15 DECESSI IN CARCERE: PROBABILE L'OVERDOSE DA METADONE E FARMACI

data di pubblicazione:

12 Marzo 2020

Salvatore Giancane, medico tossicologico del Ser.T di Bologna, è stato fra i primi a ricostruire quanto avvenuto durante la rivolta nelle carceri italiane dei giorni scorsi, durante la quale ben 15 detenuti sono morti. Secondo Giancane, si tratta di morti causate da overdose di metadone e farmaci, a seguito della presa in possesso, da parte di alcuni detenuti, della cassaforte dell’infermeria del carcere, dove il metadone e gli altri farmaci erano correttamente custoditi sotto chiave. La ricostruzione dei fatti offerta da Giancane appare precisa e verosimile: “E allora, cosa può essere successo? Sicuramente l’apertura della cassaforte ha richiesto del tempo. Quelle in dotazione, in genere, sono robuste e pesanti e le modalità rozze con cui questa è stata aperta ne sono la riprova, quindi facile che questo sia avvenuto poco prima dell’irruzione. Le persone che hanno assunto il metadone ed i farmaci, probabilmente, erano poliabusatori e non avevano una tolleranza agli oppioidi. Dopo rivolte e sommosse solitamente si effettuano numerosi trasferimenti immediati verso altre carceri ed i motivi sono facilmente intuibili (dispersione del gruppo). Molti detenuti (solitamente si scelgono i più esagitati) probabilmente sono stati subito caricati sui cellulari per essere portati in altri luoghi di reclusiione. Non essendo trascorso ancora abbastanza tempo, queste persone probabilmente non presentavano in quel momento sintomi preoccupanti. Giunti a destinazione hanno iniziato a stare male, in qualche caso sono morti nel sonno (favorito dall’effetto del metadone stesso), in qualche caso (come ad Ascoli) se ne sono accorti. Dalla stampa risulta anche se ne siano accorti gli agenti che stavano trasferendo due detenuti a Trento, che proprio per questo si sono fermati a Verona. Questa è la dinamica che si può ricostruire mettendo assieme le conoscenze ele notizie che sono state diffuse”.

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