AVVERTENZE SUI RISCHI DELL’ALCOL: IL PROBLEMA NON SONO LE ETICHETTE MA I CONTENUTI DEI MESSAGGI

In alcun paesi europei cambiano le regole di etichettatura del vino

il tipo di comunicazione che si sta utilizzando per avvertire i cittadini dei possibili rischi del bere che impatto avrà sulla socialità delle persone?

data di pubblicazione:

9 Marzo 2023

Franca Beccaria, sociologa dell’istituto di ricerca Eclectica+ di Torino, propone una riflessione sull’evoluzione, in senso sempre più stringente, che le linee guida di alcuni paesi europei, e non, stanno adottando per prevenire i rischi legati al consumo di alcolici. In questi casi il tipo di comunicazione che si sta utilizzando per avvertire i cittadini dei possibili rischi del bere che impatto avrà sulla socialità delle persone? E’ quanto si può approfondire da un articolo presente sul sito di FUORILUOGO.IT

Senza mettere in discussione l’affermazione che se non bevi non rischi, Beccaria riflette su quante delle attività che normalmente facciamo durante il giorno comportano un certo grado di rischio, dall’andare al lavoro in auto o bicicletta o stare una giornata su una pista da sci. ” Possiamo immaginare una società i cui tutti i prodotti siano identificati con warning più o meno terrificanti? ” Tra i rischi provocati dal consumo di alcol uno studio inglese ha rilevato gli effetti che il consumo di bevande alcoliche ha sul volume cerebrale e sulla microstruttura della materia bianca.
E’ emerso, andando a cercare nei dettagli della ricerca che “(…)  rispetto al cervello di un astemio di cinquant’anni, chi consuma un bicchiere di bevanda alcolica al giorno ha un cervello invecchiato di 6 mesi, mentre consumare due bicchieri al giorno equivale a invecchiare di due anni. Una differenza significativa si ha con quattro bicchieri al giorno, a cinquant’anni ci si ritrova con un cervello di un/una sessantenne. Dal mio punto di vista questa informazione è cruciale. Quanto per me sono importanti 6 mesi di “invecchiamento” in più? E come si concilia tutto ciò con le evidenze scientifiche sulla riduzione dei rischi di demenza tra i bevitori moderati?”
Anche rispetto al tema che qualsiasi consumo di alcol presenta dei rischi “(…) come trattiamo in termini di comunicazione il rischio infinitesimale? Questo soprattutto rispetto alla cancerogenicità dell’alcol: “(…) uno studio del 2020 ha stimato il numero di tumori causati in Europa ogni anno dal consumo basso e moderato di alcol. Due bicchieri di una bevanda alcolica al giorno provocherebbero lo 0,62% di tutti i tumori e il 2,3% di tutti quelli per i quali l’alcol rappresenta un fattore di rischio. E’ un rischio per me accettabile?Nessuno si interroga però sugli effetti che una ridondanza di messaggi terroristici sui rischi può avere sulla vita sociale e relazionale delle persone. Mangiare e bere non sono azioni che si compiono in un vacuum, ma sono azioni fortemente sociali. Lo sono ancor di più in una società, quale quella italiana, caratterizzata da una cultura del bere orientata alla moderazione (ciò non significa sottovalutare i problemi legati agli eccessi e alla dipendenza) dove le norme informali che regolano il bere o il non bere rappresentano ancora un sapere condiviso.”
L’autrice conclude dicendo che il problema non sono le etichette, ma i contenuti, spesso terroristici e che hanno un’efficacia dubbia. Puntare maggiormente su iniziative educative e valorizzare e rafforzare fattori di protezione anche di tipo culturale sarebbe una strada da percorrere con maggiore convinzione.

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