SIGARETTE, ALCOLICI E SEDENTARIETÀ: SALUTE A RISCHIO PER TANTI ITALIANI

data di pubblicazione:

19 Agosto 2016

alcol fumo pesoGli italiani fumano ancora troppo, bevono eccessivamente e fanno poca attività fisica.
Se quasi nove milioni di adulti non riescono a limitare l’uso di alcolici, un italiano su cinque non rinuncia alle sigarette. Intanto sempre più persone hanno evidenti problemi di peso, con conseguenti rischi per il proprio benessere.
Le stime dell’Istat risalgono a pochi giorni fa. Dati e cifre da tenere sotto controllo, soprattutto per chi si ritrova in una o più delle categorie descritte.

Il fumo
A livello globale è ormai assodato che il consumo di tabacco rappresenta una delle prima cause di morte evitabili.
Nell’anno passato, i fumatori rappresentavano il 19,6 per cento della popolazione con più di 14 anni. Oltre dieci milioni di tabagisti.
E quasi un italiano su quattro – il 22,8 per cento – racconta di aver fumato in passato.
Tra i maschi il numero dei fumatori raggiunge il 24,6 per cento. Solo il 15 per cento, invece, tra le donne.
Le percentuali si alzano quando si parla di giovani.
Tra i maschi under-40 la diffusione del fumo è ancora elevata. In particolare sono fumatori il 30,4 per cento dei 20-24enni, il 33 per cento dei 25-34enni e il 30,3 per cento degli uomini tra i 35 e i 44 anni.
Tuttavia la tendenza è in calo. Quindici anni fa i fumatori erano il 23,7 per cento, il 4 per cento in più rispetto ad oggi. Nel giro di poco tempo in molti hanno deciso di smettere.
Si fuma meno. I fumatori che superano un pacchetto al giorno sono il 4,3 per cento del totale. Ma nel 2001 erano più del 10 per cento. E così scende anche il numero medio di sigarette quotidiane: nel 2001 era 14,7, oggi arriva a 11,6.
Si fuma ovunque, dal Piemonte alla Sicilia. Basti pensare che la regione con il più alto tasso di fumatori è la Campania (22,2 per cento della popolazione sopra i 14 anni), ma al secondo posto si classifica la Liguria (21,4 per cento). Tra le aree più virtuose spiccano invece la provincia di Trento e la Puglia, dove gli irriducibili del tabacco rappresentano il 14 e il 17 per cento della popolazione.

Alcolici
A fronte di tanti consumatori consapevoli, in Italia ci sono ancora 8 milioni e mezzo di persone che eccedono rispetto alle quantità raccomandate. Per la precisione 8.559.000, considerando i maggiori di undici anni.
Per la maggior parte si tratta di uomini (oltre 6 milioni). Sono due le tipologie di abuso fotografate dall’Istat: al consumo abituale si è aggiunta da qualche anno la pratica del binge drinking: l’assunzione di grandi quantità di alcolici in breve tempo con l’obiettivo di raggiungere velocemente lo stato di ubriachezza.
Il primo caso riguarda il 15,1 per cento degli uomini e il 6,5 per cento delle donne.
Il binge drinking interessa, invece, il 10,8 per cento degli uomini e il 3,1 per cento delle donne. Tra i consumatori a rischio spiccano gli anziani.
In particolare gli italiani di sesso maschile con sessantacinque anni o più. Oltre il 36 per cento di loro consuma più alcol di quanto raccomandato, soprattutto durante i pasti. Ma creano preoccupazione anche i più giovani. Un rapporto non corretto con gli alcolici interessa il 32,1 per cento dei maschi tra i 18 e 24 anni, ma anche il 22,4 per cento degli 11-17enni.
In pratica quasi un adolescente su quattro. A differenza del fumo, stavolta le statistiche hanno individuato aree del Paese più sensibili al problema. I comportamenti di consumo non moderato di alcolici sono più diffusi nell’Italia settentrionale, meno al Sud.
Gli astemi sono in minoranza: nel 2015 il 64,5 per cento della popolazione con un’età superiore agli undici anni ha consumato almeno una bevanda alcolica. Il vino va per la maggiore: ne beve il 52,2 per cento della popolazione. Il 46,4 non rinuncia a una birra, mentre il 42,1 apprezza superalcolici, liquori e amari. Scende visibilmente il numero dei consumatori giornalieri: sono il 22,2 per cento della popolazione, ma fino a qualche anni fa superavano il 30 per cento.
Eppure aumentano gli italiani che bevono fuori dai pasti (sono il 27,9 per cento, il il 3,1 per cento in più rispetto al 2003).

Il peso
Gli italiani che hanno problemi con la bilancia rappresentano il 45,1 per cento della popolazione adulta. La maggior parte è in sovrappeso, ma un 10 per cento può essere considerato obeso. E l’allarme non risparmia i più piccoli: nel biennio 2014-2015, i bambini e gli adolescenti in eccesso di peso sono ormai il 24,9 per cento. Oltre il 28 per cento prendendo in considerazione solo il segmento maschile.
Non stupisce, così, che più di un italiano su tre ammette di non praticare alcuna attività fisica.
Nel 2015 i sedentari erano il 39,9 per cento della popolazione, 23 milioni e mezzo di italiani. Stavolta le cattive abitudini sono più diffuse tra le donne. Ben il 44,3 per cento, contro il 35,1 per cento degli uomini.

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