ANSIA E DEPRESSIONE GENERATE DALLA PANDEMIA DI COVID-19: UN AUMENTO DEL 25%

Tra la popolazione le categorie più colpite risultano essere i giovani, le donne e le persone con malattie preesistenti.

Secondo i dati riportati dalla ricerca Covid Mental Health Trial (COMET), condotta in Italia su un campione di 20.000 persone, "(...) la metà degli intervistati presentava sintomi depressivi; il 36,5% moderati, il 12,4% gravi

data di pubblicazione:

3 Marzo 2023

La pandemia di COVID-19 ha contribuito a un aumento del 25% della prevalenza di ansia e depressione, ma non solo, anche le ideazioni suicidarie sono aumentate in Italia e nel mondo. E’ questo in sintesi quello che afferma  il report “Mental Health and COVID-19: Early evidence of the pandemic’s impact” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, pubblicato a marzo 2022 e riportato sinteticamente sul sito Psicoattivo.

“Si tratta di una ricerca dettagliata che include una revisione sistematica e una metanalisi di tutti gli studi aggiornati pubblicati sull’argomento negli ultimi anni. ”
Una delle indicazioni che emerge dal report è l’aumento significativo dei problemi di salute mentale nella popolazione generale. Secondo i dati riportati dalla ricerca Covid Mental Health Trial (COMET), condotta in Italia su un campione di 20.000 persone, “(…) la metà degli intervistati presentava sintomi depressivi; il 36,5% moderati, il 12,4% gravi. Situazione leggermente meno grave per i sintomi di ansia, riscontrati sul 35% circa delle persone intervistate. Sintomi moderati nel 16,7% e gravi o estremamente gravi nel 17,6%.”
La spiegazione per la crescita di questi sintomi è collegata, secondo il rapporto,  non solo all’aumento dello stress generato dal continuo isolamento sociale provocato dall’epidemia di Covid-19, ma anche ad altri fattori, tra cui “(…) l’isolamento, la paura del contagio, la sofferenza, il timore della morte (per sé e per i propri cari), il dolore per il lutto e le preoccupazioni finanziarie.”
Tra la popolazione le categorie più colpite risultano essere i giovani, le donne e le persone con malattie preesistenti.
Rispetto alle “(…) persone con disturbi mentali pregressi queste non sembrano essere più vulnerabili all’infezione da COVID-19.”
Nelle conclusioni i dati confermano che la pandemia, per le conseguenze che ha avuto a livello di salute mentale, è stato un evento senza precedenti che può essere confrontato  con i livelli di ansia e depressione generati da eventi quali guerre e catastrofi ambientali.

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