L'AMBIVALENZA DEL RAPPORTO TRA GIOVANI E WEB – Risultati di un'indagine

data di pubblicazione:

13 Marzo 2020

In questo momento di iper-connessione generale riteniamo utile pubblicare articoli e sintesi di ricerche sulla percezione da parte dei giovani dei rischi e dei benefici della rete.
Di seguito una sintesi di un rapporto redatto da Telefono Azzurro – Doxa Kids in occasione Safer Internet Day, giunto nel 2019 alla sua sedicesima edizione.

Il 46% dei nostri ragazzi teme rischi legati al bullismo, ma il 43% di loro soffrirebbe senza i social. Il Miur e Telefono Azzurro firmano un Protocollo d’intesa per l’educazione digitale e il contrasto al cyberbullismo.

Il rapporto fra gli adolescenti e il web è controverso. Il 43% dei giovani fra i 12 e i 18 anni e ben il 53% delle ragazze si sentirebbe ansioso, agitato o perso se fosse privato per una settimana dei social. Ma il 46% di essi ritiene che i social abbiano effetti negativi quali facilitare il bullismo, diffondere pettegolezzi o contenuti violenti, produrre discriminazione.

MIUR e Telefono Azzurro: protocollo d’intesa per l’educazione digitale
Contrastare i fenomeni di violenza in rete è un’urgenza a cui il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Telefono Azzurro vogliono rispondere insieme. Per questo hanno firmato un protocollo d’intesa che sancisce la loro collaborazione per la promozione di comuni azioni positive volte all’educazione digitale, al contrasto al bullismo, al cyberbullismo e ad ogni forma di dipendenza da droghe e alcool.

Il MIUR e Telefono Azzurro rinnovano il comune impegno a lavorare per promuovere azioni e momenti di formazione che mettano al centro il rispetto dei bambini, degli adolescenti.

Quali sono gli effetti negativi e positivi dei social per i ragazzi?
La ricerca Telefono Azzurro – Doxa Kids presentata oggi mette in luce l’ambivalenza del rapporto fra i giovani e il web. Un rapporto innanzi tutto di grande assiduità: il 60% dei ragazzi fra i 12 e i 18 anni passa più di due ore al giorno su social e chat, mentre il 4% è costantemente connesso. Solo il 35% vi trascorre un’ora o meno al giorno.

Fra gli aspetti negativi dei social, il 33% ritiene che distraggano dallo studio e dalla vita reale, il 29% sottolinea la mancanza di contatto personale e il 28% ritiene che causino dipendenza.

Il 22% dei ragazzi intervistati sostiene che i social facilitino il bullismo, il 20% teme gli adescatori mentre per il 33% il rischio è l’alterego, ovvero l’illusione di avere molti amici e l’avere una visione poco realistica della realtà. Per il 22% il problema è la privacy: i social possono rovinare la reputazione, c’è il rischio di condivisione delle proprie foto senza consenso.

Incontrare online contenuti negativi succede al 66% dei ragazzi. Il 32% vede immagini o video violenti e il 43% si dichiara molto impressionato dalle immagini drammatiche; il 25% incontra contenuti che incoraggiano a giocare o scommettere soldi, il 23% immagini e video sessualmente espliciti.

Le esperienze dirette coinvolgono invece il 57% degli intervistati: il 34% riceve messaggi di estranei, e si sale al 44% per le ragazze 15-18 anni; al 14% è capitata la richiesta di condividere informazioni personali, all’11% di essere incontrati dal vivo dopo un contatto online, e si sale al 16% per i maschi 15-18 anni. Al 7% è capitato di ricevere foto provocanti, l’11% nel caso delle ragazze 15-18 anni.

Ma non è tutto nero. Per i ragazzi i social aiutano a restare connessi con amici e famiglia, a trovare persone che nuove o che ci assomigliano, fanno sentire meno soli, connettono con abitudini e culture di tutto il mondo. Un effetto positivo rilevato complessivamente dal 75% degli intervistati, che diventa l’81% se consideriamo solo le ragazze fra i 15 e i 18 anni. Il web consente anche di trovare informazioni e di imparare cose nuove (51%), o di svolgere attività sociali (33%) come confrontare opinioni o chiedere aiuto.

Molto chiara è anche la richiesta di intervento da parte degli adulti per una maggiore sicurezza dei ragazzi online. Il 47% del campione vorrebbero che i social bloccassero i contenuti pornografici o violenti, il 34% che si potessero cancellare per sempre foto che possono rovinare la reputazione, il 29% chiede filtri che blocchino l’accesso a certi contenuti secondo l’età.

Ascoltare i giovani è essenziale per comprenderli ed aiutarli. Questo è l’impegno di Telefono Azzurro da oltre 30 anni e questo vale ancora di più quando si parla di web – afferma ancora Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro – Bambini e ragazzi sono i primi ad adottare le nuove tecnologie, in un periodo in cui stanno ancora definendo i loro valori e la loro identità. Aiutare i giovani ad utilizzare le opportunità del digitale in maniera serena e positiva è un compito che gli adulti devono svolgere non solo confrontandosi, a livello di accademia, istituzioni e imprese, ma dando spazio ai ragazzi stessi, perché siano loro ad indicare rischi e valori positivi del loro rapporto con la rete.

Vivi Internet, al meglio: con Google per formare le persone all’utilizzo del web in sicurezza
Promuovere la cittadinanza digitale tra i giovani attraverso un percorso formativo che si rivolge ai ragazzi, alle famiglie e agli educatori: è questo l’obiettivo del progetto Vivi Internet, al meglio che Google ha rilanciato in occasione del Safer Internet Day 2019. Vivi Internet, al meglio mette al centro cinque tematiche di assoluta rilevanza: reputazione online, phishing e truffe, privacy e sicurezza, molestie e bullismo online, segnalazione di contenuti inappropriati.

Per i più giovani, Google ha deciso di collaborare con cinque creator di YouTube, Cane Secco, Daniele Doesn’t Matter, Lea Cuccaroni, Muriel e ShantiLives per avvicinare gli adolescenti al mondo dell’educazione civica digitale. Cuore della collaborazione una serie di video in cui i Creator si sono calati nella vita di altrettanti ragazzi per un giorno per affrontarne i dilemmi e le sfide quotidiane quando si tratta di privacy e sicurezza e reputazione online. Sulla piattaforma Vivi Internet al meglio – g.co/vivinternetalmeglio – i ragazzi possono inoltre approfondire con pillole formative, introdotte dagli stessi Creator, le cinque aree tematiche del progetto: Condividi usando il buon senso, Impara a distinguere il vero dal falso, Custodisci le tue informazioni personali, Diffondi la gentilezza, Nel dubbio, parlane.

Per gli insegnanti, Google ha collaborato con Telefono Azzurro per creare un curriculum che li aiuti ad acquisire competenze fondamentali nelle cinque aree di contenuto alla base di Vivi Internet, al meglio. Nelle scuole italiane si sta svolgendo,in collaborazione con Telefono Azzurro, un roadshow dedicato agli insegnanti della scuola secondaria. Un team di esperti, formato da Telefono Azzurro, viaggia nelle diverse regioni per offrire formazione gratuita, con l’obiettivo di formare oltre 30.000 insegnanti su tutto il territorio nazionale entro il 2020.

Per il Safer Internet Day anche un incontro scientifico in Università Cattolica a Milano
La ricerca Telefono Azzurro – Doxa Kids è stata presentata anche, il 4 febbraio in Università Cattolica, nell’ambito del convegno Dai big data alla tecnologia positiva. Sicurezza, prevenzione e benessere online, organizzato da Telefono Azzurro con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Una mattina di studio e di confronto con studenti universitari e delle scuole superiori, a cui hanno partecipato insieme al professor Ernesto Caffo, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e Presidente di Telefono Azzurro, i professori Giuseppe Riva, Simona Caravita ed Emanuela Confalonieri della Facoltà di Psicologia, Università Cattolica del Sacro Cuore; Davide Massaro della Facoltà di Scienze della Formazione, Università Cattolica del Sacro Cuore; Michele Colajanni, del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”, Centro di Ricerca Interdipartimentale sulla Sicurezza e la Prevenzione dei Rischi, Università di Modena e Reggio Emilia; e le imprese Google, Microsoft, Facebook e Cisco.

 

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