I CAMBIAMENTI NELL'USO DI SOSTANZE PSICOATTIVE E NEL SISTEMA DEI SERVIZI

data di pubblicazione:

26 Luglio 2018

Roberto Gatti, medico psichiatra e responsabile del Dipartimento Dipendenze Patologiche della ASL città di Milano, propone sul proprio blog un’acuta riflessione su alcuni cambiamenti di fondo nell’uso di sostanze psicoattive, e sui limiti che i servizi per la cura delle dipendenze stanno affrontando. Secondo Gatti, è fondamentale che i servizi, per affrontare in modo adeguato i profondi cambiamenti dei mercati illegali e dei consumatori, debbano attrezzarsi in un’ottica che definisce “transdisciplinare“. “Chi pensa di affrontare il problema dell’uso di sostanze psicoattive a scopo non terapeutico solo con le leggi, che pure vanno riformulate perché pensate in un mondo diverso da quello di oggi, oppure solo con gli strumenti clinici tradizionali, legandosi ad antiche e stigmatizzanti definizioni. probabilmente sbaglia: in pratica coglie solo alcuni fattori della questione, non solo dal punto di vista generale, ma anche dal punto di vista della strutturazione dei singoli percorsi di cura. Si chiude, cioè, in una visione molto ristretta di un unico livello di realtà, giustificato dall’appartenenza ad una parte politica o ad una disciplina scientifica scontrandosi, poi, con quel vuoto contemporaneo, con cui convivono anche quelle stesse appartenenze, dove la dipendenza diventa di fatto, ma solo in alcuni casi, un illecito e, sempre, UNA malattia del cervello”.

Fra i cambiamenti descritti, particolare importanza assumono quelli di mercato: dallo spaccio su strada si sostanze “low cost” ai nuovi mercati online, dove è possibile reperire, con un piccolo sforzo, di tutto. Anche i consumatori di sostanze illegali stanno mutando: “Si creano clienti che, soprattutto, sono buoni consumatori, spesso assolutamente consapevoli ma, anche, non critici rispetto alle proprie scelte. Attraverso i nuovi media ricevono moltissime conferme rispetto ai consumi scelti. Camminano su un filo. L’importante è che lo facciano a lungo perché produce guadagli sterminati alle imprese legali, ed illegali”. Pure il sistema di servizi di cura alle dipendenze deve adeguarsi ai nuovi scenari del consumo e dell’abuso: “Si cerca di far credere che una legge piuttosto che un’altra possa risolvere la questione ma la realtà è che ne può cambiare solo i contorni. A livello dei sistemi socio-sanitari, invece, ci si arrocca sempre più sulla gestione della cronicità. Non per nulla i Servizi Dipendenze diventano sempre più parte di una assistenza Psichiatrica, non certo orientata, suo malgrado, alla prevenzione. Insomma, il problema si allarga ed il campo di azione si restringe per “ripulire” il campo dai “caduti”. Il sistema di intervento e la concettualizzazione della sua azione rimane figlio di “guerre alla droga” che, ormai, nemmeno ci sono più e di un sistema di “controllo sociale” che, oggi, rispetto al problema, lascia il tempo che trova. Nemmeno si dice, ad esempio, che i controlli stradali, sui lavoratori con mansioni particolarmente delicate, per il rilascio del porto d’armi, per le persone sottoposte a restrizione della libertà personale ecc. controllano solo pochissime sostanze e, paradossalmente, finiscono per spingerne l’uso di altre, che gli esami fatti non rivelano. Addirittura nei Pronto Soccorso si rilevano in caso di urgenza solo alcune sostanze. Si tratta di determinazioni appropriate per gli anni ’70, non per i giorni nostri. Ci sono limiti tecnici ma, soprattutto, di poca conoscenza dei fenomeni, di scarsa apertura mentale“.

Si rimanda alla lettura del resto dell’articolo per le proposte suggerite da Gatti per rendere i servizi in grado di intercettare e di dare risposte ai nuovi bisogni in materia di sostanze psicoattive.

LINK ALL’ARTICOLO

Ti potrebbe interessare anche
6 Maggio 2026

Svezia: calo importante dei fumatori di sigarette

Aumentano i consumatori di prodotti alternativi a base di nicotina

5 Maggio 2026

Ketamina e utilizzi nella sanità pubblica

Norvegia e Francia la usano per curare la depressione e le crisi suicidarie

4 Maggio 2026

Sostanze psicoattive e sicurezza nei luoghi di lavoro

La Legge diventerà più flessibile nei controlli

3 Maggio 2026

Quando il cammino diventa educazione

l’esperienza di Lunghi Cammini

2 Maggio 2026

Illuminismo psichedelico

Il podcast sugli psichedelici

30 Aprile 2026

Aprile – il mese della prevenzione alcologica

I nuovi modelli di consumo

29 Aprile 2026

Videogiochi e criteri di valutazione dei rischi

una classificazione che va incontro all'esigenza di limitare i rischi per i giovanissimi

28 Aprile 2026

Alcohol Prevention Day 2026

Sono disponibili i materiali presentati in occasione della giornata

27 Aprile 2026

Droghe e modelli di consumo: la teoria di Zimberg

Secondo Zimberg la maggioranza dei consumatori non sviluppa dipendenza né perde il controllo della propria vita

26 Aprile 2026

Raccolta e utilizzo dei dati nel gioco d’azzardo

L'utilizzo dei dati potrebbe servire anche come strumento di prevenzione

24 Aprile 2026

I rischi dell’uso illegale di pregabalin nel Regno Unito

I danni associati all'uso illecito di pregabalin sono in aumento, ma rimangono un argomento trascurato.

23 Aprile 2026

Nel 2025 aumenta la raccolta del gioco d’azzardo

Critiche alla politica da parte del CNCA

22 Aprile 2026

Adolescenti e nuove violenze?

Un quadro complesso

21 Aprile 2026

La guerra in Iran e la fine dell’eroina

Un podcast del Sole 24 Ore

20 Aprile 2026

Santo Spirito Living Room

Uno spazio di prevenzione per la città di Firenze

19 Aprile 2026

PrEP Long Active gratuita anche in Italia

Il via libera dell'AIFA

18 Aprile 2026

Consumo di cannabis e sonno: uno studio pilota

Le aspettative sull'uso di cannabis possono distorcere le autovalutazioni del sonno

17 Aprile 2026

Eliminare l’HCV entro il 2030

I dati indicano che l'Italia è sulla buona strada

16 Aprile 2026

Carcere e dipendenze

La sperimentazione di Regina Coeli

15 Aprile 2026

Social media e mondo sanitario

Le istituzioni sanitarie hanno una responsabilità specifica. Devono promuovere alfabetizzazione digitale e interrogarsi criticamente sul proprio utilizzo delle piattaforme

Panoramica privacy

Dati Personali trattati per le seguenti finalità e utilizzando i seguenti servizi:

Mailing list o newsletter

Dati Personali: cognome; email; nome

Modulo di contatto

Dati Personali: cognome; email; indirizzo fisico; nome; numero di telefono

Google Analytics

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Google Fonts

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Informazioni di contatto

 

Titolare del Trattamento dei Dati

Azienda AUSL Toscana Centro
Sede legale Piazza Santa Maria Nuova, 1 - Firenze P.I. e C.F.: 06593810481

Indirizzo email del Titolare: info@cesda.net