alcol e gravidanza: i rischi per la salute del feto

anche il bere occasionale rappresenta un rischio

Ad oggi non esiste una quantità di alcol sicura e priva di rischi quando si è in stato di gravidanza. Per questo motivo le abitudini assunte in precedenza vanno cambiate. Anche l'alcol occasionale, che si consuma nei contesti di socialità può rappresentare un pericolo per la salute feto-neonatale.

data di pubblicazione:

8 Ottobre 2024

Il 9 settembre si celebra la Giornata mondiale di sensibilizzazione sulla Sindrome feto-alcolica e i disturbi correlati (FASD, International Fetal Alcohol Spectrum Disorders). E l’unica vera forma di prevenzione verso la FASD è assumere zero alcol in gravidanza, perché zero alcol significa zero esposizione prenatale all’etanolo, sostiene Luigi Orfeo, presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN).

“La (FASD) è la diretta conseguenza dell’esposizione fetale all’alcol in utero e in tutte le sue manifestazioni cliniche è sempre presente un danno permanente e irreversibile a carico del Sistema Nervoso Centrale, con conseguenze neuro comportamentali di variabile gravità ed entità, che accompagnano poi i pazienti per tutta la vita”.

Ad oggi non esiste una quantità di alcol sicura e priva di rischi quando si è in stato di gravidanza. Per questo motivo le abitudini assunte in precedenza vanno cambiate. Anche l’alcol occasionale, che si consuma nei contesti di socialità può rappresentare un pericolo per la salute feto-neonatale.

Questo perché l’alcol è una sostanza tossica e teratogena in grado di passare sempre la barriera placentare, indipendentemente dall’unità alcolica assunta o dalla frequenza di consumo o dall’epoca gestazionale e raggiunge il feto alle stesse concentrazioni alcolemiche della madre in tutte le fasi dello sviluppo prenatale.

Spesso le informazioni sui rischi del consumo di alcol si concentrano, giustamente, sui danni collegati alla dipendenza, al consumo cronico, alle abbuffate alcoliche del fine settimana. Ancora poche sono le informazioni relative al consumo occasionale. Un consumo questo che viene socialmente accettato, ma che in uno stato di gravidanza pone a rischio la salute, nel breve e lungo termine, dei nascituri.

Per questo risulta importante “(…) formare i professionisti sociosanitari sui fattori di rischio della salute madre bambino in epoca prenatale e nei primi anni di vita, e per divulgare corrette informazioni scientifiche alla popolazione generale e alla popolazione dei giovani (18-24 anni).”

Questa fascia di popolazione è infatti riconosciuta, dal Ministero della Salute, come quella maggiormente a rischio per binge drinking, per esposizione all’alcol in età fertile e per scarsa consapevolezza rispetto ai danni alla salute alcol correlati.

 

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