CORONAVIRUS – RIVOLTA NELLE CARCERI

data di pubblicazione:

9 Marzo 2020

Proteste e tentativi di evasione in 27 istituti tra cui Palermo, Modena e Milano. Due morti per overdose da psicofarmaci sottratti alle infermerie durante i disordini. Dal Pd la proposta di domiciliari per chi è vicino a fine pena.
In diverse carceri italiane tra ieri, a Salerno, e oggi – Modena, Pavia, Napoli e Frosinone, ma anche a Vercelli, Alessandria, Foggia – sono scoppiate proteste e aperte rivolte, a causa delle misure di prevenzione per il coronavirus introdotte dal governo. Nella casa circondariale di Pavia Torre del Gallo due agenti di polizia penitenziaria sono stati presi in ostaggio. A Modena sono tre i detenuti morti, mentre altri due si trovano in rianimazione nel corso della rivolta scoppiata nel pomeriggio.

Detenuti barricati nel carcere di Modena
A Modena i detenuti, protestando per le misure di prevenzione per il Covid-19, si sono barricati nell’istituto. Due agenti sono rimasti lievemente feriti nelle fasi più concitate, prima che il personale del carcere – una ventina tra poliziotti e sanitari – fosse fatta uscire. Sul posto è arrivato anche il prefetto, assieme alle forze di polizia che si sono schierate di fronte alla struttura da cui è stato visto uscire del fumo, probabilmente a causa di un incendio di materassi. Secondo il Sap, il sindacato della polizia penitenziaria, i carcerati “chiedono provvedimenti contro il rischio dei contagi”, spiega il segretario Aldo Di Giacomo. 70-80 detenuti, che erano riusciti a raggiungere il cortile, per tentare di evadere, sono stati trasferiti in altri carceri. In tarda serata il personale della polizia penitenziaria è rientrato dentro la struttura.

A Poggioreale protesta durata quattro ore
La sospensione dei colloqui, prevista dalle misure anti-coronavirus, è invece alla base della protesta nel carcere napoletano di Poggioreale, dove alcuni detenuti sarebbero saliti sui muri del cosiddetto “passeggio”, nella zona interna del penitenziario. Parallelamente, al di fuori del carcere, c’è stata la protesta dei parenti dei carcerati. Indulto, amnistia o arresti domiciliari ciò che hanno chiesto per i loro familiari reclusi, bloccando anche il passaggio dei tram. La protesta è rientrata nel tardo pomeriggio.

Fumo anche a Frosinone
Le misure sui colloqui previste dal dpcm anti-coronavirus (vanno usate modalità telefoniche o video) sono state la scintilla che ha fatto sollevare anche i detenuti di Frosinone: un centinaio si sono barricati all’interno della seconda sezione, da cui è stato visto uscire del fumo. Sul posto è accorso il garante regionale Stefano Anastasia: “Per il momento – riferiva nel tardo pomeriggio – siamo in fase di attesa. Non si vuole fare alcuna azione di forza per non creare tensioni. Siamo in trattativa”. A Frosinone comunque non ci sono stati episodi di violenza contro il personale: “La situazione da questo punto di vista – ha aggiunto il garante – è relativamente pacifica”.

Le reazioni di associazioni e politica
“Il nuovo decreto legge – il commento di Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, l’associazione per i diritti dei detenuti – contiene l’apertura a misure come l’aumento della durata delle telefonate e l’incentivo ad adottare misure alternative e di detenzione domiciliare.

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