IN AUMENTO IL CONSUMO DI ALCOL – Rapporto ISS

data di pubblicazione:

14 Luglio 2020

Sono 16 milioni gli italiani che hanno consumato almeno una bevanda alcolica in un anno, di questi 4 milioni sono binge drinkers. Sono invece 8,7 milioni i consumatori a rischio, stabili i maschi con 6,2 milioni, mentre sono in aumento le femmine con 2,5 milioni. “L’alcol è e resta un serio problema di salute in Italia”.
In Italia ogni giorno in media sono 48 le persone che muoiono a causa dell’alcol, oltre 17.000 ogni anno. Il dato è riferito al 2016, anno di cui si dispone la mortalità registrata per tutti gli Stati dell’Unione europea (UE), e quindi già noto, ma viene comunque riportato anche nella nuova edizione Rapporto Istisan Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia e nelle Regioni. Valutazione dell’Osservatorio Nazionale Alcol sull’impatto del consumo di alcol ai fini dell’implementazione delle attività del Piano Nazionale Alcol e Salute. Rapporto 2020.

In base a quei dati l’alcol risulta responsabile del 5,5% di tutti i decessi registrati nell’UE, per un totale di quasi 300 mila persone morte, in gran parte e prevalentemente per cancro (29% dei decessi attribuibili all’alcol), cirrosi epatica (20%), malattie cardiovascolari (19%) e lesioni (18%). Proporzioni che rispettano quelle verificate in passato per l’Italia anche dall’OMS, e ancora oggi confermate con la percentuale più alta di decessi attribuibili all’alcol registrata tra i giovani adulti maschi e tra i giovani sino ai 29 anni di età, per i quali l’incidentalità stradale alcolcorrelata continua a rappresentare la prima causa di morte anche in Europa.

La stesura del nuovo rapporto dell’Iss è avvenuta in un periodo precedente alla pandemia da nuovo coronavirus e si riferisce prevalentemente a dati del 2018 che dovrebbero essere aggiornati a breve con alcune sintesi dei dati del 2019, che dovrebbero comunque non discostarsi da quelli del 2018, che l’Istat elabora secondo standard concordati e complementari a quelli dell’ISS.

“Le conseguenze negative del consumo di alcol sulla salute sono molteplici – si legge nel report – . Nella Classificazione Internazionale delle Malattie (10ª revisione) più di 30 categorie riguardano condizioni totalmente alcol-attribuibili ma sono oltre 200 le condizioni anche parzialmente attribuibili che raddoppiano nei fatti il carico di mortalità causato dall’alcol, e tra queste almeno 12 tipi di cancro”.

Inoltre si specifica che “i danni alcol-correlati non coinvolgono i soli consumatori; sempre più frequentemente le conseguenze del consumo di alcol si ripercuotono sulle famiglie e sulla comunità in generale a causa del deterioramento delle relazioni personali e di lavoro, dei comportamenti criminali (come per esempio vandalismo e violenza), della perdita di produttività e dei costi a carico dell’assistenza sanitaria”.

Strumenti di prevenzione inefficaci.
“L’alcol – si legge nel report dell’Iss – è e resta un serio problema di salute in Italia; la prevenzione che manca va rafforzata richiedendo interventi urgenti, al momento non resi disponibili dai piani di prevenzione e comunque evidentemente sinora inefficaci se da anni non riescono a contrastare stili e modelli di consumo che causano costi sostanziali di cui si dovrebbe valutare congruo e opportuno abbattimento”

“I dati – incalza l’Iss – dimostrano ancora una volta che l’alcol è ancora uno tra i più temibili fattori di rischio e di malattia in Italia. Ai consumi medi pro-capite in ripresa non poteva non esserci il riscontro di un incremento della popolazione di consumatori a rischio e di binge drinker, indicatori della necessità di risposte di salute pubblica e dei servizi sanitari, di interventi sul marketing e sulla disponibilità delle bevande alcoliche più incisive, e anche i sistemi di monitoraggio relativi all’implementazione delle politiche in Italia mostrano essere tra le aree da rafforzare”.

“La cultura del bere in Italia – sottolinea il report – , oggi più incisivamente influenzata dal marketing aggressivo delle fake news proposto da alcuni settori della produzione, può e deve ritrovare una capacità di maggiore controllo formale e informale per il raggiungimento di dimensioni più adeguate al mantenimento di livelli di salute e sicurezza nella popolazione che possano contribuire ad abbattere gli elevati costi sociali e sanitari dell’impatto dell’alcol stimati in 25 miliardi di euro l’anno dall’OMS e oggi in crescita”.

La sintesi dei dati sull’impatto dell’alcol in Italia
Gli indicatori principali dell’impatto negativo sulla salute risultano confermati in una tendenza di stabilità nel canale di crescita anziché di attesa e mancata diminuzione del consumo di alcol puro pro-capite salito a oltre 7 litri e d’incremento di comportamenti a rischio per milioni di consumatori.

Il numero di consumatori fuori pasto – rileva l’Iss – , di consumatori a rischio (e comunque non in linea con le linee guida) e di binge drinkers (consumatori che bevono per ubriacarsi) non mostra battute di arresto, anzi si consolida, anche a fronte della contestuale insufficienza d’iniziative, di programmi e azioni di prevenzione istituzionali e dell’incrementata attività di rinnovate forme di marketing teso alla diffusione di fake news che hanno richiesto campagne istituzionali poste in essere da ISS e ministero della Salute e di forme di comunicazione ambigue ed equivoche rivolte ai più giovani e tese alla diffusione d’iniziative da più parti segnalate come incongrue per l’età e per la violazione di norme e cultura di tutela, quali, tra le altre, quelle sul cosiddetto “bere responsabile”, promosse da alcuni settori della produzione su target di popolazione minorile negli istituti scolastici, supportati e facilitati da un’inadeguata interpretazione del ruolo e del concetto di autonomia scolastica che non ha ritenuto in alcune sedi regionali di sottrarre i minori ad eventi condotti da portatori d’interesse e a messaggi e contenuti didattici proposti in assenza di un contraddittorio critico e in evidente distanza dalle raccomandazioni europee e nazionali che pongono in 25 anni l’età da indicare come quella di avvio all’eventuale consumo e che le stesse norme nazionali, ampiamente disapplicate, pongono da decenni almeno a 18 anni attraverso il divieto di vendita e somministrazione a tutela della salute dei minori”.

I numeri dell’alcol in Italia
– Le persone che, nel 2018, hanno consumato bevande alcoliche lontano dai pasti sono state il 40,5% degli uomini e il 20,4% delle donne, pari a quasi 16 milioni di persone sopra gli 11 anni, un dato in aumento rispetto alle stime precedenti. I valori massimi riguardano gli uomini nella fascia di età 18-44 anni e le donne della classe di età 18-24 anni. L’analisi del trend dei consumatori di vino o alcolici fuori pasto mostra che, per entrambi i generi, è aumentata la prevalenza dei consumatori rispetto al 2008 (M=+10,2%.; F=+38,0%) e per il genere femminile si conferma anche nel 2018 un incremento lineare costante rispetto al precedente anno (da 19,4% a 20,4%)

– Nel 2018, oltre 5 milioni di persone sopra gli 11 anni (il 14,2% degli uomini e il 6,1% delle donne) hanno dichiarato di aver abitualmente ecceduto nel consumo di bevande alcoliche. La percentuale, non diminuita rispetto agli anni precedenti, è più elevata per entrambi i sessi riguarda gli adolescenti di 16-17 anni e gli ultra 65enni. Al contrario, la percentuale più bassa riguarda la fascia 18-24 anni.

– La prevalenza dei consumatori binge drinkers che hanno dichiarato di essersi ubriacati almeno una volta negli ultimi 12 mesi (che hanno consumato 6 o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione) è stata nel 2018 pari a 11,7% tra gli uomini e 3,6% tra le donne di età superiore a 11 anni, con una frequenza in aumento tra le donne rispetto all’anno precedente, identificando oltre 4 milioni di persone. Le percentuali di binge drinkers sia di sesso maschile che femminile aumentano nell’adolescenza e raggiungono i valori massimi tra i 18-24enni per poi diminuire nuovamente nelle fasce di età più anziane. Per tutte le classi di età considerate, la proporzione di binge drinker di sesso maschile è superiore a quella di sesso femminile a eccezione dei giovani di età inferiore ai 15 per i quali non si rilevano differenze statisticamente significative di genere.

– La prevalenza dei consumatori a rischio in Italia rileva che, nel 2018, il 23,4% degli uomini e l’8,9% delle donne non si sono attenuti alle indicazioni di salute pubblica relativamente a frequenza, quantità di alcolici e modalità di consumo di bevande alcoliche per un totale di 8 milioni e 700 mila individui, stabili i maschi con 6 milioni e 200 mila consumatori a rischio, in aumento le femmine con 2 milioni e 500 mila consumatrici a rischio. L’analisi per classi di età mostra che la fascia di popolazione più a rischio per entrambi i generi è quella dei 16-17enni (M=48,3%, F=40,7%), seguita dagli anziani ultra 65enni. Verosimilmente, a causa di una carente conoscenza o consapevolezza dei rischi che l’alcol causa alla salute, circa 1.700.000 giovani (di cui 800.000 minorenni) e 2.700.000 ultra sessantacinquenni sono individui da considerare a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate, esattamente quei target di popolazione sensibile per i quali la WHO e la Commissione Europea raccomandano azioni d’intervento volte a sensibilizzare le persone sulla non conformità dei loro consumi alle raccomandazioni di sanità pubblica.

– Infine, è preoccupante la proporzione di consumatori dannosi, in need for treatment, (dati non inclusi nel report ma prodotti per la Relazione al Parlamento di prossima pubblicazione) che avrebbero bisogno di una qualunque forma d’intervento sanitario e non lo ricevono; 65.000 pazienti alcoldipendenti in carico ai servizi rappresentano il 10% circa della platea stimata di poco meno di 600.000 persone attese per l’immissione in un programma di disassuefazione, persone che non sono identificate nei settori di assistenza primaria e non sono intercettate dalle strutture territoriali di riferimento del Servizio Sanitario Nazionale i cui gruppi di lavoro, ridotti in organico, sono in costante affanno per un carico crescente di domanda.
Una situazione destinata a pregiudicare peggiorare ulteriormente le attività a causa della recrudescenza di tutte le dipendenze nel corso del lockdown imposta dall’epidemia da COVID-19 e che ha messo in evidenza la mancanza di preparedness e readyness del sistema delle reti curanti da riorganizzare urgentemente sia per funzionalità che per competenza.

Ti potrebbe interessare anche
11 Agosto 2026

La droga cambia rotta

Le isole del Pacifico Meridionale sono investite dal narcotraffico diretto verso i mercati di Australia e Nuova Zelanda

10 Agosto 2026

Nuove misure di detenzione domiciliare per detenuti e imputati tossicodipendenti o alcoldipendenti

Come funzionerà?

9 Agosto 2026

Alcol in gravidanza

uno studio statunitense

8 Agosto 2026

Coprifuoco sui social per gli adolescenti?

Una proposta del governo britannico

7 Agosto 2026

Fentanil: connessioni tra Cina e Messico

Arrestato uno dei personaggi chiave del traffico di fentanil

6 Agosto 2026

Cannabis e discriminazione: uno studio sulla California

Una persona nera in California ha oggi una probabilità 6,4 volte superiore rispetto a una bianca di essere arrestata per questioni legate alla cannabis

5 Agosto 2026

Consumatori di sostanze stimolanti e possibili percorsi di cura

Per gli stimolanti non esiste ancora una terapia farmacologica specifica e approvata.

4 Agosto 2026

Cannabis medica e autismo

Risultati promettenti ma ancora osservazionali

3 Agosto 2026

Non imputabilità non significa impunità

"l'emergenza" dei reati commessi da under 14

2 Agosto 2026

Il gioco d’azzardo come passatempo

La fine della scuola rappresenta un momento di maggior rischio per i giovani

1 Agosto 2026

Legalizzazione della cocaina?

un acceso dibattito in Olanda

31 Luglio 2026

Profilattici come garanzia di salute

La loro sicurezza viene garantita soprattutto dalla qualità del prodotto e da una corretta applicazione

30 Luglio 2026

Cartelli della droga nel mercato della frutta tropicale

un indagine di Telugu Times

29 Luglio 2026

Fumo da tabacco: la Spagna si spinge avanti

Anche in molti spazi all'aperto sarà proibito fumare

28 Luglio 2026

Stigma e salute mentale: una ricerca internazionale

Lo stigma sociale rappresenta un ostacolo per l'accesso alle cure

27 Luglio 2026

Meccanismi del gioco d’azzardo e interessi economici

L'interesse è massimizzare il tempo sul dispositivo

26 Luglio 2026

La salute mentale in Etiopia

Qui il modello biomedico occidentale si scontra con le credenze locali sul disturbo mentale

25 Luglio 2026

La Gonorrea torna ad aumentare in Europa

Un aumento dovuto alla debole risposta del sistema sanitario europeo

24 Luglio 2026

Uso consapevole della tecnologia: un progetto di prevenzione

Il progetto Discover - Fuori dal guscio, si muoverà su tutto il territorio fiorentino

23 Luglio 2026

La lotta al virus dell’HIV è sotto attacco

I tagli stanno incidendo negativamente sul lavoro delle agenzie sanitarie internazionali