FORTNITE : UN FENOMENO SOCIALE

data di pubblicazione:

19 Marzo 2019

Fortnite è senza dubbio uno dei videogame online di maggior successo: lanciato neanche un anno fa, è stato capace di appassionare ‘gamer’ di tutte le età. Sviluppare la dipendenza da questo videogioco, con le sue battaglie online in tempo reale, sembra molto facile, ma è altrettanto semplice andare oltre e raggiungere livelli di ossessione preoccupanti.
Il caso di una bimba di nove anni, costretta al ricovero in una struttura psichiatrica, ha fatto molto scalpore in Gran Bretagna e non solo.

La dipendenza sviluppata dalla piccola è stata particolarmente grave e i genitori non hanno avuto altra scelta che ricorrere ad una terapia psicologica: dal gennaio scorso, infatti, la bambina aveva passato gran parte delle sue giornate a giocare a Fortnite. Le prime avvisaglie erano giunte dopo poco più di un mese e mezzo: la bimba si era addormentata più volte in classe, era diventata improvvisamente più aggressiva e problametica e i voti erano drammaticamente diventati calati.
Come se non bastasse, nei mesi seguenti la bimba, che era sempre stata molto attiva e propensa allo sport, aveva smesso di andare a danza e alle sue lezioni di atletica, con la scusa che era sempre molto stanca. Con la sua Xbox, infatti, la bambina giocava giorno e notte a Fortnite, molto spesso di nascosto, fino a raggiungere il livello più preoccupante, fino non andare neanche più in bagno…

Cos’è, perché piace e quali pericoli nasconde

Fortnite nel giro di pochi mesi è diventato un fenomeno sociale a causa della sua diffusione e dei potenziali rischi per la sicurezza dei giocatori.

Il gioco

Fortnite ha due modalità principali di gioco online: una cooperativa, in cui i giocatori devono unire le proprie forze per salvare il mondo da ondate di zombie, e una di tipo battle royale, ovvero una battaglia campale in cui un massimo di 100 giocatori combattono tutti contro tutti.
Il gioco è gratuito, ma per essere competitivi è necessario potenziare il proprio personaggio con nuove armi ed equipaggiamenti che possono essere guadagnati giocando e raggiungendo obiettivi o, più comunemente, acquistati con denaro reale convertito nella moneta virtuale di Fortnite, il V-Buck. Un’altra caratteristica importante di questo videogioco è che consente ai giocatori di chattare e interagire online.

Perché piace

I videogame multigiocatore online sono molto in voga negli ultimi anni, ma come ha fatto Fortnite a passare da 125 milioni a 200 milioni di giocatori in soli 3 mesi, da luglio a settembre del 2018? Ovviamente gran parte del merito va agli sviluppatori di Epic Games, ma la crescita esponenziale può essere attribuita al fenomeno sociale in cui si è convertito Fortnite: la maggior parte dei giocatori sono bambini o adolescenti e l’emulazione svolge un ruolo molto importante nei processi di socializzazione tra pari in giovane età. Ma soprattutto, con Fortnite si può parlare e interagire con gli altri giocatori, il che lo rende qualcosa di più di un semplice passatempo.

Fortnite è a tutti gli effetti una parte importante della vita di molti ragazzi, che si uniscono in gruppi, ne discutono attivamente nelle community online e imparano dagli esperti, in questo caso giocatori di livello avanzato che trasmettono le sessioni di gioco in diretta o pubblicano video su YouTube. Questa è la caratteristica chiave di questo fenomeno, applicabile a molti altri giochi online come Hearthstone o League of Legends, ed è anche la prima fonte di preoccupazioni per i genitori dei giocatori più giovani.

Di seguito un elenco dei principali rischi per i bambini e i ragazzi che giocano a Fortnite, accompagnati da alcuni brevi consigli per proteggerli (o proteggerti) da eventuali pericoli.

I rischi

1. Fortnite crea dipendenza?

Fortnite, come altri giochi e l’utilizzo di smartphone e dispositivi connessi a Internet, può creare dipendenza.

Fortnite prevede brevi sessioni di gioco di 20-25 minuti, per cui il meccanismo azione-ricompensa si attiva piuttosto velocemente creando il temuto fenomeno di dipendenza dalla dopamina, che il corpo umano rilascia in seguito al raggiungimento di un obiettivo.
Pertanto, è necessario limitare le ore di gioco giornaliere o settimanali per evitare che il gioco non pregiudichi altre attività importanti come la socializzazione, il tempo trascorso in famiglia o il rendimento scolastico.

2. Cyberbullismo

Maura Manca, nel suo articolo pubblicato da L’espresso, cita alcune testimonianze di ragazzi, da cui si capisce chiaramente come il bullismo online sia un pericolo molto reale in Fortnite. L’assenza di contatto e feedback diretti aumenta l’intensità e la facilità di comportamenti aggressivi online e può essere una fonte di problemi personali per molti bambini che hanno difficoltà a entrare in un gruppo di giocatori o che subiscono abusi anche nella vita reale, ad esempio a scuola.

L’obiettivo basilare di Fortnite è uccidere quanti più nemici possibile. Il gioco si basa sulla dialettica dell’aggressione e della difesa, e la cooperazione è sempre finalizzata alla distruzione di altri “soggetti”. È proprio questa la parola utilizzata da alcuni giocatori/bulli per descrivere altri utenti: il ragazzo viene privato della sua umanità e individualità e ridotto a un soggetto, il che facilita l’aggressione e l’abuso, in quanto deresponsabilizza l’aggressore.

In questo caso non ci sono scorciatoie, l’unica soluzione è rendere i bambini coscienti del problema, aiutare quelli che lo stanno subendo e insegnare agli altri a riconoscerlo, non partecipare e denunciarlo.

3. Profili falsi e abusi sessuali

In Fortnite, come in altri giochi o piattaforme online, è facilissimo creare un account ed è anche gratuito. Sapendo che la maggior parte dei giocatori è minorenne o appena maggiorenne, è chiaro che Fortnite venga frequentato anche da pedofili o adescatori. Inoltre, il problema è difficile da arginare perché una volta segnalato o chiuso un account, la persona in questione può aprirne un altro in pochi minuti.

Le dinamiche sono le stesse di sempre: l’adescatore scrive in chat alla vittima, le fa qualche domanda, poi condivide dei link ad altri profili fasulli e chiede a sua volta di essere aggiunto come amico sui social per accedere a foto e altre informazioni. Da lì in poi può succedere di tutto: proposte sessuali, minacce e addirittura piccoli ricatti.

La prima cosa da fare, come sempre, è parlarne apertamente con i propri figli, insegnare loro a riconoscere un adescatore e come denunciarlo. Nel caso di bambini più piccoli è meglio adottare un approccio più drastico, ad esempio modificare le impostazioni del dispositivo affinché non possano condividere foto e altri file, e monitorarne le attività online per assicurarci che non cadano nella rete di un adescatore.

4. Truffe online

Il problema dei profili falsi ci porta a un altro pericolo reale di Fortnite, le truffe online. Sono già stati registrati diversi casi di phishing, in cui falsi giocatori promuovono pagine web e app che aiuterebbero i giocatori a ottenere V-Buck gratuiti o approfittare di altre fantastiche (e altrettanto ingannevoli) offerte. In alcuni casi, questi truffatori condividono link a pagine molto simili a quella ufficiale e per un bambino piccolo è difficile distinguere un sito affidabile da uno ingannevole.

Inoltre, l’app può essere scaricata solo dal sito web ufficiale di Epic Games e non da Google Play, per cui dobbiamo ricordarci di riattivare il blocco delle app non sicure una volta scaricato il gioco.

Per fortuna la maggior parte delle pagine di phishing sono mal costruite e quindi riconoscibili, per cui è consigliabile scaricare un buon antivirus per Windows, macOS o Android. Con un software di cybersicurezza efficace si riduce notevolmente la possibilità che i ragazzi siano vittime di truffe online.

5. Sicurezza informatica

Infine, la sicurezza dell’account Fortnite e dei dati personali che contiene. Con 200 milioni di giocatori, i server di questo videogioco sono una preda allettante per gli hacker di tutto il mondo e sono già avvenute diverse violazioni di massa, con il conseguente furto di account e identità virtuali, proprio come è successo anteriormente agli utenti di Netflix, Spotify e molte altre piattaforme digitali.

Fortnite è pericoloso?

Si dovrebbe quindi proibire ai ragazzi di giocare a Fortnite?
Occorre pensare a questo gioco come a uno dei tanti fenomeni digitali di questa nuova era. Piuttosto che proibire o eliminare una certa attività, si tratta di comprenderla e spiegarla ai più piccoli, limitandone l’uso in base alla situazione e utilizzando gli strumenti necessari per salvaguardare la privacy e la sicurezza delle persone interessate.

Un consumatore cosciente e informato, per quanto giovane sia, farà un uso più consapevole del mezzo o, in questo caso, del gioco.

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