ALLARME SUICIDI NEGLI ISTITUTI PENITENZIARI ITALIANI

si ripresenta puntuale in Italia la drammatica condizione di vita dei detenuti negli istituti penitenziari

Nella maggior parte dei casi, secondo Antigone, si tratta di giovani tra i 20 e i 30 anni, sia con poca esperienza detentiva alle spalle, che detenuti prossimi all’uscita. Nella sintesi del lavoro di Antigone pubblicata sul settimanale Vita, "Ancora una volta, stando agli istituti di pena italiani in cui si registrano più casi, una delle problematiche più comunemente riscontrate è quella del sovraffollamento, con una grande quantità di detenuti con problemi particolari come dipendenze o patologie psichiatriche, e la cronica carenza di personale specializzato che se ne prenda carico.

data di pubblicazione:

22 Agosto 2022

Come ogni estate, si ripresenta puntuale in Italia la drammatica condizione di vita dei detenuti negli istituti penitenziari, a partire dall’elevato numero di suicidi delle ultime settimane. Secondo i dati diffusi dall’associazione Antigone, in Italia dentro il carcere la frequenza dei suicidi è 16 volte maggiore che “fuori”. Sono già 42 le morti volontarie registrate nel 2022 in cella.

Nella maggior parte dei casi, secondo Antigone, si tratta di giovani tra i 20 e i 30 anni, sia con poca esperienza detentiva alle spalle, che detenuti prossimi all’uscita. Nella sintesi del lavoro di Antigone pubblicata sul settimanale Vita, “Ancora una volta, stando agli istituti di pena italiani in cui si registrano più casi, una delle problematiche più comunemente riscontrate è quella del sovraffollamento, con una grande quantità di detenuti con problemi particolari come dipendenze o patologie psichiatriche, e la cronica carenza di personale specializzato che se ne prenda carico. Difficoltà che affliggono molte strutture – Antigone lo aveva già evidenziato nel consueto rapporto di metà anno sulle carceri pubblicato pochi giorni fa – quali Roma Regina Coeli, Milano San Vittore, Palermo Ucciardone, Genova Marassi, Monza, Pavia e Foggia.

Ed è il gran caldo di questa lunghissima estate l’altro tema attuale e urgente sulla questione carcere. Antigone afferma che nel 58% delle 85 carceri che fanno parte del suo osservatorio, sono presenti celle prive di docce e con schermature alle finestre che impediscono l’ingresso di aria fresca; questo nonostante il regolamento penitenziario del 2000 già prevedeva la messa a norma delle strutture entro il 2005. Ad aggravare la situazione, il sovraffollamento – in Italia ci sono circa 55mila detenuti rispetto ai 47mila posti disponibili – e i limiti costruttivi di alcuni istituti di pena. Emblematico il caso di Augusta, in Sicilia, dove l’acqua viene razionata o di Santa Maria Capua Vetere, in Campania, dove manca il collegamento alla rete idrica comunale, anche se finalmente l’allaccio è stato previsto per l’autunno. Qui si provvede a fornire i detenuti di 4 litri di acqua potabile al giorno a testa, mentre per le altre necessità è fornita l’acqua dei pozzi artesiani. Infine, è di recente approvazione da parte del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, la possibilità di acquistare ventilatori nel sopravvitto, cioè a carico delle famiglie dei detenuti.”

 

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