GUERRA ALLE DROGHE NELLE FILIPPINE: 1.900 MORTI IN 2 MESI

data di pubblicazione:

14 Settembre 2016

filippinePochi mesi fa, il 9 maggio, Duterte è stato eletto presidente delle Filippine, sulla base di un programma elettorale incentrato su due temi: lotta alla corruzione e guerra senza limiti alla droga e al narcotraffico. Già sindaco per 20 anni di Davao (Mindanao), nel corso dei quali ha rivendicato un bilancio di 1.700 criminali uccisi, nei pochi mesi di presidenza Duterte ha radicalizzato la sua personale crociata contro lo spaccio di droga, assicurando di fatto un’impunità totale agli agenti nella guerra ai narcotrafficanti. Il bilancio di uccisioni, da parte delle forze di polizia e  di gruppi para-militari, di persone legate allo spaccio di droga, nei primi due mesi di repressione, è altissimo: oltre 1.900 vittime. Se la grande maggioranza dei cittadini filippini sembra apprezzare questa politica, varie ONG e organizzazioni per i diritti umani hanno lanciato l’allarme sull’ondata di violenza legalizzata e sulle conseguenze delle politiche anti-droga usate da Dutarte. Come informa in un articolo il Sole 24 ore, “Dal 1° luglio, quando l’operazione è scattata, la polizia ha ucciso 716 persone, secondo il rapporto di dela Rosa. Le altre 1.160 sarebbero state assassinate da «vigilantes» o sarebbero cadute nella guerra tra cartelli. All’uscita dal Senato, dela Rosa è stato circondato da un gruppo esultante di persone che gli chiedevano un selfie. La polizia non ha ufficialmente l’ordine di sparare a vista, ma poco ci manca: «Non uccidete se non siete in pericolo di morte, ma – ha detto qualche giorno fa Duterte in un discorso agli agenti – se la resistenza è violenta, e per ciò minaccia la vostra vita, sparate e sparate per uccidere». E ancora: «Se per fare il vostro lavoro dovrete uccidere mille persone, io vi proteggerò».

Oltre cento cadaveri sono stati trovati incaprettati, legati con nastro adesivo o con addosso cartelli con la scritta: «Sono un pusher, non imitatemi». Lunedì scorso, un sospetto boss della droga, Melvin Odicta, è stato freddato in pubblico insieme alla moglie da un killer non identificato. Pochi giorni prima, Odicta era stato interrogato dalla polizia. Secondo i media locali, alcuni degli omicidi sarebbero stati commessi da agenti corrotti, nel tentativo di liberarsi di complici diventati ormai troppo pericolosi”.

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