PANDEMIA E CHIUSURE LOCALI GIOCO D'AZZARDO: UNA RICERCA SULLE CONSEGUENZE SUI FAMILIARI DEI GIOCATORI D'AZZARDO PATOLOGICO

data di pubblicazione:

9 Luglio 2022

Sul primo numero del Bulletin del 2022, edito dell’Associazione scientifica ALEA, si può leggere un articolo relativo ad una ricerca che ha indagato le conseguenze del periodo pandemico sui familiari dei giocatori d’azzardo patologici, ed in particolare sugli effetti  che ha avuto la riduzione dell’offerta di gioco in quel periodo. 

La pandemia di CoViD-19, oltre al dolore e al disagio che ha provocato, rappresenta un periodo storico eccezionale con cui confrontarci e da cui trarre, se possibile, delle indicazioni su diversi campi d’indagine. La chiusura temporanea dei locali dove si gioca d’azzardo, disposta dal Governo una prima volta dal 30 marzo 2020 al 15 giugno 2020 ed una secondo volta dal 3 novembre 2020 al 7 giugno 2021, ha rappresentato un’occasione unica  per capire quanto la riduzione dell’offerta ambientale di gioco “(…) abbia influito  sui vissuti e sulle rappresentazioni dei familiari di giocatori d’azzardo patologici in trattamento, che erano nella impossibilità fisica di continuare a giocare d’azzardo”. Secondo recenti stime almeno il 3% della popolazione gioca d’azzardo in modo problematico, quindi si parla di circa 1.5000.000 persone, se poi si pensa che ogni giocatore ha almeno 5/17 tra familiari, conoscenti e amici con cui intrattiene contatti e relazioni, il numeri di persone coinvolte è molto più ampio. I parenti delle persona che giocano d’azzardo provano spesso sentimenti di vergogna, sensi di colpa, sensazione di solitudine e paura di eventuali ricadute, tutti elementi che aumentano notevolmente il livello di stress, incidendo negativamente sullo stato di salute personale.
Da questi presupposti parte un lavoro di ricerca per i”(…) indagare gli effetti sulla qualità della vita, sulle relazioni e sulle reazioni psicologiche dei familiari di giocatorid’azzardo patologici in trattamento presso i Ser.D.P. dell’AUSL di Piacenza, durante il primo periodo di chiusura dei giochi d’azzardo e durante il secondo periodo di chiusura, sempre dovuti alla pandemia di CoViD-19″.
L’indagine, ha coinvolto 68 familiari a cui è stata fatta un’intervista semi strutturata, a volte in presenza a volte tramite videochiamata, con l’obiettivo di mantenere, o creare ex novo, i contatti con queste persone, che oltre alle problematiche della pandemia, dovevano confrontarsi anche con le problematiche relative al gioco d’azzardo patologico dei familiari. Un dato emerso con chiarezza dalle interviste è quello relativo alla percezione di un miglioramento delle relazioni attribuito all’astensione del gioco, in alcuni casi per una mancanza di occasioni a causa dei divieti imposti, in altri casi per limitazioni già precedenti.
Questa situazione ha favorito una maggiore tranquillità nei rapporti e una maggior quantità di tempo trascorsa insieme al familiare con problemi d’azzardo patologici, anche se nel 48,5 % di persone che ha rilevato un miglioramento non sono mancati comunque momenti di tensione e difficoltà.
Le persone che non hanno percepito cambiamenti positivi, ma addirittura hanno visto situazioni peggiorate, hanno fatto riferimento a motivazioni legate “(…) all’isolamento, alle preoccupazioni per l’emergenza sanitaria, all’assenza di valvole di sfogo per sé, a condizioni che complicano le dinamiche riguardanti il gioco d’azzardo come, ad esempio, problemi di salute mentale o altre comorbilità e alle preoccupazioni relative alle possibili ricadute nel momento delle riaperture”.  Un altro dato importante rilevato è quello collegato alla situazione economica, che laddove già compromessa, non sembra abbia avuto miglioramenti significativi, probabilmente a causa di periodi di chiusura troppo brevi per avere effetti apprezzabili su queste situazioni.
In conclusione si può affermare che la pandemia, al netto dello stress e dolore provocato, in alcuni casi “(…) ha favorito il contenimento della possibilità di giocare d’azzardo e di conseguenza il miglioramento dei rapporti all’interno delle famiglie dei giocatori d’azzardo patologici”. 

Bulletin 2022-1

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