ALFREDO MANTOVANI SUL NARCOTRAFFICO CONTEMPORANEO

è sempre maggiore e più rilevante l’impatto delle nuove tecnologie – soprattutto di quelle digitali – lungo la filiera delle droghe illegali, dalla produzione alla distribuzione, fino al riciclaggio

elemento di forte preoccupazione è la contiguità tra i gruppi mafiosi finanziariamente più forti – perché gestori transnazionali del narcotraffico – e alcuni settori del mondo finanziario legale nazionale e internazionale

data di pubblicazione:

14 Giugno 2024

Secondo Alfredo Mantovano, il narcotraffico contemporaneo combina sempre più canali finanziari para-legali e nuove tecnologie digitali.
L’intervento di Alfredo Mantovano,
sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri e Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, si è tenuto il 24 Maggio al palazzo di giustizia di Palermo, al convegno su “Le rotte e le logiche del traffico internazionale di stupefacenti e le evoluzioni della criminalità organizzata transnazionale” 

“Visto che, per varie ragioni, parliamo un linguaggio comune, partiamo da un caso concreto. Agosto 2021. A Dubai viene arrestato Raffaele Imperiale, esponente camorrista non di secondo piano, ritenuto uno tra i più influenti broker del traffico di stupefacenti a livello internazionale. Le indagini che portano alla sua cattura fanno emergere le modalità da lui usate per riciclare i proventi generati dal narcotraffico:
utilizza money mule, cioè persone che mettono a disposizione la propria identità per aprire conti correnti e/o carte di credito sui quali sono accreditate le somme provenienti da traffici illeciti;
ricorre a canali hawala, ossia a trasferimenti di denaro senza movimentazioni bancarie o finanziarie. Fortemente radicati nella cultura islamica e basati sulla fiducia, oggi questi canali sono utilizzati come via alternativa di rimesse ai sistemi bancari;
– apre entità giuridiche in varie giurisdizioni per effettuare prestazioni di servizi inesistenti (cosiddette società cartiere);
usa valute virtuali;
opera investimenti nel settore immobiliare;
acquista ingenti quantitativi di oro, arrivando a comprarne fino a 40 chili al mese.

Racconto le gesta criminali di Mr. Imperiale perché costituiscono un profilo interessante, sintetizzati in una sola persona, dei principali aspetti che caratterizzano l’attuale fenomeno del narcotraffico.

2 . Il primo è che le modalità di elusione finanziaria messe in campo – per effettuare transazioni lungo la filiera criminale e per riciclare i proventi illeciti – inquinano sempre di più gli ecosistemi economico-finanziari globali. Vi è una consolidata sovrapposizione tra criminalità organizzata e criminalità economico-finanziaria.
Lo ha descritto, e perseguito, in modo magistrale Giovanni Falcone.

È un fenomeno che conosciamo da tempo soprattutto nel Nord Italia: si caratterizza per la contiguità tra i gruppi mafiosi finanziariamente più forti – perché gestori transnazionali del narcotraffico – e alcuni settori del mondo finanziario legale nazionale e internazionale, finalizzati alle operazioni di riciclaggio e reinvestimento.
L’entità dei profitti da reinvestire e le massive attività di riciclaggio legate al narcotraffico, realizzano vere distorsioni delle ordinarie dinamiche di mercato, anche di settori di mercato in sé non collegati con quello della droga, come per esempio il mercato dell’oro.

Le attività del boss Imperiale introducono a un secondo aspetto dell’attuale narcotraffico: l’impatto delle nuove tecnologie – soprattutto di quelle digitali – lungo la filiera, dalla produzione alla distribuzione, fino al riciclaggio. Queste nuove tecnologie hanno consentito di creare mercati paralleli rispetto a quelli del narcotraffico “tradizionale”: mercati digitali, in cui domanda e offerta si incontrano nella vendita al dettaglio, grazie in particolare al dark web, che fa dell’anonimato e delle interazioni digitali sicure il suo punto di forza.
E si incontrano anche grandi attori economici, che spostano denaro attraverso le criptovalute, in maniera anonima, senza l’intermediazione degli istituti bancari.

Uno degli aspetti di reale novità, che suscita maggiore allarme, è il fatto che sul c.d. web in chiaro sono presenti numerose aziende specializzate in import/export, che fungono da piattaforme di trading delle sostanze stupefacenti (soprattutto tra la Cina e il resto del mondo).
Le nuove droghe immesse sul mercato dai narcotrafficanti viaggiano spesso su rotte di distribuzione dei corrieri internazionali legali, in cui l’import-export cinese ricopre il ruolo del protagonista: forme di shopping on line illecito sono state individuate persino su piattaforme di commercio elettronico accessibili con facilità (come Amazon).
È un salto di qualità preoccupante, indice della estensione del traffico degli stupefacenti anche a livelli di bassa organizzazione criminale – si incontrano perfino semplici “ditte individuali” –, difficili da intercettare e da contrastare sul piano investigativo.

4. Oggi la riflessione sul narcotraffico non può prescindere da quanto avviene nell’ambito delle nuove droghe sintetiche – Fentanyl in testa – che stanno rivoluzionando la geografia del traffico medesimo. Dal lato dei criminali produttori, Fentanyl e analoghi sono articoli preferibili alle droghe tradizionali: sono economici da produrre, vendibili a basso costo, in grado di generare un’elevata dipendenza, facili da realizzare, grazie a una varietà di sostanze chimiche comuni agilmente reperibili, concentrati e dunque comodi da nascondere e da contrabbandare.”

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