QUANTO IL DISTURBO DA GIOCO D'AZZARDO SI SPOSTA ONLINE?

data di pubblicazione:

6 Aprile 2020

Un articolo sul quotidiano La Repubblica affronta il tema del disturbo da gioco d’azzardo alla luce delle restrizioni poste dal Covid-19. Con la chiusura dei bar e delle sale, il popolo di giocatori si è infatti ritrovato, improvvisamente, senza possibilità di gioco “fisiche”. Ciò ha determinato da una parte un probabile aumento delle forme di gioco online, forse anche per una parte di coloro che non ne avevano mai fatto uso, dall’altra un importante aumento di richieste di aiuto. Se quindi vi sono molti rischi, nella situazione attuale, è altrettanto vero che per una porzione di giocatori l’interruzione forzata dal gioco rappresenta un’inedita opportunità di interrompere il comportamento. “l megafono di questa crisi sociale chiusa come una matrioska dentro quella del Covid sono le help-line telefoniche del terzo settore. “C’è già un aumento della domanda di aiuto per casi di aggressività causati dalla sofferenza prodotta dall’impossibilità di giocare – dice Leopoldo Grosso, psicoterapeuta e presidente onorario del gruppo Abele -. Un problema accentuato ora dalla convivenza forzata con familiari cui spesso si è nascosta la dipendenza all’azzardo”. “E’ una situazione difficile per chi ha fragilità di questo genere – conferma Michele, operatore (sono anonimi per scelta) del servizio telefonico SostieniMi gestito dal Comune di Milano -. Ci aspettiamo nelle prossime settimane sollecitazioni importanti da persone vittime di defaillance sulla tenuta psichica (…) Cosa sta facendo ora e i bar e le sale di Bingo e videolotterie sono chiuse? “Molti risolvono il problema passando dal gioco fisico a quello online – dice Paolo Jarre, direttore del dipartimento Patologia delle dipendenze della Asl 3 di Torino -. Sul web il denaro dura più a lungo perchè le vincite sono il 95% della somma spesa contro il 75% di slot & C. c’è gente – ora che c’è tanto tempo a disposizione – che sta 20 ore su 24 davanti allo schermo”

Questo momento così particolare – aggiunge però il presidente del gruppo Abele – può essere anche un’opportunità. ”Dicono che quando spegni le macchinette si passa subito ai giochi on line. Ma non è del tutto vero” sostiene Sabrina Molinaro, responsabile di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari del Cnr. La prova? I risultati sul campo dell’esperimento della Regione Piemonte, che nel 2016 ha reso più complesso il gioco d’azzardo riducendo gli orari d’apertura e allontanandolo dalle aree sensibili. Risultato: il “gioco problematico” in Piemonte è all’1,54% contro il 3,3% dell’Italia. “Noi stiamo continuando le terapie di gruppo con i nostri pazienti in disintossicazione in modo virtuale – dice Feder -. E i partecipanti sostengono che la chiusura è in effetti un’occasione da sfruttare”. “A beneficiare di più dello stop al gioco sono i ludopatici lievi della categoria “condizionati dall’offerta” – spiega Jarre – quelli che giocavano perché al bar del caffè c’era una slot accesa. E un vantaggio c’è anche per chi è in trattamento”.

LINK ALL’ARTICOLO

Ti potrebbe interessare anche
21 Settembre 2026

Overdose in calo negli USA

Nel 2025 le morti per overdose sono state il 14% in meno del 2024

21 Settembre 2026

Psicofarmaci e disturbi del comportamento alimentare

Il loro utilizzo influisce sull'aumento del peso corporeo?

20 Settembre 2026

Dalla lobby al bancone

Un libro che racconta il potere delle lobby del vino in Francia

19 Settembre 2026

CURARSI CON IL VINO

Libri brutti podcast

18 Settembre 2026

Dopamina e cibo: un legame profondo

Nel contesto dell'alimentazione, la dopamina attiva il circuito della ricompensa e la sua funzione principale consiste nel governare il desiderio.

17 Settembre 2026

Overdose: un problema di salute pubblica

Emergenza medica o reato? Il bivio drammatico delle overdose in Libano

16 Settembre 2026

Alcol e prevenzione nelle scuole

Unplugged e Smashed sono due progetti che riescono a coinvolgere efficacemente studentesse e studenti

15 Settembre 2026

Prevenzione del virus HIV e diritti negati nei paesi africani

Le persone LGBTQ+ sono sempre più discriminate rendendo l'accesso alle cure contro l'HIV difficile

14 Settembre 2026

Cocaina: dalla scoperta alla sua proibizione

Dalla pianta di coca alla produzione di cocaina cloridrato

13 Settembre 2026

Una riflessione sul ruolo biologico e culturale dell’ebbrezza

Il bere si configura storicamente come una sofisticata grammatica sociale e una forma di "time out"

12 Settembre 2026

In Colombia si torna a parlare di guerra chimica alla coca

il nuovo governo colombiano prepara un progetto pilota con il glufosinato d’ammonio

11 Settembre 2026
10 Settembre 2026

Il patteggiamento di Meta: nuove misure ma non sufficienti

Come dovrebbe essere un social network?

9 Settembre 2026

Smettere di fumare

le sigarette elettroniche come strumento efficace

8 Settembre 2026

Contesto carcerario e consumo di sostanze

Il 32,7% dei detenuti ha una diagnosi di dipendenza patologica da sostanze.

7 Settembre 2026

Divertimento notturno e consumi di sostanze psicoattive

A Berlino aumenta il consumo di ketamina sulla scena notturna

6 Settembre 2026

Il razzismo come fattore determinante nell’evoluzione dell’HIV

Non si tratta di semplici pregiudizi individuali, bensì di un vero e proprio razzismo strutturale che modella la società.

5 Settembre 2026

Adultosfera digitale e giovani

Come l'ambiente sociale dei grandi modella la crescita di ragazzi e ragazze

4 Settembre 2026

il consumo di tabacco in Europa

il dato è in lieve diminuzione

3 Settembre 2026

Dialogare oggi – un podcast sul disagio giovanile