DAL CYBERBULLISMO ALLA PORNOGRAFIA: I RISCHI DELLA RETE

data di pubblicazione:

13 Febbraio 2020

Cyberbullismo, sexting, violazione della privacy. Secondo i dati del centro di ascolto di Telefono Azzurro continuano a essere questi i rischi maggiori nella rete per bambini e adolescenti. In particolare nel 2019 la richiesta di aiuto da parte di minori coinvolti nelle situazioni di difficoltà è arrivata nel 64% dei casi dal genere femminile.
Per un genitore essere al passo con le diverse piattaforme di social media utilizzate dai bambini, in età sempre più precoce, può essere difficile, tanto che il 30% di loro si dichiara impreparato.
In occasione del Safer Internet Day, la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete, Telefono Azzurro ha promosso dei momenti di riflessione con i colossi mondiali della rete, da Microsoft a Facebook da Tim a Google, con l’obiettivo di aumentare il loro impegno per la sicurezza dei minori nell’utilizzo della rete e diffondere maggiore consapevolezza tra gli adulti degli strumenti che possono essere adottati per evitare i pericoli oggi tanto diffusi.

«È necessario affrontare il tema del rapporto dei bambini e degli adolescenti con il digitale con competenze sempre più specifiche e validate tramite un approccio interdisciplinare» ha commentato il Professor Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro «trasferendo tali competenze anche nella formazione ai professionisti e di tutta la società civile, nonché coinvolgendo direttamente i bambini e gli adolescenti, promuovendo la loro partecipazione attiva».
«La nostra esperienza ci mostra proprio la difficoltà di comprendere i codici del mondo digitale da parte degli adulti, che sanno usare le tecnologie ma non sanno capire che i linguaggi hanno un senso diverso per i ragazzi», ha continuato Ernesto Caffo. «Talvolta i genitori si sentono fragili e impreparati nel rapporto con i figli e si allontanano dal ruolo educativo che dovrebbero avere. L’obiettivo è guidarli e accompagnarli nella conoscenza di un mondo di linguaggi e di simboli diversi. La grande sfida è non perdere il rapporto tra generazioni».

Il gap di conoscenze e informazioni corrette in particolare da parte dei genitori è confermato anche dalla ricerca di Telefono Azzurro & Doxa Kids 2020, da cui emerge il bisogno di una seria “formazione digitale” degli adulti che vivono tra preoccupazione e scarsa consapevolezza: il 30% dei genitori dichiara infatti di non avere adeguate competenze su tematiche dell’online, in particolare su cyberbullismo, incitazione al suicidio e l’autolesionismo, l’hate speech e sextortion.
I genitori temono in particolar modo che i propri figli incontrino contenuti che esaltino l’anoressia, l’autolesionismo, il suicidio (21%), oppure che siano esposti a contenuti pornografici (18%), o immagini drammatiche o violente.
Nonostante queste paure, al 45% dei genitori è capitato almeno una volta di permettere l’utilizzo al figlio/a di un’applicazione senza verificarne il limite di età per l’utilizzo; nel 48% dei casi ritengono che i ragazzi siano in grado di utilizzare in maniera consapevole i social dai 16 anni.
Allo stesso modo, anche gli insegnanti esprimono un bisogno di formazione sia sul piano delle tematiche, sia nella conoscenza delle procedure di gestione di situazioni di disagio. Il 46% degli insegnanti pensa, infatti, di non aver ricevuto un’adeguata formazione sui possibili percorsi di segnalazione di casi di violenza, pericolo e/o pregiudizio.

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