VERSO LA CONFERENZA ONU SULLA POLITICA GLOBALE DELLE DROGHE DEL 2019

data di pubblicazione:

16 Dicembre 2017

davNel 2019 è prevista l’attesa Conferenza Onu sulla politica globale delle droghe. Un articolo di Susanna Ronconi e Ingo Stockel riepiloga i risultati dell’Assemblea UNGASS del 2016, che aveva -seppure timidamente e con contraddizioni- introdotto temi quali i diritti umani, la proporzionalità delle pene, il diritto alla cura, la ricerca come base per le politiche, la possibile sperimentazione di politiche innovative, come la regolazione legale dei mercati o la depenalizzazione del consumo. Il punto politico sollevato nell’articolo è se la Conferenza ONU del 2019 debba assumere come base di partenza per la discussione i punti programmatici della Conferenza ONU precedente del 2009, incentrata sulla guerra alle droghe e sul paradigma proibizionista o quelli dell’Assemblea UNGASS del 2016. “E poi un necessario percorso di valutazione degli esiti della Dichiarazione e del Piano ONU del 2009: non solo rivolto al passato (quali sono stati davvero gli effetti della war on drugs?) ma anche al futuro (sono adeguati gli obiettivi, oltre che i metodi?). E certo questa sarebbe una novità: una valutazione globale di esito e impatto delle politiche dettate dalle Convenzioni non è mai stata fatta, se non da ricerche indipendenti che ne hanno sempre denunciato gli effetti perversi. Il CSFD chiede che la sessione di marzo 2018 della Commissione Droghe dell’Onu (CND) di questo discuta. Chiede inoltre l’inclusione delle agenzie Onu, che come noto – da OMS a UNAIDS fino a OHCHR – sono spesso critiche sulle politiche globali sulle droghe, e l’inclusione di queste politiche nei percorsi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, che potrebbe garantire una maggiore attenzione a diritti umani e sociali. La buona notizia è che nella sostanza la Commissione europea ha condiviso queste proposte, e già si è così espressa durante la sessione CND di novembre”.

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