DRUG CHECKING IN ITALIA: OBIETTIVI DEL PROGETTO B.A.O.N.P.S.

data di pubblicazione:

22 Settembre 2017

pillIl progetto B.A.O.N.P.S.,  la prima esperienza “formale” di promozione del drug checking in Italia, dopo 2 anni di esperienza sul campo sarà al centro di una giornata di presentazione e di  confronto con le altre realtà europee in un convegno, l’11 Ottobre 2017, a Roma presso lo “Spazio Europa”  in via IV Novembre 149.  Il Progetto B.A.O.N.P.S. ( Be Aware on Night pleasure safety) è un progetto finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Justice Programme che coinvolge organizzazioni di quattro paesi europei, quali Italia, Portogallo, Slovenia e Germania. In Italia capofila del progetto è la Cooperativa Alice di Alba. Gli altri partners italiani sono: Il Dipartimento di Patologia delle Dipendenze dell’ASL TO4, Il Centro Antidoping “ Bertinaria” di Orbassano, l’ Istituto di Ricerca e Formazione Eclectica di Torino, FederSerD ed CNCA nazionale. Il progetto si pone come obiettivo primario fornire ai governi partner dell’Unione Europea e alle Istituzioni della Commissione Europea informazioni sulle NPS (nuove sostanze psicoattive) e gli stili di consumo ad esse associate allo scopo di aumentarne la conoscenza attraverso l’identificazione delle differenti tipologie di sostanze psicoattive, stimarne i rischi e fornire risposte più efficaci. Da anni in Europa è invalsa la pratica da parte di gruppi di operatori sanitari di porre in essere una delle pratiche improntate alla riduzione del danno e alla tutela della salute dei consumatori : il pill testing o l’analisi delle sostanze stupefacenti. Tale pratica, inizialmente, in uso solo in Olanda dalla metà degli anni 90, si è poi diffusa in altri paesi europei (attualmente in Spagna, Portogallo, Francia( Thin-layer chromatography), Slovenia, Svizzera, Austria, etc..) , mentre in Italia ci sono sempre state resistenze sulla sua diffusione e praticabilità, oltre a esserci dubbi sulla sua legalità da parte delle professioni sanitarie, specie per ciò che attiene all’esistenza, o meno, di un obbligo di denuncia in capo ad un operatore pubblico dei reati procedibili d’ufficio. Nello specifico ci si chiede se l’operatore venuto a conoscenza da parte di un utente che il drug checking ha rivelato la presenza di un elevato principio attivo di una sostanza tabellare, abbia o meno l’obbligo di denunciare il reato di spaccio.

La pratica del pill testing consiste in un’analisi delle sostanze stupefacenti condotta con reagenti chimici colorimetrici e gli operatori pongono usualmente una postazione con accesso riservato in eventi quali rave parties o feste danzanti dove è diffuso il fenomeno del consumo degli stupefacenti, soprattutto relativamente a sostanze quali cocaina, mdma, lisergici, metamfetamine, anfetamine, eroina, ketamina, etc..
Questi reagenti sono validati a livello internazionale e hanno una buona corrispondenza con analisi Gas- cromatografiche di laboratorio, soprattutto possono essere legalmente acquistati in rete da chiunque in tutta Europa a prezzi accessibili.

LINK AL PROGETTO

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