LA DIPENDENZA CREATA DAGLI ALIMENTI PROCESSATI

il ruolo di zuccheri e grassi

Il cibo influisce sul nostro cervello in molti modi complessi, e una risposta particolarmente importante di quest’ultimo è il rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore. Il consumo di cibo quindi stimola il rilascio di dopamina, proprio come le droghe che creano dipendenza.

data di pubblicazione:

28 Gennaio 2023

Quando si pensa alle dipendenze le prime sostanze che vengono in mente sono alcol e tabacco, mentre tendiamo a dimenticarci quanto il cibo, soprattutto quello maggiormente processato, possa creare rischi di dipendenza. Nel mondo questo cibo è assunto dal 14% degli adulti e il 12% dei bambini; è quanto si afferma in un articolo che si trova in rete sul sito del National Geographic.

Quando si parla di cibo processato si parla di cibo pensato e “(…) ottimizzato per mirare ai sensori di grassi e zuccheri nel corpo, e stimolare il rilascio di dopamina.”
Ed è proprio il rilascio di questo importante neurotrasmettitore che sta alla base del meccanismo di ripetizione di certi comportamenti: ” Il cibo influisce sul nostro cervello in molti modi complessi, e una risposta particolarmente importante di quest’ultimo è il rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore. Il consumo di cibo quindi stimola il rilascio di dopamina, proprio come le droghe che creano dipendenza. Contrariamente a quanto si crede, la dopamina non aumenta la sensazione di piacere, bensì ci spinge a ripetere comportamenti che ci aiutano a sopravvivere, come mangiare cibi nutrienti e riprodurci. Più dopamina viene rilasciata, più è probabile che ripetiamo quel comportamento.”
In particolare sono i grassi e gli zuccheri che, riconosciuti da sensori situati nella bocca e nell’intestino, stimolano il rilascio di dopamina dal cervello.
Ma come funziona questo meccanismo? “Gli alimenti ricchi di grassi e zuccheri possono aumentare la dopamina nello striato fino al 200% rispetto ai livelli normali: un aumento simile a quello osservato con nicotina e alcol, le due dipendenze più comuni nel mondo. In particolare, uno studio ha rilevato che lo zucchero aumenta i livelli di dopamina del 135-140%, mentre un altro studio ha registrato un aumento dei livelli di dopamina del 160% con i grassi – anche se in questo caso l’effetto si verifica dopo più tempo. Altre droghe agiscono in modo diverso: la cocaina può triplicare i normali livelli di dopamina, mentre la metanfetamina può moltiplicarli di 10 volte.”
Il problema di queste dipendenze e dei problemi legati alla salute, secondo Alexandra Di Feliceantonio, assistente professoressa presso il Fralin Biomedical Research Institute della Virginia Tech, è rintracciabile nei cambiamento avvenuti negli alimenti che mangiamo; sempre meno integrali e artigianali e sempre più raffinati e industriali.
Secondo la professoressa “(…)  gli alimenti altamente trasformati possono essere classificati tra quelli che creano dipendenza. Secondo la cosiddetta ipotesi del ritmo, quanto più velocemente qualcosa agisce sul cervello, tanto più quella sostanza crea dipendenza. Molti alimenti trasformati sono essenzialmente pre-digeriti, per massimizzare la velocità di rilascio della dopamina. Infine, sarebbe impossibile escludere dall’equazione i fattori sociali e psicologici: gli alimenti trasformati sono accessibili, economici e fortemente pubblicizzati da decenni. Questa tempesta perfetta ha creato generazioni di persone che sanno che gli alimenti processati non sono salutari, ma ne sono comunque attratte in modo compulsivo.”

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