LOTTA AL FUMO – Rapporto OMS

data di pubblicazione:

29 Agosto 2017

FUMO OMSLotta globale al fumo. Le misure anti-sigaretta raggiungono il 63% della popolazione mondiale.
I messaggi shock sui pacchetti, il bando al fumo nei locali pubblici, il divieto di pubblicità, le campagne di prevenzione dei mass media. Le misure adottate dai governi nel mondo per combattere il tabacco sono quadruplicate dal 2007 a oggi. Lo dice l’ultimo rapporto dell’Oms.

Il fumo fa male. Il messaggio arriva forte e chiaro a 4,7 miliardi di persone che, tra le scritte e le immagini sui pacchetti di sigarette, i divieti di fumare nei locali pubblici e le campagne di prevenzione, sono ampiamente avvisate dei pericoli delle sigarette.

A valutare la diffusione delle politiche antifumo ci ha pensato il rapporto dell’Oms “Who report on the global tobacco epidemic, 2017”. Le misure di controllo e prevenzione sono quadruplicate dal 2007 quando solamente 1 miliardo degli abitanti del pianeta (15% della popolazione) veniva raggiunto da almeno una delle strategie di informazione sui rischi del fumo.

Oggi si sfiorano i 5 miliardi, pari al 63% della popolazione mondiale. E gli esperti della Framework Convention on Tobacco Control dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Who Fctc) non possono che esserne soddisfatti. Gran parte degli interventi adottati dai governi nel mondo per ridurre il numero dei fumatori sono stati infatti proposti da loro. Si tratta di una serie di misure contenute nel programma Mpower lanciato dal Fctc nel 2008, tra cui monitorare il consumo di tabacco e le politiche di prevenzione, proteggere i non fumatori, aiutare i fumatori a smettere, avvisare dei pericoli delle sigarette, vietare la pubblicità del tabacco e le sponsorizzazioni da parte delle industrie, aumentare le tasse sul tabacco.

Entrando nel dettaglio, dal Rapporto emerge che le misure di protezione nei confronti dei non fumatori, con l’adozione di aree “no-smoking” o con il divieto di fumo in qualunque spazio pubblico, sono in vigore in 55 Paesi del mondo e coinvolgono 1,5 miliardi di persone. I trattamenti per smettere di fumare vengono offerti dai sistemi sanitari di 26 Stati a un numero complessivo di 2,4 miliardi di fumatori. E le campagne anti fumo lanciate dai mass media hanno raggiunto 3, 2 miliardi di persone nel mondo.

Ma la strategia che va per la maggiore è senza dubbio quella degli inequivocabili e scioccanti messaggi sui pacchetti di sigarette che catturano l’attenzione di 3,5 miliardi di persone in 75 Paesi, quasi la metà della popolazione mondiale (47%). Meno apprezzate dai governi, invece, sono le altre due armi proposte dal Fctc per la lotta alla fumo: il divieto di pubblicità e sponsorizzazioni da parte dell’industria del tabacco e l’aumento delle tasse sulle sigarette.

«Lavorando insieme – ha commentato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms – i Paesi possono evitare la morte di milioni di persone a causa di malattie associate al fumo e risparmiare miliardi di dollari ogni anno persi in una evitabile assistenza sanitaria e nel calo di produttività».

Dal Rapporto emergono due punti critici su cui i governi sono chiamati a intervenire: il commercio illegale di sigarette e l’ingerenza delle industrie del tabacco nella politica.

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