PANDEMIA E CONSUMO DI PSICOFARMACI IN AUMENTO PER I GIOVANI

data di pubblicazione:

11 Aprile 2021

Fra i segnali di allarme sulla salute degli adolescenti e dei giovani, non sono certo da trascurare quelli relativi alla salute mentale. L’impatto diretto e indiretto della pandemia sul benessere psichico e relazionale per queste fasce d’età sta cominciando a emergere più chiaramente. In un’intervista al sito Huffington Post, Claudio Mencacci, medico psichiatra, Presidente della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia, afferma che l’aumento di consumi di psicofarmaci per i giovani è strettamente legato a una diffusa condizione di ansia, di stress e di sintomi depressivi. Secondo lo psichiatra, occorre prevenire il più possibile l’autosomministrazione di farmaci e leggere in modo tempestivo le situazioni di difficoltà.

“Pensa che la pandemia possa aver avvicinato i giovani agli psicofarmaci?

“Penso proprio di sì. La pandemia ha creato in molti condizioni di allerta e forte spavento e questo può aver indotto in modo improprio ad utilizzare gli psicofarmaci, senza avere una diagnosi. Gli psicofarmaci non vanno demonizzati né idealizzati. Se viene riconosciuto un disturbo, anche in un giovanissimo, e se il professionista crede che ce ne sia bisogno, è corretto utilizzarli, magari insieme ad altri interventi di tipo psicoterapico. Il problema nasce quando la condizione del paziente non è oggetto di valutazione specialistica e quando chi li prende non è seguito. Per fare un esempio, è possibile che un giovane viva un attacco di panico tale da condurlo in ospedale. Al pronto soccorso gli viene somministrata una bassa dose di ansiolitici e viene rispedito a casa. Ma da lì in poi bisogna intervenire: è necessario che qualcuno faccia una valutazione diagnostica e prospetti una serie di opportunità di cure. Il rischio altrimenti è che il giovane ricorra a metodi fai-da-te e cerchi di risolvere il problema da solo, con comportamenti non idonei”.

È facile per un giovane convincersi di avere un problema tale da ricorrere all’uso di psicofarmaci?

“Sì. Diversi studi hanno dimostrato come nel corso della pandemia siano aumentati, soprattutto nella fascia dai 14 ai 24 anni, non solo le difficoltà nello gestire le emozioni, lo stress e i pensieri ossessivi, ma anche quanto sia il sentire compromessa la fiducia nelle proprie capacità. Nelle popolazioni molto giovani, parliamo di ragazzini tra gli 11 e i 17 anni, si sono registrati sintomi di natura depressiva, aumento del consumo di alcool, problemi del sonno, preoccupazione per la propria salute fisica (quindi ipocondria), discontrolli emozionali con comportamenti imprudenti (pensiamo ai grandi assembramenti, alle feste e affini). E ancora, c’è stato un aumento dei comportamenti impulsivi e dei gesti di autolesionismo. Tutto questo può essere ascritto alla condizione di sindemia, ma anche alla specifica età”.

Trovarsi nell’età dell’adolescenza, durante la pandemia, complica il quadro?

“Certamente, basti pensare che il 70% dei disturbi psichici compare durante l’adolescenza e che, ad esempio, il disturbo bipolare si manifesta mediamente intorno ai 17-18 anni. Si tratta di un’età particolarmente delicata. I giovani non riescono ad avere un’idea del futuro, per loro esiste solo un grande presente e in questo presente le cose si amplificano. Matura anche il sistema nervoso centrale. In questo periodo della vita alcune aree cerebrali raggiungono una sensibilità che non raggiungeranno mai in altri momenti. Ed è in questa fase che si determinano quelli che saranno ipotetici comportamenti di dipendenza e di assuefazione in futuro. Parliamo di dipendenza da sostanze stupefacenti e alcool, ma non solo: anche di dipendenze affettive, da gioco d’azzardo, dipendenze da Internet. La lista è lunga”.

Crede che in futuro molti giovani di oggi avranno dei disturbi che altrimenti non avrebbero avuto se non ci fosse stata la pandemia?

“Assolutamente sì. Siamo un laboratorio a cielo aperto. Non sappiamo che impatto avranno i disturbi da stress post traumatico sulle menti in maturazione degli adolescenti. Oggi vediamo solo il macroscopico, in seguito vedremo quello che è accaduto ai singoli, nel microscopico. Ad esempio, stiamo studiando il sonno nei giovani, che durante l’ultimo anno è stato totalmente alterato, e dal quale si originano non pochi problemi. Sarà davvero arduo riportarlo alla normalità. In generale, se questa generazione porterà addosso le conseguenze cognitive ed emozionali della pandemia, lo vedremo solo a distanza di tempo”.

LINK ALL’INTERVISTA

Ti potrebbe interessare anche
18 Maggio 2026

Bologna: aumenta il consumo di crack e il policonsumo

E' quanto emerge dal rapporto 2025 sulle Dipendenze

17 Maggio 2026

Il ruolo del “tempo” nei gioco d’azzardo online

Il tempo perde il suo valore reale nell'iperconnessione

16 Maggio 2026

Una vita sessuale sana è un diritto ad ogni età

La prevenzione è ancora un tabù

15 Maggio 2026

Il consumo di crack in una società in crisi di relazioni

Servono servizi a bassa soglia per la riduzione del danno che incontrino i consumatori

14 Maggio 2026

Un nuovo CPR in Toscana?

Una questione ancora aperta

13 Maggio 2026

L’emergenza sommersa dei minori stranieri non accompagnati

Tra consumo di sostanze e salute mentale

12 Maggio 2026

Symposium WTFC Genova 2026

uno dei principali momenti di confronto tra le comunità terapeutiche di tutto il mondo

11 Maggio 2026

Fumo di tabacco e riduzione dei rischi

Le politiche di riduzione dei rischi di Svezia e Nuova Zelanda

10 Maggio 2026

Onde di salute

Un podcast che riflette sulla salute in un'ottica di genere

9 Maggio 2026

Profilassi HIV e farmaco a lunga durata

Approvato da AIFA il primo farmaco iniettabile

8 Maggio 2026

I passi avanti della psilocibina

Curare la depressione col principio attivo dei funghi allucinogeni

7 Maggio 2026

Lavoro di riduzione del danno e tutele per gli operatori

Il CNCA nazionale vicino alla cooperativa Borgorete e ai suoi operatori rinviati a giudizio

7 Maggio 2026

Il consumo di droghe e la conseguenze sui lavoratori

Le sanzioni non possono essere l'unica strada da perseguire

6 Maggio 2026

Svezia: calo importante dei fumatori di sigarette

Aumentano i consumatori di prodotti alternativi a base di nicotina

5 Maggio 2026

Ketamina e utilizzi nella sanità pubblica

Norvegia e Francia la usano per curare la depressione e le crisi suicidarie

4 Maggio 2026

Sostanze psicoattive e sicurezza nei luoghi di lavoro

La Legge diventerà più flessibile nei controlli

3 Maggio 2026

Quando il cammino diventa educazione

l’esperienza di Lunghi Cammini

2 Maggio 2026

Illuminismo psichedelico

Il podcast sugli psichedelici

30 Aprile 2026

Aprile – il mese della prevenzione alcologica

I nuovi modelli di consumo

29 Aprile 2026

Videogiochi e criteri di valutazione dei rischi

una classificazione che va incontro all'esigenza di limitare i rischi per i giovanissimi

Panoramica privacy

Dati Personali trattati per le seguenti finalità e utilizzando i seguenti servizi:

Mailing list o newsletter

Dati Personali: cognome; email; nome

Modulo di contatto

Dati Personali: cognome; email; indirizzo fisico; nome; numero di telefono

Google Analytics

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Google Fonts

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Informazioni di contatto

 

Titolare del Trattamento dei Dati

Azienda AUSL Toscana Centro
Sede legale Piazza Santa Maria Nuova, 1 - Firenze P.I. e C.F.: 06593810481

Indirizzo email del Titolare: info@cesda.net