RELAZIONE SULLO STATO SANITARIO DEL PAESE

data di pubblicazione:

14 Dicembre 2011

Il neo Ministro della Salute Balduzzi ha presentato la Relazione sullo Stato Sanitario del Paese, che rappresenta uno strumento informativo, al Parlamento ed ai cittadini, sullo stato di salute della popolazione e sull’attuazione delle politiche sanitarie.
Di seguito le principali evidenze nelle tematiche di nostro interesse:

Fumo. “In Italia si stima siano attribuibili al fumo di tabacco dalle 70.000 alle 83.000 morti l’anno, con oltre il 25% di questi decessi compreso tra i 35 e i 65 anni di età”. Non solo: più della metà dei bambini italiani vive in famiglie in cui almeno uno dei genitori è fumatore e lo paga a caro prezzo: si stima che il 15% dei casi di asma tra i bambini e i ragazzi sia attribuibile proprio a questo.

Droghe. “Il numero totale dei consumatori (sia quelli occasionali sia quelli che le usano quotidianamente) è stimato in circa 2.924.500”. Le percentuali di persone che nella popolazione generale contattata (su un campione di 12.323 soggetti di età compresa tra 15-64 anni) hanno dichiarato di avere usato almeno una volta nella vita stupefacenti sono risultate, rispettivamente, 1,29% per l’eroina, 4,8% per la cocaina, 22,4% per la cannabis, 2,8% per gli stimolanti – amfetamine – ecstasy, 1,9% per gli allucinogeni.
Questi percentuali variano nella popolazione studentesca (su un campione di 34.738 soggetti di età compresa tra 15 e 19 anni) e sono per l’eroina 1,2%, per la cocaina 4,1% e per la cannabis 22,3%, per gli stimolanti – amfetamine, ecstasy – 4,7%, per gli allucinogeni 3,5%). Le indagini mostrano quindi un calo generalizzato dei consumi soprattutto della quota del consumo occasionale. Persiste, comunque, la tendenza al policonsumo, con una forte associazione soprattutto con l’alcool (oscillante tra il 91,2% e il 79,2%) e la cannabis (oscillante tra il 64,0% e il 54,2%), delle varie altre sostanze.

Aids. “Dall’inizio dell’epidemia nel 1982 a oggi sono stati segnalati oltre 61.000 casi di Aids, con quasi 40.000 deceduti” si legge nella relazione. Il 77,3% dei casi è di sesso maschile, l’1,2% in età pediatrica (meno di 13 anni) o con infezione trasmessa da madre a figlio e l’8,2% è rappresentato da stranieri. Nel 2009, l’età media per la diagnosi è di 35 anni per i maschi e di 33 per le donne”.
“A partire dal 1996 si osserva una diminuzione sia dei casi di Aids sia dei decessi per effetto delle terapie antiretrovirali combinate. Sempre nel 2009 più del 60% dei nuovi casi, in particolare coloro che hanno acquisito l’infezione attraverso i rapporti sessuali, ha scoperto di essere sieropositivo troppo tardi, in concomitanza con la diagnosi di Aids: ne consegue che solo un terzo delle persone con Aids ha avuto la possibilita di usufruire dei benefici delle terapie antiretrovirali prima di tale diagnosi”.
In aumento la percentuale di donne con Aids che si infettano tramite la via sessuale. In aumento anche i casi attribuibili a contatti eterosessuali e omosessuali. In crescita le nuove diagnosi tra la popolazione straniera: nel 2008 su tre persone che vengono diagnosticate come Hiv-positive per la prima volta una è di nazionalità straniera. Per approfondimenti

RELAZIONE SULLO STATO SANITARIO DEL PAESE – 2009/2010

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