GIOVANI NON BINARI, DROGHE E HIV

dall'indagine emerge una forte prevalenza di ragazzi e ragazze che già a 18 anni hanno avuto almeno un’infezione sessualmente trasmessa

i giovani che si definiscono non binari, a livello di orientamento sessuale, sono sovra-esposti a comportamenti a rischio come consumo di droghe e infezioni sessualmente trasmissibili,

data di pubblicazione:

25 Novembre 2023

I giovani che si definiscono non binari a livello di orientamento sessuale sono più esposti, rispetto alla media dei coetanei, a consumo di droghe, comportamenti sessuali a rischio e infezioni da Hiv-Aids. Questo è quanto emerge dai nuovi dati per il 2022-2023 della ricerca condotta dalla Fondazione Foresta ONLUS di Padova, tramite un questionario distribuito a quasi quattromila studenti di diciotto anni delle scuole superiori del Padovano.

Il prof. Carlo Foresta, presidente della Fondazione Foresta Onlus, afferma: “Già nel 2021 post-lockdown avevamo colto un momento di disagio giovanile molto importante, che emergeva da determinati comportamenti come la depressione, l’isolamento di tipo sociale, la dipendenza dalla pornografia, l’autoerotismo – commenta  – E fin da allora ci eravamo mossi per cercare di capire e soprattutto scoprire come aiutare. Adesso la situazione sembra persino peggiorata, servono interventi urgenti”.

Stando alle prime analisi dei dati raccolti tra gli studenti, si conferma il trend di maggiore incertezza su orientamento sessuale e identità di genere, con il 15% dei maschi e il 30% delle femmine che si dichiarano non eterosessuali, e un 2% globale con identità di genere non binaria. Fra gli studenti che si dichiarano non binari emerge una maggiore frequenza di comportamenti a rischio: maggiore consumo di marijuana (49% contro 39%), partner multipli (15% rispetto al 10%), ma soprattutto ben 8 volte più frequenti le infezioni sessualmente trasmesse (8% contro 1%).

Un quadro simile a quello emerso dall’analisi dei ragazzi, soprattutto maschi in questo caso, con un orientamento sessuale non etero (omosessuali, bisessuali, sessualità fluida): rispetto ai coetanei eterosessuali, fumano di più (39% contro 27%), assumono più marijuana (57% vs 47%) e hanno già avuto almeno una malattia sessualmente trasmessa nel 3,3% dei casi rispetto allo 0,6% dei coetanei.

“Da queste analisi si può comprendere come si delinei in alcuni giovani un insieme di comportamenti più a rischio, con una forte prevalenza di ragazzi e ragazze che già a 18 anni hanno avuto almeno un’infezione sessualmente trasmessa – incalza Foresta – Ed è proprio per questi motivi che la nostra Fondazione da quindici anni porta avanti un progetto che si sviluppa nelle scuole, parlando a migliaia di studenti di corretta prevenzione nell’ambito delle malattie sessualmente trasmesse, Hiv su tutte”. Il silenzio che ogni anno di più avvolge questa malattia, probabilmente per i passi avanti fatti nelle terapie antiretrovirali, sta progressivamente alimentando una falsa rassicurazione, che porta ad una minore attenzione nei confronti della prevenzione primaria.”

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