HIV-AIDS E COVID-19: IL PUNTO DI VISTA DELLA DIRETTRICE DI UNAIDS

data di pubblicazione:

27 Novembre 2020

Di seguito, traduciamo l’introduzione, a cura di Winnie Byanyma, Direttrice Esecutiva UNAIDS, del rapporto annuale su HIV-AIDS. L’introduzione è parte del dossier che Cesda da sempre dedica a questa tematica. Il messaggio di fondo espresso da Byanyma è molto diretto e duro, nel sottolineare  quanto la pandemia Covid-19 in atto rischi di aggravare ulteriormente le disuguaglianze strutturali nell’accesso e nella fruizione alle cure, oltre che nella qualità dei sistemi sanitari, rendendo più debole la risposta globale all’HIV-AIDS. In particolare, scrive: “Far finire l’AIDS significa chiudere i fossati e assicurarsi che nessuno sia lasciato indietro. La risposta all’HIV è fondamentalmente una risposta sulla disuguaglianza”. “La giornata mondiale dell’AIDS quest’anno sembra molto diversa. Covid-19 ha esploso e peggiorato le profonde disuguaglianze che attraversano le nostre società. Ha mostrato quanto siano strettamente intricate la salute globale e l’economia globale. Anni di fallimenti nell’investire in modo adeguato su sistemi di cura e salute completi, basati sui diritti, centrati sulle persone hanno lasciato il mondo profondamente esposto.
La pandemia Covid-19 sta avendo effetti di vasta portata sui sistemi sanitari e sugli altri servizi pubblici. In molti paesi, i servizi per l’HIV sono stati interrotti, e le catene di approvvigionamento per beni chiave sono state allungate.
Come mostra il rapporto, la risposta globale all’HIV era fuori rotta ben prima della pandemia Covid-19, ma la collisione fra Covid-19 e HIV l’ha spinta ancora più indietro. Gli obiettivi Fast-Track, che scadono alla fine di quest’anno, non saranno raggiunti. 38 mil. di persone stanno vivendo con l’HIV, con più di 12 mil. di persone che aspettano per le terapie salva-vita HIV. Nel 2019, 1.7 mil. di persone sono state affette da HIV e 690.000 persone sono morte di malattie AIDS-correlate.
Gli investimenti sull’HIV e le lezioni di come le comunità hanno risposto all’HIV hanno rafforzato la lotta contro Covid-19. Negli ultimi anni, gli attivisti HIV e le comunità si sono mobilitate per difendere i progressi nella risposta all’AIDS, per proteggere le persone che vivono con HIV e gli altri gruppi vulnerabili e per respingere il coronavirus. Hanno fatto campagne per terapie HIV con erogazione di più mesi, hanno organizzato la consegna di medicinali e hanno provveduto all’assistenza finanziaria, al cibo e al riparo dei gruppi a rischio.
Se avesse avuto sistemi sanitari e sociali più sicuri, il mondo sarebbe stato in una posizione migliore per rallentare la diffusione di Covid-19 e resistere al suo impatto. Dobbiamo imparare dagli errori del passato – il lascito della lotta contro Covid-19 deve essere un’azione più rapida per rendere la salute universale una realtà globale.
E c’è speranza. Promettenti vaccini Covid-19 stanno emergendo. Ma dobbiamo assicurarci che questi nuovi vaccini non siano privilegio dei ricchi. Ecco perché UNAIDS e i partner reclamano un Vaccino del Popolo – che sia accessibile a tutti, a prescindere da dove vivono, gratuito.
(…) Far finire l’AIDS significa chiudere i fossati e assicurarsi che nessuno sia lasciato indietro. La risposta all’HIV è fondamentalmente una risposta sulla disuguaglianza – per far finire l’AIDS, dobbiamo far finire le disuguaglianze. Se nei prossimi cinque anni raggiungiamo questi nuovi obiettivi, mettiamo fine alle disuguaglianze nella terapia HIV e nella prevenzione all’HIV e riduciamo lo stigma e la discriminazione che trattengono la risposta HIV, il mondo sarà in grado di far terminare l’AIDS entro il 2030.
Nessun paese può sconfiggere la pandemia incrociata HIV e Covid-19 da solo. Una sfida così globale può essere sconfitta solo attraverso la solidarietà globale e la responsabilità condivisa. Ciò ci richiede di essere audaci, di costruire sui nostri successi e di apprendere dalle nostre battute d’arresto. Inoltre, è la nostra opportunità per reimmaginare e costruire un futuro migliore. Un mondo dove la salute non sia più un privilegio, ma un diritto umano, per ciascuno e ognuno di noi. Un mondo dove siamo di nuovo in pista per far terminare le disuguaglianze e le ingiustizie che continuano ad alimentare l’epidemia di AIDS”.

Winnie Byanyma, Direttrice Esecutiva UNAIDS

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