SIEROPOSITIVI DENTRO – 13th EUROPEAN AIDS CONFERENCE October 12-15 2011

data di pubblicazione:

2 Gennaio 2012

Al contrario di ciò è avvenuto nella società, nell’universo carcerario il principale responsabile della persistenza del virus rimane l’uso di stupefacenti per via iniettiva.
In ben pochi istituti Penitenziari Italiani è garantita la dignità per la vita: sono all’ordine del giorno impianti idrici ed elettrici fuori norma e l’abitabilità delle celle è al limite del lecito. Scarsi sono gli aspetti igienici e al limite della sussistenza quelli alimentari.

Molte associazioni si stanno organizzando per una raccolta di generi alimentari in modo da poter intervenire e alleggerire il problema. Da sempre è consentito a pochi di poter ricevere cibo dai propri familiari o di potersi rifornire allo spaccio interno, dove i prezzi delle vettovaglie sono comunque più cari di quelli all’esterno. Sono inoltre in costante aumento i detenuti senza risorse economiche e gli stranieri.

Gli HIV+ possono essere internati insieme agli altri detenuti o in sezioni specialiriservate a determinati prigionieri: in particolar modo esistono, talvolta, sezioni per tossicodipendenti, per transessuali e per i sieropositivi. Nelle sezioni per tossicodipendenti sieropositivi vi è l’intervento di un Sert per la disintossicazione: è quindi concessa la possibilità di poter usufruire fin dall’ingresso di terapia metadonica per affrontare l’astinenza.
Le
sezioni speciali per HIV+ da una parte hanno i loro lati positivi, perché si ottiene un miglior trattamento terapeutico e si ignora lo stigma. Tuttavia i detenuti sieropositivi non possono usufruire della possibilità di partecipare ad alcune attività lavorative, di studio e sportive, rimanendo quindi rinchiusi in cella tutto il giorno.
Nelle sezioni comuni la situazione è ugualmente difficile: è negata la privacy, gli antiretrovirali arrivano dall’infermeria su un carrello (quindi diventa difficile nascondere il proprio stato sierologico ai compagni di cella), troppo spesso poi gli antiretrovirali arrivano a intermittenza, mettendo a serio rischio l’aderenza con il risultato del fallimento terapeutico. Ancora più difficile quando avvengono trasferimenti in altri istituti, perché i farmaci antiretrovirali disponibili cambiano da Regione a Regione
Infine dopo il carcere, rientrare e reintegrarsi è molto difficoltoso, qualche chance in più l’hanno i tossicodipendenti HIV+ perché possono scegliere l’ingresso in una Comunità Terapeutica o semplicemente perché hanno a disposizione un servizio minimo di protezione e cure. Tutti gli altri detenuti si scontrano con la mancanza di aiuto, di case di accoglienza, di un lavoro, di una copertura economica minima necessaria. In conseguenza, le recidive prendono il sopravvento: l’inesistenza di strutture di riferimento fa sì che queste persone ricadano in situazioni delinquenziali.

SIEROPOSITIVI DENTRO
13th EUROPEAN AIDS CONFERENCE
October 12-15 2011
Belgrade Serbia
Giancarlo Conloeo
DELTA – Rivista di informazione sull’HIV
n. 56 inverno 2011

La rivista è disponibile c/o il Cesda

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