L'AGENDA SULLE DROGHE DELL'ONU: VERSO IL MANTENIMENTO DELLO STATUS QUO?

data di pubblicazione:

3 Aprile 2017

global comm drugs policyUn articolo di Marco Perduca, pubblicato su Fuoriluogo, commenta le ultime notizie relative al dibattito globale sulle droghe in seno all’ONU. Dopo le aspettative su una parziale messa in discussione delle politiche proibizioniste maturate nel lungo dibattito preparatorio alla conferenza Ungass di Vienna dello scorso anno, non è chiaro se e come ciò si tradurrà in un cambiamento delle politiche delle droghe dell’ONU. Per Perduca, il rischio di un ritorno indietro, rispetto al dibattito del 2016 a Vienna, è reale e concreto: “Una buona parte dei paesi proibizionisti, guidati dalla Russia – che nel 2010 ha fatto eleggere il proprio Yuri Fedetov alla guida dell’Ufficio Onu per le droghe e il crimine -, ritiene che il documento da preparare per l’incontro del 2019 debba esser modellato sulla dichiarazione del 2009 e che non si debba convocare una vera e propria Ungass. Europa e America latina, pur concordando che a marzo del 2019 possa esser sufficiente un segmento ministeriale, ritengono che il documento di New York sia un punto di partenza e non un incidente di percorso” (…) Nel chiudere i lavori lo zar antidroga Fedetov ha affermato che “ci siamo assunti un impegno in linea con le Convenzioni per la salute e il benessere delle persone e delle comunità di tutto il mondo” invitando i presenti a mantenere “la promessa fatta a milioni di bambini, donne e uomini“. Come tutto ciò possa essere mantenuto continuando a escludere una valutazione dell’impatto globale del proibizionismo resta un mistero che, con questi chiari di luna, non verrà svelato neanche nel 2019″.

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