APPROVATA DALLA CAMERA IN MESSICO LEGALIZZAZIONE CANNABIS

data di pubblicazione:

15 Marzo 2021

Il Messico si appresta ad aggiungersi alla lista di Stati con una legislazione orientata verso la decriminalizzazione del consumo e del possesso di piccole quantità di cannabis per i maggiorenni, e una sua regolazione statale. Dopo l’approvazione della legge presso la Camera, entro fine aprile il provvedimento dovrebbe ricevere il via libero definitivo al Senato. Si tratterebbe di una svolta storica, per almeno due motivi. In primo luogo, negli ultimi 20 anni il Messico è diventato uno dei principali snodi geo-politici e produttivi di sostanze illegali nel mondo, con intere regioni dominate, anche militarmente, da potenti organizzazioni criminali. In secondo luogo, laddove la cannabis divenisse legale, il Messico si aggiungerebbe ad altri paesi dell’area (Canada, Uruguay e 15 stati USA) che hanno già approvato mercati legali della cannabis: si creerebbe così un’area geografica molto estesa in cui le politiche di guerra alla droga, egemoni dagli anni ’70, almeno per quanto riguarda la cannabis sarebbero messe in minoranza. Con i suoi 126 milioni di abitanti, il Messico diverrebbe il più grande mercato legale di cannabis al mondo.

Più in dettaglio, osserviamo i principali contenti della legge in discussione, grazie a un articolo pubblicato su Fuoriluogo. “Secondo il disegno di legge, le persone dai 18 anni in su potranno possedere fino a un’oncia di marijuana e coltivare fino a sei piante (anche se un controverso emendamento introdotto alla Camera dei deputati richiederebbe ai coltivatori casalinghi di iscriversi ad un registro statale). Il disegno di legge implementa anche un sistema di commercio legale della cannabis tassato e regolamentato. Con un’altra modifica rispetto al disegno di legge licenziato dal Senato, il testo approvato darebbe il controllo normativo sulla nuova industria legale alla Commissione Nazionale contro le dipendenze invece che ad un nuovo organismo di regolamentazione indipendente previsto dalla Camera alta. (…) L’intervento legislativo per legalizzare la marijuana è la conseguenza di una decisione della Corte Suprema messicana che a seguito di un contenzioso strategico promosso proprio da Mexico Unido Contra la Delinquencia. Nel 2013 i membri di MUCD crearono la Società Messicana per l’Autoconsumo Responsabile e Tollerante (SMART) un’associazione costituita con l’unico obiettivo di richiedere l’autorizzazione sanitaria alle autorità affinché i suoi membri (adulti in pieno uso delle loro facoltà mentali) potessero produrre e consumare cannabis in modo ricreativo e senza scopo di lucro. Al diniego delle autorità i membri di SMART ricorsero in Tribunale sostenendo che “i loro diritti al libero sviluppo della personalità e alle decisioni rispetto alla propria salute fossero violati, in virtù del divieto che ancora oggi grava sulla cannabis“. Tre anni fa la Corte Suprema si è espressa positivamente sugli ultimi due ricorsi, raggiundo il fatidico numero di 5 sentenze univoche necessarie per far sì di vincolare, secondo la legge messicana, qualsiasi altro tribunale del paese a decidere allo stesso modo in qualsiasi caso simile che rientri nell’ambito della sua giurisdizione. La Corte Suprema nel ritenere incostituzionale il divieto della cannabis, ha concesso al congresso un periodo di tempo limitato per conformare la legge alla costituzione. Nonostante l’iniziativa della nuova maggioranza eletta nel 2018, le scadenze sono state ripetutamente rimandate, soprattutto quando il coronavirus ha preso piede. La prossima è fissata al 30 aprile, ma sembra essere l’ultima.”

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