LE CONCLUSIONI DELLA IV CONFERENZA NAZIONALE SULLE DIPENDENZE DI GENOVA

data di pubblicazione:

16 Giugno 2022

Sono disponibili gli atti ufficiali delle conclusioni della IV Conferenza Nazionale sulle Dipendenze di Genova, che rappresentano un importante documento di sintesi, dal punto di vista sia scientifico che politico, sulle varie posizioni in campo in Italia. Le conclusioni, affidate alla Dr.ssa Sabrina Molinaro del C.N.R., riportano una sintesi del lavoro dei vari tavoli tematici che hanno animato le discussioni precedenti allo svolgimento della IV Conferenza Nazionale, e danno perciò la misura dell’animato dibattito svoltosi. Fra le questioni sollevate dai mesi di confronto, Molinaro ne individua alcune come trasversali, a partire dal superamento dello stigma che ancora, sul piano del linguaggio e della comunicazione, predomina verso i consumatori e verso chi è affetto da problematiche di dipendenza. Un’altra parola chiave emersa fa riferimento alla partecipazione, nella misura in cui gli operatori del settore desiderano un maggior ascolto e coinvolgimento nelle scelte operative e nelle politiche.

Spostandosi sul piano delle proposte, Molinaro sottolinea come la revisione dell’impianto legislativo sulle droghe abbia suscitato molti commenti e idee: “Il dato più di dettaglio relativo al DPR 309/90 è relativo all’articolo n. 73. Come ho già detto, in molti tavoli è emersa forte l’esigenza di modifica dell’articolo n. 73 e, nello specifico, di sottrarre all’azione penale sia la coltivazione di cannabis a uso domestico, sia la cessione di modeste quantità per uso di gruppo. L’introduzione della “finalità del profitto” per tutte le condotte tipizzate, l’esclusione dell’obbligatorietà dell’arresto in flagranza e l’esclusione in ogni caso della previsione dell’arresto obbligatorio. È emersa inoltre la proposta di eliminare il criterio tabellare del superamento delle soglie per uso penale, di dare spazio al comma 5bis e all’istituto della “messa alla prova” per avviare percorsi di giustizia riparativa e di inserire i lavori di pubblica utilità, come possibile sanzione, al posto della reclusione.”

Altro tema sviluppato è relativo alla implementazione delle politiche di riduzione del danno: “Moltissimo si è parlato delle azioni di Riduzione dei Danni e Limitazione dei Rischi e in questo caso le necessità che sono emerse sono quelle di incrementare le attività di testing e vaccinazione, con unità mobili anche al di fuori del Sistema Sanitario. Attivare operazioni di drug-checking anche presso i Servizi Pubblici, sviluppare un quadro normativo che favorisca l’attuazione del modello di drug-checking, intervenire sul costo del Naloxone spray e sulla sua prescrivibilità e avviare la sperimentazione dei diversi modelli di stanze del consumo. Proposte coraggiose che hanno bisogno, in alcuni casi, ancora di discussione e che sono emerse all’interno dei lavori di questi mesi.” Sono numerose le idee e i problemi ulteriormente sviluppati nel documento da Molinaro, a partire dall’assistenza, dalla prevenzione e dal trattamento, senza tracurare il tema della governance e del coordinamento fra i vari livelli istituzionali che esprimono competenze sulle dipendenze.

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