NUOVA INDAGINE SU ADOLESCENTI E GIOCO D'AZZARDO

data di pubblicazione:

26 Gennaio 2017

azzardo giovaniL’osservatorio Young Millennials Monitor di Nomisma, dedicato al monitoraggio di opinioni, attitudini, stili di vita dei giovani tra i 14 e i 19 anni, ha curato la pubblicazione di un’indagine nazionale sul gioco d’azzardo, cha ha visto la partecipazione di un campione di scuole secondarie italiane per un totale di oltre 11.000 adolescenti di età compresa fra i 14 e i 19 anni. Le aree tematiche indagate sono numerose: le motivazioni e i comportamenti di gioco, l’immaginario dei giovani sul gioco d’azzardo, i profili dei giovani giocatori, i fattori di rischio. Partendo dalla prevalenza, nel 2016 il 49% dei giovani studenti italiani ha fatto un gioco d’azzardo almeno una volta, valore in calo rispetto al 54% del 2015. I dati sulla frequenza di gioco attestano che il 17% del campione ha giocato con cadenza almeno settimanale, mentre la grande maggioranza degli studenti presenta abitudini e frequenze di gioco di impatto limitato sulla vita quotidiana. Veniamo ora  a considerare quali sono le variabili più significative associate al gioco d’azzardo: “L’incidenza del gioco d’azzardo è sensibilmente maggiore tra i ragazzi (59% rispetto al 38% delle ragazze). Altri fattori incisivi sono: area geografica, età, tipo di scuola frequentata e background familiare. La propensione al gioco è maggiore al Sud-Isole e al Centro rispetto al Nord (rispettivamente il 53% e il 54% dei giovani gioca vs il 42% al Nord), per i maggiorenni (53% contro il 47% dei minorenni), negli istituti tecnici e professionali (rispettivamente 58% e 52% vs 42% dei licei) e nelle famiglie in cui vi è un’abitudine al gioco (64% vs 9% in famiglie non giocatrici)”.

Per quanto riguarda nello specifico i giocatori problematici, l’indagine Nomisma ha utilizzato il South Oaks Gambling Screen – Revised For Adolescents, SOGS-RA per identificare la presenza di eventuali comportamenti di gioco problematici. “L’indicatore SOGS-RA individua nel 5% degli studenti italiani la quota di ragazzi con un rapporto problematico con il gioco d’azzardo. Un ulteriore 9%, inoltre, può essere considerato a rischio rispetto alla probabilità di sviluppare comportamenti di gioco problematici. Per contro, il 33% degli studenti, pur giocando, non evidenzia alcuna problematicità ed ha un rapporto con il gioco che non appare disfunzionale”. Un ulteriore approfondimento dell’indagine è relativa ai comportamenti devianti, che mette in luce come il  giovane giocatore problematico abbia maggiori probabilità, rispetto a un non giocatore o a un giocatore non problematico, di consumare superalcolici, energy drink, sostanze illegali, farmaci. “In definitiva, l’indagine conferma che l’assunzione di comportamenti problematici in relazione al gambling è strettamente correlata con altri comportamenti potenzialmente additivi (fumo, alcool, sostanze stupefacenti, bevande energetiche), con un orientamento complessivo che tende a sottovalutare i rischi che ne possono derivare e con un’elevata propensione a sperimentare sensazioni ed esperienze rischiose, sconosciute ed eccitanti”.

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