PROGETTI GIOCO D'AZZARDO E GIOVANI: I progetti dell'associazione AND (Azzardo e Nuove Dipendenze)

data di pubblicazione:

25 Ottobre 2016

LuckyPer quanto riguarda la realtà italiana sono interessanti due progetti realizzati dall’associazione AND (Azzardo e Nuove Dipendenze), che dal 2003 si occupa di prevenzione, sensibilizzazione, formazione, ricerca e trattamento sul gioco d’azzardo.
I due progetti sono: “Il caso Lucky non si può influenzare”, realizzato in collaborazione con l’ASL di Sondrio su finanziamento della regione Lombardia e “Scommettiamo che non lo sai”, realizzato nel 2008 su commissione del MIUR (Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca).
Il progetto “Il caso di Lucky non si può influenzare” si basava sulla presentazione nelle classi medie ed inferiori di un video convalidato scientificamente in Canada dal professor Ladouceur e adattato da AND. Il programma era finalizzato a modificare conoscenze ed attitudini degli adolescenti riguardo il gioco d’azzardo. Ci si focalizzava soprattutto sulle percezioni erronee sul caso. Il video presentato durava 20 minuti ed illustrava soprattutto l’indipendenza delle puntate, chiarendo altri frequenti errori cognitivi.

Il progetto “Il caso Lucky non si può influenzare” mostra tra i suoi risultati cambiamenti significativi e misurabili: Il video Lucky incrementa le conoscenze dei soggetti e modifica le loro cognizioni erronee sul gioco d’azzardo. Sia a breve termine che a distanza di sei mesi. Il grandissimo vantaggio di questo video è il suo facile ed economico inserimento nei programmi scolastici, senza ulteriori interventi o particolari competenze da parte dell’insegnante.

L’altro progetto che riguarda la realtà italiana è “Scommettiamo che non lo sai?”. Consiste fondamentalmente in una guida cartacea sui rischi del gioco d’azzardo. Il progetto era rivolto agli studenti del biennio delle scuole secondarie nel torinese ed aveva ancora una volta lo scopo di correggere le cognizioni erronee ed aumentare le conoscenze sul gioco d’azzardo. I risultati sperimentalmente misurati in due momenti ripetuti con un gruppo sperimentale e uno di controllo, hanno mostrato che il testo presentato ai ragazzi incrementava significativamente le conoscenze dei soggetti e modificava le loro cognizioni erronee.

I due progetti presentati sembrerebbero essere molto efficaci, è stato dimostrato infatti che un intervento precoce ha spesso un impatto maggiore (Capitanucci, 2012).

Risulta senza dubbio molto utile offrire un numero consistente di sessioni mirate e tempestive a carattere educativo, ma la prevenzione aumenta la sua efficacia se comprende diversi aspetti e spazi delle persone. In altre parole, la scuola è sicuramente un ambiente favorevole, in cui fare prevenzione, ma non è l’unico. La realtà trentina a tal proposito ci offre esempi di prevenzione svolti anche al di fuori dell’ambito scolastico.

Per saperne di più: http://www.andinrete.it/portale/

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