IL BOSCO DELLA "DROGA" DI ROGOREDO FRA REALTA' E MITO

data di pubblicazione:

1 Marzo 2019

Sonia Bergamo è una dottoranda in Sociologia e Metodologia della Ricerca Sociale Applicata all’università di Milano Bicocca, e da anni si occupa di servizi legati al consumo e alle dipendenze. Per la tesi di dottorato ha scelto il bosco della “droga” di Rogoredo come luogo di osservazione etnografica: in un anno di ricerca-intervento è così riuscita a documentare tanti aspetti del fenomeno, che racconta in un’intervista al sito Vice. Il suo lavoro di ricerca si è focalizzato sui vari profili di consumatori, ma si è avvalso anche delle esperienze degli operatori occupati di riduzione del danno della coop. Lotta contro l’Emarginazione e degli operatori della Croce Rossa. La metodologia di ricerca di Bergamo le ha permesso di approfondire le conoscenze tanto sui consumatori, sia adulti con storie di dipendenze di lungo corso che ragazzini alle prime esperienze, che sulle sostanze trafficate e spacciate.

Di seguito alcuni estratti dell’intervista: “A Rogoredo la maggior parte dello spaccio e del consumo avviene in due zone: in un’area alberata all’interno del Parco Cassinis, “il boschetto” appunto, e nei pressi della vicina stazione dell’alta velocità. Sono due situazioni malsane, oltre ogni dignità. Ci sono siringhe dappertutto, e il Municipio 4 ha chiuso le fontanelle dei parchetti adiacenti per evitare che i consumatori se ne servano. Il problema è che alcuni lì ci vivono: si accampano tra gli alberi ed escono soltanto per andare a mendicare in stazione o a comprare qualcosa da mangiare. “Là dentro è un mondo a parte, quando esco devo riabituarmi alla vita civile,” mi ha detto una volta un consumatore che ho incrociato al supermercato di zona con la faccia sporca di sangue. Si era ferito alla testa ma non si era accorto del sangue, e non aveva avuto modo di lavarsi né di farsi medicare.

La situazione a Rogoredo è diventata problematica a partire dal 2015, in corrispondenza con Expo. Molto probabilmente i consumatori che sono stati mandati via dal centro per la “pulizia pre-expo” sono confluiti in questo punto della città perché è un luogo strategico, anche se periferico”.

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