LE ABITUDINI DA CUI PIACE DIPENDERE: UN LIBRO

L'autore sottolinea che non si occuperà delle dipendenze più problematiche, quelle definite patologiche e che riguardano un numero limitato di persone, ma affronterà il tema delle dipendenze comportamentali, in continuo aumento e che nascono da diversi tipi di abitudini "(...) che ognuno può contrarre e sviluppare, generalmente senza troppa consapevolezza  ma con un certo grado di piacere e soddisfazione".

data di pubblicazione:

15 Dicembre 2022

Quanto siamo consapevoli di alcune nostre abitudini di consumo e quanto queste sono indotte dalla tecnologia e dal mercato? Queste potrebbero essere domande a cui il libro di Maurizio Fea, “Le abitudini da cui piace dipendere. Algoritmi. azzardo, mercato,  web”, potrebbe tentare di rispondere.

I comportamenti di consumo, reali e virtuali, le relazioni sociali e le abitudini che ci rendono soddisfatti e felici quanto sono frutto di scelte individuali consapevoli e quanto sono orientate dal mercato e dal marketing?
Il libro prende in esame quattro temi che si intrecciano tra di loro e che riguardano la quasi totalità degli umani: le abitudini, la tecnologia, il mercato e le scelte. Attraverso l’analisi di questi argomenti si tenta di dare una risposta ai quesiti iniziali attraverso una”(…) matrice interpretativa costituita dalla nostra natura biologica”.
La prima parte del libro approfondisce le abitudini e come queste si formano e si possono modificare, “(…) dal creare bisogni al formare abitudini, questo è il passo strategico fondamentale, che grazie allo sviluppo tecnologico, è stato reso possibile applicare su vasta scala e con elevata intensità”.
L’autore sottolinea che non si occuperà delle dipendenze più problematiche, quelle definite patologiche e che riguardano un numero limitato di persone, ma affronterà il tema delle dipendenze comportamentali, in continuo aumento e che nascono da diversi tipi di abitudini “(…) che ognuno può contrarre e sviluppare, generalmente senza troppa consapevolezza  ma con un certo grado di piacere e soddisfazione”.
Un altro aspetto che il libro vuole approfondire sono le conseguenze che le nostre abitudini e le nostre scelte producono, nel loro intreccio quotidiano con il mercato e la tecnologia, sul nostro sistema nervoso, ritenuto un punto privilegiato e critico dall’autore. 
Serve quindi capire “(…) in che modo si sono intrecciati abitudini, tecnologia e mercati, le ragioni del successo di questo intreccio e gli effetti sulla nostra quotidianità”.
Per governare gli sviluppi culturali che derivano da questi intrecci, sempre più veloci e rilevanti, servono, secondo l’autore, competenze specialistiche e una “(…) crescita ampia e consistente di intelligenza critica, non elitaria. Servono politiche che possano indirizzare gli sviluppi delle tecnologie e dei mercati, dando a questi ultimi delle cornici etiche entro le quali si possa valutare e misurare, non solo il rispetto della privacy e i diritti, sui quali tendenzialmente si concentrano l’attenzione e gli sforzi dei regolatori, ma fondamentalmente la capacità di considerare l’uomo come un fine e non come mezzo“.
Ancora l’autore sostiene che difficilmente le norme, più o meno restrittive, invocate saranno in grado di contenere le derive comportamentali a cui stiamo assistendo modificando gli orientamenti del mercato e lo sviluppo tecnologico.
Le regole servono come terreno di confronto tra orientamenti diversi, ma dovrebbero tendenzialmente soddisfare alcune caratteristiche tipiche degli esseri umani, quali garantire la libertà di pensiero ed espressione, e la capacità di provare sentimenti, ma soprattutto di proteggere e potenziare la capacità critica degli individui, ed in particolare “(…) la sua funzione primordiale di ricercare conoscenza, sia dalle semplici esperienze percettive che da quelle più astratte, procedendo poi per generalizzazioni, formando concetti e sottoponendoli a verifica di coerenze e quando possibile di verità. Incentivare l’uso di questa capacità può mettere al riparo dalle derive più minacciose, potenzialmente generabili dal connubio tra mercato, tecnologia e cervelli“.

Maurizio Fea, “Le abitudini da cui piace dipendere. Algoritmi. azzardo, mercato,  web”. Ed. Franco Angeli, Milano, 2017.
Disponibile presso il CESDA

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