapere dei consumatori e la loro salute”.

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