strategie per il contrasto al fumo di tabacco

i divieti da soli non bastano

Il fumo oltre ad interferire direttamente con la salute umana lo fa anche indirettamente attraverso l'ambiente, che contamina in vari modi.

data di pubblicazione:

24 Settembre 2024

I divieti di fumo in spazi pubblici all’aperto sono importanti, ma solo i divieti non bastano. Questi devono essere accompagnati da strategie di più ampio raggio, con ricadute sulla salute delle persone, ma anche dell’ambiente. E’ questa la sintesi di un articolo che si può leggere sul sito The vision.

Dopo il divieto di fumo negli spazi pubblici al chiuso (Legge Sirchia del 2003), sempre più città stanno adottando divieti di fumo all’aria aperta. Ad esempio il Comune di Torino, ha vietato il fumo all’aperto a meno di 5 metri da altre persone – definiti “distanza di cortesia” – salvo loro esplicito consenso – e in ogni caso in presenza di bambini o di donne incinte. Sicuramente per la maggior parte dei fumatori questi comportamenti, negli anni, diventeranno normali, come lo è stato per il divieto di fumo al chiuso.

Divieti questi già adottati in altri paesi, che con diverse strategie stanno cercando di limitare il consumo di tabacco, soprattutto tra i giovanissimi. Divieti e norme stimolati da decisioni prese dall’Unione Europea, che “(…) con il suo Europe’s Beating Cancer Plan (Piano Europeo per Battere il Cancro), si è posta l’obiettivo di ridurre il numero dei fumatori ad appena il 5% dei cittadini europei entro il 2040, ma le leggi sul tema sono di competenza dei singoli Stati, rispetto a cui, a livello locale, le amministrazioni comunali possono decidere applicazioni più severe.”

L’obbiettivo non dovrebbe essere solo quello contrastare i danni alla salute, che deve rimanere prioritario, ma anche limitare i danni ambientali e sociali.

Secondo l’OMS “(…) ogni anno oltre 8 milioni di persone muoiono per motivi direttamente legati al tabacco; tra loro, anche 1,2 milioni di persone esposte al fumo passivo, che non le sottrae a patologie che vanno dal tumore ai polmoni alle malattie cardiache, all’ictus.”

Eliminando il fumo si ridurrebbero i fattori di rischio del 40% per quanto riguarda il cancro, soprattutto quello ai polmoni, il più frequente in Italia.

Ma il fumo oltre ad interferire direttamente con la salute umana lo fa anche indirettamente attraverso  l’ambiente, che contamina in vari modi.

” Il fumo, nel suo complesso, contribuisce non poco all’inquinamento e alla degradazione ambientale: c’è la combustione delle sigarette, che rilascia nell’aria sostanze inquinanti, tra cui PM10 e PM2,5; una ricerca pubblicata sull’European Respiratory Journal, per esempio, già nel 2016 rilevò che a Milano, tra le 18 e le 24 – orario di aperitivi e vita notturna – i livelli di particolato e nicotina erano maggiori nelle aree pedonali che in quelle percorse da 700-1000 automobili all’ora.”

Le altre due interferenze importanti del fumo sono quelle provocate dai mozziconi gettati per terra e dalla coltivazione intensiva del tabacco.

Nel primo caso i mozziconi una volta per terra “(…) finiscono direttamente in fiumi e mari, riuscendo a passare indenni da grate e filtri della rete idrica), sono tra i rifiuti di plastica monouso più diffusi sulle spiagge e rilasciano microplastiche, nicotina, sostanze chimiche e metalli pesanti.”

Nel secondo caso si assiste ad un aumento della CO2 in milioni di tonnellate all’anno, non solo dovuto alla lavorazione del tabacco, ma anche al disboscamento praticato per far posto alla pianta di tabacco.

Ma quali potrebbero essere le strategie a lungo termine per ridurre questi danni? Una potrebbe essere orientare i fumatori verso prodotti meno dannosi, quali le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato che per alcuni rientrano nelle politiche di riduzione del danno. Prodotti che comunque contengono anche nicotina che è la sostanza che induce dipendenza.

Inoltre, soprattutto per i giovanissimi, per contrastare il fumo bisogna “(…)  considerare anche i fattori che incidono sull’inizio di questa abitudine, a partire dall’esempio dei genitori e sugli altri fattori che risultano influenzare ancora di più l’atteggiamento degli adolescenti nei confronti del fumo, come la presenza di genitori negligenti, cioè che esercitano livelli bassi sia di controllo che di accettazione. Siccome si tratta di componenti complessi e difficili da regolare, può essere, intanto, utile lavorare su un ampio raggio di aspetti, dalla riduzione del danno a un’educazione basata sull’informazione e non sul terrorismo, ma anche sulle opportunità di socializzazione per gli adolescenti, il cui contesto sociale può indurli a cadere nelle dipendenze, di cui il fumo fa parte.

 

Ti potrebbe interessare anche
27 Giugno 2026

Nicotina per tutte le tasche

Il mercato offre prodotti a base di nicotina sempre più convenienti

26 Giugno 2026

Libro Bianco sulle droghe: XVII edizione

Un'analisi dettagliata delle politiche italiane sulle sostanze

25 Giugno 2026

Condizioni igieniche e di sicurezze non più sostenibili

Sequestrate alcune sezioni del carcere fiorentino di Sollicciano

24 Giugno 2026

Basaglia e i suoi

un podcast sulla storia della psichiatria italiana

23 Giugno 2026

Il ritratto dei nuovi consumi

meno sigarette, più nicotina

22 Giugno 2026

Invecchiare con l’HIV

Il 5 giugno si celebrano i Long Term Survivors

22 Giugno 2026

Rapporto europeo sulle droghe 2026

Rapporto dell'EUDA sulla situazione della droga in Europa

21 Giugno 2026

Tra psicofarmaci e droghe: una riflessione

Oggi la barriera che separava ancora farmaci e droghe è stata abbattuta

20 Giugno 2026

WAX e miscele psicoattive

Espongono i consumatori a rischi esponenziali e imprevedibili

19 Giugno 2026

GENERICAMENTE

un podcast sulla medicina di genere

18 Giugno 2026

Conferenza Internazionale sull’AIDS: 26ª edizione

Si terrà a Rio de Janeiro dal 26 al 31 luglio 2026

18 Giugno 2026

Dipendenza da videogiochi

alcuni generi sono più rischiosi di altri

17 Giugno 2026

L’importanza di riconoscere i disturbi alimentari in età precoce

un caso studio inglese

16 Giugno 2026

Si abbassa a tredici anni la contraccezione gratuita

La regione Toscana è tra le prime esperienze in Italia

16 Giugno 2026

Il progetto Poggio Asciutto compie 40 anni.

La Comunità Terapeutica pubblica è riuscita in questi anni a rispondere adeguatamente ai bisogni degli utenti

15 Giugno 2026

Come sta cambiando il consumo di tabacco

La situazione tra i giovani toscani

14 Giugno 2026

Gorgona: il documentario che osserva da vicino l’ultima colonia penale agricola d’Europa

13 Giugno 2026

Chemsex, un fenomeno sempre più visibile

tra ricerca di libertà e rischi per la salute

12 Giugno 2026

Social media e meccanismi di attivazione

Capire i meccanismi di funzionamento aiutano a trovare strategie per regolare l'utilizzo

11 Giugno 2026

L’AMANITA MUSCARIA IN TEMPO DI GUERRA

Il fungo sta trovando un utilizzo per alleviare i sintomi dello stress da conflitto armato