ANSIA DI ANDARE A SCUOLA SEMPRE PIU' DIFFUSA TRA I GIOVANI

data di pubblicazione:

25 Agosto 2021

Sono tanti i ragazzi che, soprattutto in questa fase, hanno sperimentato ansia o paura di andare a scuola, manifestando una resistenza a frequentare le lezioni e provando disagio ad affrontare le relazioni con compagni e insegnanti oppure le verifiche e le interrogazioni.
È retorico dire che il periodo di pandemia con la chiusura delle scuole e le successive fasi di incertezza hanno lasciato dei segni nei più giovani: i ragazzi si sono trovati all’improvviso lontani dalla scuola, svincolati dalle solite routine, costretti ad affrontare un riadattamento drastico. Hanno vissuto una situazione di continua imprevedibilità, alternando lezioni in aula e didattica a distanza: tutto questo non ha fatto altro che generare, soprattutto in quei ragazzi che presentano già delle fragilità e insicurezze, ansia e paura di affrontare la scuola.

In questi casi, sperimentano uno stato di ansia e paura incontrollata con tentativi di rifiuto di andare a scuola e seguire le lezioni. Spesso reagiscono sul piano fisiologico con tachicardia, nausea, mal di pancia, mal di testa, disturbi del sonno.

Non bisogna sottovalutare che, in preadolescenza e adolescenza, l’ambiente scolastico rappresenta non solo il luogo in cui si apprendono nozioni, ma anche e soprattutto uno spazio nel quale ci si mette in gioco nel rapporto con i coetanei, con gli insegnanti e con i risultati scolastici.

Spesso la paura di andare a scuola può riguardare anche il timore di essere rifiutati dal gruppo o di avere un rendimento scolastico al di sotto delle attese. Saltare le lezioni, tuttavia, diventa un rinforzo per le assenze successive. Aumenta, infatti, la paura di ritornare in classe sia per l’ansia di dover giustificare l’assenza, che può attivare un giudizio negativo da parte degli altri, sia per il timore di non riuscire a recuperare il tempo perduto nelle lezioni e le verifiche.
I genitori in queste situazioni sono messi a dura prova perché non sanno come reagire e come sostenere nel modo migliore i ragazzi per far sì che possano affrontare le difficoltà e superare il loro blocco emotivo.

In un interessante articolo pubblicato sul Blog AdoleScienza.it, Maura Manca individua alcune strade per aiutare e sostenere i giovani che si trovano in queste situazioni.

Come aiutare i figli a superare le loro paure?

MANTENERE APERTO IL DIALOGO. Evitare di fare pressioni, senza aver capito il problema alla base: in questo modo rischiamo di farli chiudere ancora di più in se stessi. È importante creare un clima sereno, come terreno fertile per farli aprire e farsi raccontare eventuali disagi che stanno vivendo. Devono sentirsi prima di tutto compresi nella loro difficoltà e sostenuti così che possano affrontare il problema senza sentirsi schiacciati.

NON MINIMIZZARE. Bisogna fare attenzione ai segnali espressi dai ragazzi e non pensare che si tratti solo di scarsa volontà. Non dobbiamo sottovalutare il periodo che hanno vissuto i nostri ragazzi a causa della pandemia, ma riconoscere le loro paure e fargli sentire la nostra vicinanza. Spesso dietro al rifiuto della scuola si nascondono diversi problemi che vanno compresi, al fine di intervenire nel modo migliore, prima che la situazione peggiori.

NON SOFFERMARSI SOLO SUL RENDIMENTO. Sicuramente un figlio che non vuole andare a scuola, può attivare uno stato di ansia anche nel genitore, il quale però deve evitare di focalizzarsi soltanto sulla prestazione scolastica. Bisogna spostare l’attenzione dalla scuola al loro benessere e incoraggiarli, facendogli capire che certe situazioni difficili si possono affrontare a piccoli passi e che il genitore è lì per aiutarli e sostenerli.

BISOGNA FARGLI SENTIRE CHE PUÒ FARCELA. Comprendere il figlio non significa accettare con compiacenza la richiesta di assenza a scuola, perché questo non fa che rafforzare l’immagine che lui non può farcela. E’ importante aiutarlo a non alimentare pensieri negativi come: “non ce la faccio”, “andrà sicuramente male”. I genitori devono porsi come dei coach, dei motivatori, credere nel figlio ed evitare di trasmettergli le loro preoccupazioni.

COLLABORARE CON LA SCUOLA. Risulta importante instaurare una buona relazione con gli insegnanti per lavorare insieme a loro, comprendere quali difficoltà si possono nascondere dietro le paure del ragazzo e mettere in atto delle strategie per intervenire prima che si strutturi il problema.

SE IL DISAGIO PERSISTE… richiedere il supporto psicologico di un professionista, prima che il disturbo possa compromettere l’area relazionale e sociale. Talvolta, infatti, queste difficoltà possono nascondere un disagio più profondo che, se non risolto, può comportare abbandono scolastico e successive difficoltà di inserimento sociale.

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