PREVALENZA E IMPATTO DI USO SOSTANZE SUGLI EVENTI CARDIACI MAGGIORI AVVERSI: UNO STUDIO FRANCESE

I pazienti che usano sostanze illegali mostrano un tasso superiore di eventi cardiaci maggiori avversi rispetto ai non assuntori, mostra uno studio francese

Uno studio francese, condotto nelle unità di cure intensive di 39 ospedali, dimostra come i pazienti che usano sostanze illegali siano a maggiore rischio di eventi cardiaci maggiori avversi

data di pubblicazione:

30 Agosto 2023

Uno studio francese, Prevalence and impact of recreational drug use in patients with acute cardiovascular events, pubblicato sulla rivista Healthcare delivery, economics and global health, ha testato i campioni di urina di tutti i pazienti ammessi nelle cure intensive di 39 ospedali francesi, in un periodo di 15 giorni ad aprile 2021, scoprendo che ben l‘11% aveva assunto sostanze illegali. I ricercatori stimano che chi aveva assunto sostanze illegali aveva una probabilità molto maggiore di morire o di ricorrere a cure intensive rispetto agli altri pazienti con problemi di cuore, probabilità che aumentava ulteriormente in caso di assunzione di più sostanze. Sui 1.499 pazienti testati (63±15 anni, 70% maschi), 161 (11%) era positivo al test sulle sostanze (cannabis 9.1%, oppiacei 2.1%, cocaina 1.7%, anfetamine 0.7%, MDMA 0.6%). Solo il 57% di tali pazienti ne aveva dichiarato l’uso.

I pazienti che usano sostanze illegali mostrano un tasso superiore di evento maggiore avverso rispetto ai non assuntori, dopo l’aggiustamento per le comorbilità (13% vs 3%, rispettivamente, p<0.001). Le sostanze ricreative erano associate con un tasso maggiore di eventi maggiori avversi in ospedale, dopo l’aggiustamento per le comorbilità (OR 8.84, 95% CI 4.68 to 16.7, p<0.001). Dopo gli aggiustamenti, cannabis, cocaina, e MDMA, misurate separatamente, erano associate indipendentemente con eventi maggiori avversi in ospedale.

Lo studio conferma quindi come l’uso di sostanze aumenti il rischio di problemi al cuore, come attacchi cardiaci, fibrillazioni atriali, in quanto le sostanze possono aumentare la pressione sanguigna, i battiti cardiaci, la temperatura corporea e di conseguenza il bisogno di ossigeno per il cuore.

In conclusione, gli autori suggeriscono tre elementi di interesse. In primo luogo, i risultati dello studio confermano che l’uso di sostanze rappresenta un fattore di rischio primario per eventi cardiaci che richiedono l’ospedalizzazione. In secondo luogo, specie per i pazienti over 65, la prevalenza di uso di sostanze è maggiore di quanto stimato da altre ricerche e indagine, confermando che specie per la popolazione anziana essa è sottostimata. In terzo luogo,  lo studio dimostra come è vitale, per i pazienti, l’interruzione dell’uso di sostanze, al fine di ridurre la probabilità di incorrere in eventi avversi.

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