Salute mentale e adolescenza: una intervista

l'incidenza dei fattori ambientali sui disturbi di bambini e adolescenti

Ci sono fattori ambientali – anche prenatali – che modulano il rischio genetico, che non è deterministico. Facendo un paragone con la salute fisica, è ovvio che una persona che ha la madre o il padre che ha avuto un infarto ha più probabilità di avere problemi cardiovascolari; ma questi aumentano se fa una vita sedentaria, fuma e ha un lavoro stressante. Così accade per la salute mentale

data di pubblicazione:

26 Aprile 2025

L’incidenza dei fattori ambientali sui disturbi mentali dei bambini e degli adolescenti. E’ questo il tema di una intervista rilasciata dal neuropsichiatra Stefano Vicari, autore del libro Adolescenti interrotti, sul sito Vita.it.

Se una base genetica e biologica nei disturbi esiste, come si spiega un aumento vertiginoso delle richiesta di aiuto al Pronto soccorso dal 2010 ad oggi da parte di giovanissimi? Secondo Vicari “(…) ci sono fattori ambientali – anche prenatali – che modulano il rischio genetico, che non è deterministico. Facendo un paragone con la salute fisica, è ovvio che una persona che ha la madre o il padre che ha avuto un infarto ha più probabilità di avere problemi cardiovascolari; ma questi aumentano se fa una vita sedentaria, fuma e ha un lavoro stressante. Così accade per la salute mentale”.

Anche la povertà può essere considerato un fattore ambientale. “Essere poco stimolati da piccolini o soffrire la fame, con carenze alimentari importanti, può avere conseguenze negative sullo sviluppo cognitivo. Essere poco stimolati non aiuta a raggiungere il massimo del proprio quoziente intellettivo e questo predispone ai disturbi mentali”.

Anche l’uso di sostanze in giovani età e l’uso continuativo di internet e dei dispositivi possono rappresentare un problema. In questo secondo caso servirebbero pochi e semplici aggiustamenti da parte dei genitori.

Ad esempio limitando gli utilizzi dei dispositivi a cena e alla sera e allo stesso tempo dedicare maggiore spazio per la relazione, dando ai bambini la possibilità di raccontarsi, di ascoltare storie e letture.

Anche se questi comportamenti sono faticosi da mettere in pratica, sono essenziali per dare un segnale di presenza e ascolto ai propri figli.

Ma non solo la famiglia è chiamata a modificare certi comportamenti. Secondo Vicari anche la scuola “(…) potrebbe svolgere l’importante ruolo di favorire le relazioni positive tra i ragazzi.

Non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sulla realizzazione del programma didattico, sacrificando l’aspetto educativo e pedagogico. I ragazzi spesso non hanno la possibilità di coltivare il rapporto tra loro se non virtualmente, ma le relazioni virtuali non sono come quelle in presenza”.

In conclusione, secondo Vicari, essere presenti e in ascolto sono delle strategie possibili per accorgersi precocemente dell’insorgenza di disturbi mentali.

 

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