IL GOVERNO USA E LA CRISI SANITARIA CAUSATA DALLE OVERDOSE DA FENTANYL

Nel 2021 più di 107mila persone sono morte per overdose da oppioidi

Secondo i dati dei Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie degli Stati Uniti, questi decessi hanno superato i suicidi come causa principale di morte per gli statunitensi sotto i 45 anni

data di pubblicazione:

18 Giugno 2023

Riprendendo un’articolo pubblicato dal Financial Time, la rivista Internazionale riporta all’attenzione dei lettori la crisi sanitaria che si sta abbattendo sugli Stati Uniti a causa del consumo di fentanyl, l’oppioide sintetico che da anni sta uccidendo centinaia di migliaia di persone, soprattutto giovani. Una crisi che, insieme a quella del Covid-19, ha fatto scendere l’aspettativa di vita a 76,4 anni, la più bassa degli ultimi venticinque anni.

“Nel 2021 più di 107mila persone sono morte per overdose da oppioidi. Circa due terzi di questi decessi sono stati causati dal fentanyl, un farmaco che teoricamente dovrebbe essere prescritto ai malati oncologici, ma che oggi è mischiato a molte droghe vendute per strada, ed è al centro di un traffico in mano alle organizzazioni criminali cinesi e messicane”.
Il numero di overdose causato dal fentanyl attualmente ha superato anche quello causato dagli antidolorifici in prescrizione.
Tra il 2018 e il 2021 le persone tra i quindici e i diciannove anni che sono morte perché non sapevano cosa stavano prendendo sono aumentate del 150 per cento. Secondo i dati dei Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie degli Stati Uniti, questi decessi hanno superato i suicidi come causa principale di morte per gli statunitensi sotto i 45 anni”.
Per contrastare il fenomeno l’amministrazione Biden ha preso dei provvedimenti miranti a diminuire la criminalizzazione di chi usa droghe, aumentare le campagne di sensibilizzazione tra la popolazione e aumentare le terapie per chi ha disturbi da oppioidi. Ma questo per alcuni attivisti contro le dipendenze non basta, secondo loro va contrastato maggiormente il traffico di stupefacenti proveniente dal Messico e vanno regolamentati e controllati maggiormente i social network, che sono diventati la via principale di compravendita delle sostanze.
Rispetto ai controlli sulla frontiera con il Messico il compito sembra arduo secondo Mariza Marin, comandante della polizia di frontiera di San Ysidro, in California, secondo lei “Gli oppioidi sintetici son0 molto potenti, quindi i cartelli possono fare grandi profitti trasportandone piccole quantità, di solito nascoste in tasca o in uno zaino. Al contrario, per contrabbandare marijuana e cocaina servono auto o altri mezzi. In alcuni casi il fentanyl può perfino essere ordinato all’estero e consegnato per posta.”
Uno dei problemi più gravi riguardanti la produzione illegale sono i tagli con cui vengono confezionati i farmaci, ed in particolare quelli spacciati come antidolorifici, che se tagliati con il fentanyl  sono spesso letali per chi sta pensando di prendere altro. Inoltre questa situazione è stata anche usata da alcuni politici per collegare il traffico di sostanze illegali all’immigrazione, aumentando ancora di più lo stigma collegato alle persone migranti e straniere. In realtà “(…) dai dati pubblicati dalla Us sentencing commission, un’agenzia indipendente del governo, dimostrano che nel 2021 l’86 per cento dei trafficanti di fentanyl erano cittadini statunitensi. Nel 2020 la percentuale era dell’83 per cento. “Le organizzazioni criminali stanno reclutando ragazzi delle scuole superiori e a volte anche delle medie”, dice Marin. “Vengono da contesti difficili e si accontentano di pochi soldi. Magari cinquecento dollari, un iPad o un iPhone”.
A livello politico una strada che si potrebbe continuare a percorrere sarebbe la collaborazione tra il governo USA c la Cina per il controllo delle importazioni del precursore chimico necessario per produrre il fentanyl, di cui la Cina è il maggior esportatore in Messico.  Purtroppo questo tipo di collaborazione avviata nel 2018, su richiesta degli USA, si è arrestata a causa delle tensioni diplomatiche conseguenti alla visita di Nancy Pelosi a Taiwan.
Ma la compravendita di farmaci continua anche e sempre di più attraverso i social e le app, molto usate dai giovani, che non possono garantire  un controllo sui siti terzi di vendita. Per questo motivo diverse organizzazioni non solo stanno chiedendo al Governo di dichiarare il fentanyl “arma di distruzione di massa” per spingere la comunità internazionale a bloccare questo traffico, ma anche di regolamentare maggiormente alcune app, come Snapchat, che secondo alcuni genitori sono diventate lo strumento principale di spaccio delle organizzazioni criminali.

 

 

 

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