IL DIVIETO DI FUMO ALL’ARIA APERTA: QUALI RISULTATI HA OTTENUTO?

data di pubblicazione:

17 Aprile 2023

Sono già passati quattro anni da quando diversi Comuni italiani hanno deciso di applicare il divieto di fumo all’aperto in alcune zone del loro territorio, in particolare nei pressi delle fermate degli autobus, dei parchi pubblici, degli edifici scolastici e di altri edifici pubblici in generale. Come sta andando il rispetto del divieto? Una fotografia della situazione è possibile leggerla su un articolo pubblicato da Il Post.

risultati migliori sembrano essere stati raggiunti da quei Comuni che al divieto di fumo hanno affiancato anche delle campagne di sensibilizzazione sul tema efficaci, che non si sono limitate solo al periodo iniziale, ma sono proseguite nel tempo, rinnovando anche i messaggi.
L’obbiettivo dei divieti non è quello di punire i fumatori e di fare cassa con le multe, che ad oggi sono pochissime, ma promuovere stili di vita alternativi, più sani.
Non solo, l’esperienza del Comune di Volano, in provincia di Trento, uno dei primi in Italia a vietare il fumo all’aperto, insegna che se alle regole si affiancano attività di sensibilizzazione e informazione, fatte in modo continuativo su tutto il territorio, i risultati arrivano.
Il Comune, in collaborazione con la LILT (Lega Italiana Lotta ai Tumori) e con uno psicologo ha deciso, da diversi anni, di fare informazione all’interno delle scuole (a partire dalle classi quarte delle elementari e nelle medie) in quell’età dove ormai sempre più spesso i ragazzi e le ragazze cominciano a sperimentare il primo fumo di sigaretta o la sigaretta elettronica.
Gli interventi non si limitano solo alla scuola, ma sono stati estesi a tutto il territorio con incontri serali rivolti agli adulti, che pure vanno sensibilizzati continuamente: ” i dati dell’Istituto Superiore di Sanità riferiti al biennio 2020-2021 dicono che in Italia una persona su quattro fuma. Dal 2008 la percentuale di fumatori si è ridotta lentamente ma significativamente in tutto il territorio italiano, ma durante la pandemia è il calo è stato più lento rispetto al passato”.
Iniziative promosse da altri Comuni hanno sempre spinto per sensibilizzare sui benefici di un ambiente libero dal fumo passivo, senza concentrarsi solo sul rispetto del divieto, come nel caso di Bibione, che ha limitato il consumo di tabacco in isole attrezzate appena fuori dalle spiagge.
Nei Comuni dove invece al divieto è seguita sono una iniziale e unica campagna di sensibilizzazione, con cartelli di avvertimento, gli effetti sembrano essere stati minori, perché le regole sono state subito dimenticate.

Bene ha quindi fatto l’Ocse a pubblicare delle nuove linee guida, rivolte agli amministratori pubblici e operatori sanitari, che possono supportare chi intende realizzare campagne di sensibilizzazione efficaci sui comportamenti a rischio utilizzando le migliori pratiche già sperimentate.

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