da MISSION#54: CONTAMINAZIONI

data di pubblicazione:

8 Marzo 2021

Nella sezione Rubriche, oltre a La Finestra, spazio dedicato ai contributi narrati, attraverso prosa o poesia, da chi i servizi per le dipendenze li ha incontrati per via dei propri problemi di salute, troviamo nella rubrica Contaminazioni un pezzo di Maurizio Fea – Chi ha paura del lupo cattivo? – che nasce a commento di un articolo recentemente apparso su Il Corriere della Sera nel quale Beppe Severgnini suggeriva l’idea del biasimo sociale quale deterrente all’uso di cocaina.
Fea si sofferma ad analizzare le reazioni da parte dei professionisti di settore, distinguendole in due macro categorie: quella fondata sull’addiction = malattia, quindi non suscettibile di biasimo né colpevolizzazione e quella fondata sui principi di privacy e libertà individuale. Visioni che vedono entrambe uno stesso fil rouge: il rifiuto di ricorre a categorie morali come strumento di valutazione dei comportamenti degli users. Senza svelare qui le conclusioni e gli stimoli che l’articolo suggerisce – ovvero come ad esempio una terza via sia percorribile – citiamo l’autore: “Una comunità che si dice scientifica dovrebbe coltivare al suo interno gli spazi necessari e sufficienti per alimentare anche confronti di questo tipo (…) Arroccarsi dietro alcuni principi (…), come il modello biologico delle addiction, credo non porti alcun vantaggio né alle ragioni di chi la pensa in questo modo, né ai soggetti implicati rispetto ai quali si intende assumere una posizione di advocacy. La medicalizzazione di molti comportamenti problematici tra i quali colloco l’uso di droghe, tacitamente approvata e resa praticabile nel sistema sanitario – senza per altro che ne siano seguite politiche coerenti in materia – sia funzionale al distanziamento che questo approccio consente di prendere nei confronti di tutto ciò che è perturbante, delegando ai tecnici il compito almeno di contenere e ridurre il turbamento sociale se non di risolvere il problema.”

MISSION N°4, ANNO XIV – NOVEMBRE 2020
Le Rubriche
Chi ha paura del lupo cattivo?
M. Fea
pag. 5-6
La Finestra
L. di Sanseverino
pag. 43

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